• Atalanta
  • Bologna
  • Cagliari
  • Chievo
  • Crotone
  • Empoli
  • Fiorentina
  • Genoa
  • Inter
  • Juventus
  • Lazio
  • Milan
  • Napoli
  • Palermo
  • Pescara
  • Roma
  • Sampdoria
  • Sassuolo
  • Torino
  • Udinese
  • Champions league
  • Coppa Italia
  • Europa league
  • Italia
  • Lega PRO
  • Serie A
  • Serie B

Calciomercato > Inter > Inter, Mancini e la squadra dei 'duri': la sua idea prende forma

Inter, Mancini e la squadra dei 'duri': la sua idea prende forma

Il tecnico nerazzurro ha voluto puntare su una formazione forte fisicamente. Il talento è negli ultimi sedici metri


Roberto Mancini (Getty Images)
Jonathan Terreni

25/09/2015 14:00

INTER MANCINI SQUADRA DURI / MILANO - Solide, fisicamente devastanti e con sprazzi di talento dove conta. A Roberto Mancini le squadre piacciono così e la sua seconda avventura all'Inter lo sta confermando, semmai ci fossero ancora dubbi. Il tecnico di Jesi è convinto di un fatto che già in passato gli ha dato ragione: per vincere i campionati in Italia serve tanta fisicità; per il bel gioco e le geometrie se ne riparlerà più avanti. E proprio questo Thohir ha chiesto al 'Mancio': riportare la squadra ai vertici prima di tutto in campo nazionale. Mancini è arrivato alla Pinetina ed è stato subito chiaro quando ha visto la rosa a sua disposizione dopo l'addio di Mazzarri: ci sarà da rivoluzionare parecchio. E così è stato. I nerazzurri scendono in campo con 8-9 undicesimi diversi rispetto alla scorsa stagione, una colonna vertebrale ricostruita e un mentalità cambiata. Le cinque vittorie su cinque in campionato non possono essere solo frutto del caso anche se parlare di scudetto è presto, parola di Moratti. Anche al City, dove il talento abbondava, la rifondazione passò più o meno da queste prerogative e poi come non ricordare la prima Inter vincente di Mancini: difesa con i vari Materazzi, Samuel e Cordoba, centrocampo di lottatori guidato da Cambiasso, Zanetti, Vieira e Stankovic e in attacco poi ci pensava Ibrahimovic. Mancini ha voluto costruire la nuova Inter puntando sulla fisicità. Il 'pupillo' Felipe Melo è l'ago della bilancia. Miranda un leader silenzioso e Icardi sta imparando a giocare per la squadra.

LA DIFESA E' STATA REGISTRATA: MIRANDA E' IL LEADER SILENZIOSO. CENTROCAMPO ROCCIOSO CON MELO, KONDOGBIA E GUARIN

La difesa era il reparto che più di altri necessitava di essere rivisto. La coppia Ranocchia-Juan Jesus aveva fatto troppa acqua lo scorso anno e così entrambi sono stati rilegati in panchina, soprattutto l'azzurro. Dal calciomercato è arrivato Miranda: esperienza e solidità che non si vedevano a Milano dai tempi del 'Muro' Samuel. Il brasiliano è un leader silenzioso, ma in campo si fa sentire eccome. Murillo da scommessa si sta rivelando una certezza e anche se il colombiano deve migliorare in diversi aspetti tattici la coppia si integra alla grande. In più la bella news Inter Medel che, arretrato sulla linea difensiva per emergenza, sta strappando applausi convintissimi a 'San Siro'. E' però in mediana che Mancini ha voluto alzare oltremodo la barriera. Felipe Melo è arrivato tra lo scetticismo generale e invece è già idolo e uomo chiave. Mancini lo conosceva bene e lo ha voluto a tutti i costi perché sapeva che avrebbe potuto garantire solidità e un piede discreto per far ripartire l'azione. Ai suoi lati un Kondogbia che pian piano sta entrando in condizione (e i numeri ci sono) e Guarin, altro favorito dell'allenatore, decisivo nel derby. In panchina gente come Brozovic ora è un lusso.


PERISIC ESTERNO MODERNO, JOVETIC RINATO E ICARDI E' UN CECCHINO AL SERVIZIO DELLA SQUADRA

Perisic è stato il tormentone dell'estate nerazzurra. Il croato ha fatto vedere di avere strappi importanti anche se deve integrarsi meglio nei nuovi schemi interisti perché al momento è ancora un pesce fuor d'acqua. Nonostante il talento, riesce a fare tanto lavoro sporco soprattutto in copertura e Mancini lo ha voluto per questo. Jovetic sembra essere rinato dopo l'avventura inglese. Il montenegrino ha portato sei punti grazie alle sue reti nelle prime due giornate e adesso sta un attimo tirando il fiato. Si vede però che quando entra la squadra cambia volto negli ultimi sedici metri. Infine Icardi. Magari non avrà ancora segnato a raffica come qualcuno si immaginava ma a Mancini va bene così perché 'Maurito' sta imparando una cosa fondamentale che prima ignorava: lavorare per la squadra. E' migliorato moltissimo nel gioco di sponda e nel far salire il baricentro nei momenti difficili. In area resta ancora un cecchino (chiedere al Chievo). La fascia di capitano lo ha responsabilizzato e fatto diventare uomo.




Commenta con Facebook