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Italia, a tutto Prandelli: "Voglio la finale. Il rinnovo, gli esclusi ed il codice etico..."

Le parole del commissario tecnico a meno di un mese dall'inizio del Mondiale


Cesare Prandelli (Getty Images)
Lorenzo Polimanti

16/05/2014 07:15

ITALIA PRANDELLI MONDIALE RINNOVO ESCLUSI CODICE ETICO / ROMA - Mondiale, ci siamo. A meno di un mese dall'inizio della rassegna brasiliana, il commissario tecnico della Nazionale azzurra, Cesare Prandelli, fa il punto della situazione in una lunga intervista concessa a 'La Gazzetta dello Sport': "Come ho scelto la lista dei 30? Tutte le scelte sono criticabili. Abbiamo convocato questi giocatori dopo aver valutato la stagione ed i risultati dei test fisici. Sarebbe stato sbagliato ringiovanire dopo il Mondiale".

ESCLUSI - "Perché non li ho avvertiti personalmente? Perché non è imbarazzante: di più. Li avevo già avvertiti, comunque, dicendo che non li avrei chiamati per comunicare l'esclusione. Mi dispiace per Diamanti, Giaccherini e anche Zaza, che deve credere di più in se stesso".

ROSSI - "L'ho convocato perché ha compiuto qualcosa di straordinario: era capocannoniere prima di infortunarsi e ci è rimasto a lungo. La sua chiamata è un messaggio per tutti: se uno vuole una cosa e lotta e fa fatica per quella cosa merita una chance".

CRISCITO - "E' stata una scelta tecnica la sua esclusione. Con tutto il rispetto, non lasciamo a casa Cabrini o Maldini. Abbiamo quindici osservatori che monitorano gli italiani all'estero ed onestamente non mi pare che lo Zenit abbia fatto chissà cosa in Europa. A sinistra, poi, abbiamo altre idee. Chiellini? Ci penso".

CONVOCAZIONI - "Alla lista dei 23 ho già pensato, ma voglio delle conferme. Servono 23 risorse, 23 giocatori che pensino di poter stare tra gli 11 titolari".

MODULO - "In Confederations abbiamo cambiato spesso gioco spiazzando gli avversari. Poter cambiare diventa una risorsa".

TOTTI - "Quale 'vecchio' avrei convocato come jolly? Facile, Totti. Ci ho pensato, aveva dati straordinari prima dell'infortunio. Poi sono esplosi i giovani e il futuro è loro".

VERRATTI - "Siamo stati i primi a credere su di lui. Gli ho sempre detto di non focalizzarsi su un solo ruolo".

PALETTA - "Guardando il suo rendimento ci siamo resi conto che tra lui ed i giovani nel suo ruolo non c'è partita. Ha avuto un calo per influenza virale, ma sta recuperando".

IMMOBILE - "E' diventato protagonista. Nella storia dei Mondiali ci sono attaccanti con storie simili, come Paolo Rossi e Schillaci. Se sarà condizionato dal mercato? Andare in una squadra che lotta per il titolo e gioca la Champions (Borussia Dortmund, ndr) non è un limite, anzi. Altrimenti è meglio restare in Italia. Al Mondiale, comunque, si pensa solo al Mondiale".

OBIETTIVO - "Quarti? Il tabellone non l'ho guardato. So che dobbiamo passare il primo turno e ci dobbiamo organizzare per arrivare in finale. Io voglio arrivarci, poi vedremo cosa succederà".

CODICE ETICO - "Le polemiche? Lo specchio di un Paese in cui tutti sono contro tutti. Nacque quattro anni fa,  quando Balotelli era a Manchester: non aspettai la decisione del giudice sportivo inglese e lo convocai perché per me non aveva commesso un atto violento. Nessuno disse nulla. In Italia c'è troppa faziosità. Non mi sento schiavo del codice etico, ho sempre deciso io, in base a quello che vedevo e sentivo. E lo farò ancora, tutte le volte che vedrò un giocatore andare fuori dal comportamento sportivo. Il gioco antisportivo resiste solo in Italia, pensateci. Al nostro calcio mancano i dirigenti. Servono dirigenti che sappiano dire ad un giocatore che ha sbagliato invece di abbracciarlo dopo un'espulsione".

CASO CHIELLINI - "Era in barriera, voleva fare un blocco e non dare una gomitata". 

RINNOVO - "Manca soltanto la firma. Quattro anni fa firmai in un secondo, stavolta ci metteremo un nanosecondo".

TIME OUT - "La FIFA lo ha stabilito per le partite con Costa Rica e Uruguay, considerate a rischio. Le pause si potranno concordare prima della partita tra allenatori". 




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