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Calciomercato > esclusivo > Inter, ESCLUSIVO Ciccio Valenti: "Mazzarri non ha capito l'interismo. Con Mancini cambi il mercato"

Inter, ESCLUSIVO Ciccio Valenti: "Mazzarri non ha capito l'interismo. Con Mancini cambi il mercato"

Il noto conduttore tv e radiofonico ha parlato in esclusiva ai microfoni di Calciomercato.it


Roberto Mancini (Getty Images)
ESCLUSIVO
Matteo Torre (@torrelocchetta)

14/11/2014 16:00

INTER ESCLUSIVO VALENTI MAZZARRI MANCINI / ROMA - La più importante notizia dell'anno nel calciomercato Inter è arrivata: scelta epocale di Erick Thohir, che allontana Walter Mazzarri e punta su Roberto Mancini per la panchina. Calciomercato.it ha contattato in esclusiva Giacomo Ciccio Valenti, noto conduttore tv e radiofonico di fede nerazzurra, per fare un punto su questa svolta.

Vertice nella notte, Mazzarri esonerato, al suo posto Mancini: oggi l'Inter ha fatto tutto bene?
"Ha fatto il necessario, cioè quel che era importante. Non si possono vedere i tifosi che fischiano a prescindere l'allenatore. Mazzarri non aveva assolutamente capacità di far sognare i tifosi... Ora i giocatori restano quelli, ma non posso pensare che si possa andare allo stadio solo per contestare, quindi era necessario il cambio – tra l'altro con un personaggio che qualsiasi interista non può dimenticare. Mancini è l'uomo della svolta sin dalla prima Coppa Italia: non più l'Inter che si crogiola nelle proprie lamentele, ma che gode dei propri successi".

Perché è andata così per Mazzarri, al primo esonero in carriera?
"Io ho contestato solo una cosa: Mazzarri non corrisponde al concetto del pazzo sognatore interista. L'interista non è quello che cerca scuse, anzi: nella sua follia piuttosto si prende le colpe, ma non cerca scuse per scaricarle. Lui indubbiamente ha lavorato, però non è riuscito ad avere il coraggio di dire che Alvarez, Jonathan, piuttosto che altri non fossero da Inter già l'anno scorso e questa per me è una colpa. Le scuse pesano, dai calci d'angolo alla pioggia, passando per gli infortuni. Il grossissimo passo falso fu quando diede colpa a Kovacic di una partita. L'interista è uno che si assume le colpe: puoi raccontare di tutto ma non le cavolate, devi far sognare e accendere qualcosa.
"Molti però hanno apprezzato che Mazzarri abbia lavorato: la Curva non si è mai schierata contro apertamente, sostenendolo sempre perché ha visto il lavoro e l'impegno, punti di vista sotto cui è inattaccabile. Lui non ha capito l'interismo e non l'ha capito neanche chi gli ha fatto due anni di contratto con rinnovo – e quest'ultimo ha la responsabilità più grossa (Fassone, ndr)".

Zenga ci è rimasto male...
"Da interista mettevo sullo stesso piano quello che ha fatto Mancini e l'interista che incarna Zenga. Sarebbe stato anche lui una scelta intelligente; ammetto che in questo momento il tifoso mira alla squadra. Era necessario dare una svolta e questi due allenatori incarnano due concetti totalmente differenti: Mancini ha un costo e le credenziali per presentarsi con una lista di calciatori futuri, con un progetto più ambizioso rispetto a Zenga, ma non perché Zenga sia meno forte del Mancio, bensì perché quest'ultimo sposa più ambizioni in previsione futura. Zenga sarebbe perfetto dal punto di vista emotivo. Quale interista non è affezionato all'Uomo Ragno?"

Non era solo un problema di spaccatura coi tifosi. Diversi calciatori, però, si dicevano compatti col tecnico. Su cosa dovrà lavorare in primis il Mancio?
"I calciatori sono come gli attori: tutti dalla parte del regista quando è giusto, poi ognuno ha le sue idee. L'Inter si stava allineando su un meccanismo di mediocrità. I calciatori nerazzurri sono assolutamente normali, forse fatto salvo per Handanovic, che ci sarebbe potuto stare nella finale Champions di Madrid, ma nessun altro della rosa odierna sarebbe all'altezza. Quando cerchi sempre scuse e dai giustificazioni non ti metti di fronte al problema: Fassone rinnova il contratto a Mazzarri, Mazzarri la fiducia ai giocatori, ma il tifoso non è contento, punto, inutile prenderci in giro!
"Il livello verso il basso era dettato da tutta la situazione, ma ora la svolta secondo me è importantissima, non solo a livello emotivo. Ora la grande notizia è che sia tornato Mancini, non che sia andato via Mazzarri. Dovremo tornare in uno stadio con gli applausi per l'allenatore e non i fischi. I giocatori sono gli stessi di prima ma mi auguro che per gennaio Mancini presenti una lista di calciatori veri, non di usato sicuro. La sua presenza rispetto a quella di Mazzarri influenzerà il calciomercato invernale".

Esiste il rischio che se il derby non dovesse andar bene per Mancini potrebbe essere subito difficile la situazione o pensi che i tifosi saranno compatti indipendentemente dal risultato?
"Non esiste tifoso che prescinda dal derby e pensi al futuro indipendentemente da quel risultato. Andrà preparato nel modo migliore anche se purtroppo mancherà Medel, a mio dire un ottimo elemento. La stracittadina è contro una squadra che ha fatto una sconfitta e due pareggi nelle ultime quattro partite nonostante i titoli di grande gioia sui giornali: se l'Inter era in crisi, loro erano in doppia crisi. Non c'è un interista così folle da poter pensare a dieci giorni dal derby che andrà male. Si pensa in grande, si va a giocarselo. Sennò vai dal ferramenta, prendi chiodi e martello e ti colpisci un menisco se ti piace soffrire!"




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