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Calciomercato > Inter > Calciomercato Inter, i pro e i contro di continuare a puntare su Kovacic

Calciomercato Inter, i pro e i contro di continuare a puntare su Kovacic

Qualità e gioventù da una parte, adattabilità e carattere dall'altra. Quale futuro per il croato?


Mateo Kovacic ©Getty Images
Jonathan Terreni

29/03/2015 12:57

MERCATO INTER PRO CONTRO KOVACIC / MILANO - Mateo Kovacic è il grande punto interrogativo del mercato Inter de futuro. Il suo agente ha dichiarato che il croato non vuole lasciare Milano ma le sue prestazioni fanno spaccare in due la critica; il croato alterna prestazioni da fenomeno a prove incolore. Faranno bene i nerazzurri a puntare su di lui per i prossimi anni o meglio venderlo per far cassa viste le sue difficoltà? Analizziamo i pro e i contro di un matrimonio a lungo termine.

PRO: QUALITA E GIOVENTU' - Classe 1994 è ancora giovanissimo e considerato che è sulla scena europea ormai da qualche anno i margini di miglioramenti sono enormi, soprattutto in rapporto alle sue qualità. Sulla tecnica individuale e la visione di gioco non si discute, non per nulla è seguito nel calciomercato da club come Real Madrid e Barcellona. Se dovesse trovare la sua dimensione e far emergere le sue qualità potrebbe diventare tra i primi 10 centrocampisti al mondo nei prossimi anni ma le occasioni non sono infinite. Con un allenatore come Mancini, che di talento se ne intende, potrebbe emergere. Il tecnico nerazzurro fa bene ad usare il bastone e la carota e lui è un ragazzo con la testa sulle spalle, fattore non da poco.

CONTRO: RUOLO E CARATTERE - Il ruolo. Nessuno lo ha ancora capito, Mancini in primis. Anche Stramaccioni e Mazzarri le hanno provate di tutte: mediano, interno, trequartista, esterno. Questo è il più grande punto interrogativo che ruota attorno al croato. Anche Mancini sembra avere difficoltà ma lo conosce da poco. Se riuscirà a trovargli la giusta collocazione potrebbe essere fatta. Non convince anche l'aspetto caratteriale, troppo fragile quando esposto alle critiche. Questo emerge anche in campo perché se il momento non è positivo difficilmente tira fuori la prestazione fuori dalle righe caricandosi sulle spalle una squadra.




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