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Calciomercato > Milan > Milan-Barcellona, Albertini attacca Balotelli: "Gioca per se', impari ad essere campione da

Milan-Barcellona, Albertini attacca Balotelli: "Gioca per se', impari ad essere campione da Messi"

L'ex centrocampista rossonero: "Per ora Mario resta un patrimonio da valorizzare"


Mario Balotelli (Getty Images)
Marco Di Federico

22/10/2013 08:23

MILAN BARCELLONA ALBERTINI BALOTELLI / MILANO - Quella di stasera non è una partita come le altre per Demetrio Albertini. La sua carriera da calciatore è infatti legata indissolubilmente al Milan, con cui ha vinto tutto in Italia e nel Mondo, ma nel suo palmares c'è anche un Liga vinta nei sei mesi trascorsi al Barcellona a fine carriera: una squadra che era solo l'ombra della corazzata di oggi. "Era il 2005, l'inizio della cavalcata. Da 5 anni il Barça non vinceva la Liga. Rijkaard aveva bisogno di uno nel mio ruolo. Non giocai tanto, ma entrai profondamente nell'universo catalano. Accogliendo me accoglievano con grande rispetto il Milan che rappresentavo, il loro punto di riferimento. Mi chiedevano di Van Basten, Maldini, Baresi. - le parole dell'attuale vicepresidente della Figc a 'La Gazzetta dello Sport' - Il Barcellona ha programmato bene. Puyol mi ha detto che non gioca: turnover. Lui è un amico per la vita, era il capitano e stava a mia disposizione 24 ore su 24 per spiegarmi il Barça. Quando sembrava che prolungassi, mi invitò a cena per ringraziarmi. Una grande generazione piano piano lascia il campo a quella che verrà. Maldini ha giocato fino a 41 anni. Tra i 35 e i 41 anni c'era tempo per preparare un successore. Invece tra Maldini e Constant si sono avvicendati 7-8 terzini sinistri. Come se si procedesse per tentativi".

INIESTA - "É più internazionale di Xavi: ha più cambio di passo, è più completo, più forte nell'uno contro uno. In un'altra squadra Iniesta farebbe più di Xavi, ma il gioco del Barcellona è l'esaltazione del grande Xavi». 

BALOTELLI - "Xavi un giorno mi disse: 'Se io fossi il presidente del Barcellona e Messi mi chiedesse 10 biglietti, gliene darei 20 per non lasciarlo andar via. Invece Messi non ne chiede uno'. Voleva farmi capire che la vera straordinarietà di Messi è la normalità con cui vive da numero 1. Tutti i veri numeri 1 fanno così: Van Basten, Maldini, Baresi... É quello che deve imparare Balotelli: il talento non ti dà diritti, ma doveri. Mario gioca per sé, vorrei vederlo sorridere come Ronaldinho e che comprendesse la sua fortuna: può scrivere il suo futuro da solo. Non ha bisogno che qualcuno lo aiuti o si sposti: se vuole, diventa il numero 1. Per ora resta un patrimonio da valorizzare. Avere accanto Kakà, un numero 1 normale, gli farà bene". 

INTER - "Conosco bene la famiglia Moratti, ma io nel Milan ci sono cresciuto. Per rispetto dei miei tifosi e di quelli dell'Inter ad un'eventuale proposta non farei come Leonardo. Risponderei no, grazie".




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