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Calciomercato > Palermo > Roberto Belotti su Andrea Belotti

Roberto Belotti su Andrea Belotti

Il padre della punta dei rosanero protagonista dell'ultimo incontro di campionato con il Brescia, regala un ritratto del figlio ai microfoni di Calciomercato.it


Andrea Belotti(Getty Images)
Giorgio Elia

10/10/2013 12:38

PALERMO ESCLUSIVO ROBERTO BELOTTI/PALERMO - La rete realizzata contro il Brescia ha inevitabilmente acceso i riflettori su Andrea Belotti, attaccante classe 93' del Palermo. Ai microfoni di Calciomercato.it Roberto Belotti, padre dell'attaccante ex Albinoleffe, ha descritto le qualità del figlio, regalando un quadro chiaro di quello che è già il nuovo idolo della tifoseria rosanero: "La nascita di Andrea è stata un vero e proprio dono dal cielo. Fin dai primi anni della sua vita è stato a stretto contatto con la nonna, permettendole di superare un evento difficile come la scomparsa del marito. Questa convivenza ha creato un rapporto particolare tra i due, facendo della nonna la sua più grande tifosa in grado di seguirlo nell'intera evoluzione della usa carriera".

Che tipo era Andrea da bambino?

"Lui è stato sempre un ragazzino molto calmo, tutto casa, pallone e nonna. Mi ha sempre dato motivi per esser fiero e soddisfatto di lui, compreso negli studi con il conseguimento del diploma da geometra. Per il resto non ha coltivato hobby particolari, con il suo pensiero più grande rientrato a casa e terminati gli studi sempre rivolto al gioco del calcio".

Se è stata dura per lui affiancare gli studi alla passione smisurata per il calcio?

"Diciamo che le difficoltà più grandi le abbiamo avvertite io e mia moglie nell'organizzarci per poterlo portare al campo di allenamento. Dall'età di otto anni ha costantemente portato avanti i suoi allenamenti, stringendo un rapporto particolare con l'Albinoleffe. La svolta vera e propria si è avuta nel suo approdo in Primavera. Inizialmente infatti veniva impiegato da mediano davanti alla difesa, poi il suo nuovo tecnico decise di spostarlo in avanti nel ruolo di punta e da li è cambiata la storia di Andrea".

Cosa ho pensato del suo passaggio al Palermo?

"Devo dire la verità... Non ho ancora realizzato quanto avvenuto nell'ultimo periodo. E' passato così poco tempo dallo stravolgimento delle vecchie abitudini, che non ho fatto ancora l'abitudine al non averlo più qui con noi. La sua determinazione nel dire si al Palermo nonostante la distanza da casa mi ha rassicurato. Andrea era felicissimo dell'offerta dei rosanero e non ha mai avuto dubbi sulla scelta da fare. Poteva andare in A? Lui ha avuto subito le idee chiare preferendo la destinazione Palermo perché ha avvertito la presenza di una società disposta a valorizzarlo".

La nonna tifosa come ha preso il suo allontanamento da casa?

"Diciamo che inizialmente non è stato facile neanche per lei, avendo seguito sempre Andrea come detto da vicino anche nella sua crescita da calciatore. Pensate che puntualmente al termine di ogni partita portava al campo un po' di pane con il salame del luogo, come vero e proprio rito nel rapporto con Andrea. Lei comunque sapeva che prima o poi si sarebbe dovuto allontanare da casa e dopo un primo momento di inevitabile difficoltà, adesso è molto felice per quanto fatto da lui a Palermo"

Da bergamasco sogna un giorno l'approdo all'Atalanta?

"Lui ha un legame forte con l'Albinoleffe, ma la squadra del cuore per la quale ha sempre tifato è stato sempre il Milan. E' cresciuto con il mito di Shevchenko e vestire un giorno la maglia rossonera è sicuramente il suo sogno nel cassetto".

La prima convocazione con l'Under 19 come è stata accolta in famiglia?

"Un'emozione forte e soprattutto inaspettata. Lui ha vissuto calcisticamente dieci anni nell'Albinoleffe, sette dei quali segnati sempre da tanta incertezza per quello che sarebbe stato il suo avvenire. Il passaggio in Primavera con il cambio di ruolo come detto prima ha cambiato le carte in tavola,  garantendo enormi margini di crescita personale e nei risultati ottenuti fino alla convocazione in Nazionale. Se sogna la Nazionale maggiore? Inevitabile, penso sia l'obiettivo di qualsiasi calciatore quello di rappresentare la propria Nazione nelle manifestazioni più importanti".

Come è stata vissuta Brescia-Palermo a casa Belotti?

"Non ho avuto neanche il tempo di rendermi conto del suo ingresso al campo che aveva già segnato. L'emozione per lui è stata grande per aver realizzato la prima rete con la maglia del Palermo, non tanto per il fatto di averla messa a segno con il Brescia. Tenendo per l'Albinoleffe infatti non avverte in maniera particolare la rivalità con le rondinelle. E' stata un'emozione grande per tutta la famiglia e poi è stato anche piacevole poter rimanere insieme a lui ed accompagnarlo personalmente a Cremona per unirsi al gruppo nel ritiro della Nazionale".

Rischio che si monti la testa?

"Lo escludo. Andrea pensa soltanto a fare bene con la maglia rosanero e a lavorare sodo. E' pienamente consapevole di dover impegnarsi al massimo per poter riuscire a ritagliarsi un posto in una squadra che può vantare grandissimi attaccanti. Il suo obiettivo è quello di poter riportare in serie A il Palermo e di meritare la conferma per giocare la massima serie con i colori rosanero".

Cosa mi ha raccontato di Palermo?

"Non abbiamo avuto modo di parlare molto, però da quel poco che ci siamo detti ho potuto avvertire l'entusiasmo per quanto avvenuto in questo avvio di stagione al Palermo. Andrea è rimasto sorpreso dal grande affetto dimostrato da tutti in grado di regalargli un grandissimo aiuto nella sua prima esperienza lottano da casa, un aspetto che gli ha trasmesso grande carica e forza. La coesione del gruppo è sicuramente un'arma importante a disposizione della squadra di Iachini e potrebbe risultare decisiva nel corso di questo lungo campionato".




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