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Calciomercato > News > Maurizio Schillaci, da Zeman alla droga: la storia del cugino sfortunato di Toto'

Maurizio Schillaci, da Zeman alla droga: la storia del cugino sfortunato di Toto'

La Lazio, il boemo e la Juve Stabia: parabola discendente di un talento inesploso



12/10/2013 21:34

MAURIZIO SCHILLACI ZEMAN LAZIO DROGA/ ROMA - Leggi Schillaci e pensi alle notti magiche di Italia '90, agli occhi di Totò che facevano sognare un paese intero, ai gol che portarono gli azzurri di Vicini fino alla semifinale persa ai rigori con l'Argentina. Di Schillaci però, oltra a Salvatore, a quei tempi ce n'era un altro: si chiamava Maurizio e da molti era considerato addirittura più forte di suo cugino, il capocannoniere dei mondiali. A 'siciliainformazioni.com', Maurizio ha raccontato la sua parabola discendente che lo ha portato da promessa del grande calcio a schiavo della droga. In mezzo, l'avventura alla Lazio, la chiamata di Zeman e l'esperienza alla Juve Stabia.

ZEMAN - "Tutti dicevano che ero più forte di Totò ma di sicuro non sono mai stato fortunato come lui. Le mie stagioni migliori le ho vissute con Zeman. Segnavo gol a ripetizioni, lui impazziva per me. Era un grande sia in campo che fuori per le sue battaglie. Il doping c'è sempre stato, a me consigliavano di prendere la creatina, mi sono fidato dai medici ma era probita".

COMBINE RIFIUTATA - "Solo una volta mi hanno proposto soldi per aggiustare una partita. Ero al Licata, giocavamo a Casarano. Lo dissi subito a Zeman e lui mi disse di rifiutare. Alla fine finì 0-0 e prendemmo 8 pali ma certe volte le partite si decidono parlando in mezzo al campo".

LA LAZIO - "Dopo Zeman è arrivata la Lazio, in Serie B. Era il mio periodo di grazia, vivevo nel lusso e ho cambiato 38 auto. Dopo i primi infortuni mi mandano in prestito a Messina dove trovo mio cugino Totò e i giornali parlano sempre di noi. La mia carriera però era già finita a Roma per un infortunio mai curato".

LA DROGA E I BARBONI - "Alla Juve Stabia arrivo a 33 anni quando avevo divorziato da mia moglie. Qui conosco la droga: prima cocaina, poi eroina. Il mio declino è stato veloce, ora sono per strada senza lavoro, dormo nei treni della stazione con un gruppo di venti barboni. Con Totò non ci sentiamo più. Ho toccato il fondo ma ora voglio risalire".

S.F.




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