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Calciomercato > Milan > Milan, De Jong si sente leader: "Piu' forte dopo l'infortunio. Ora lo Scudetto"

Milan, De Jong si sente leader: "Piu' forte dopo l'infortunio. Ora lo Scudetto"

Il centrocampista olandese applaude Balotelli: "E' cambiato a 360 gradi ai tempi di Manchester"



08/08/2013 08:31

MILAN INTERVISTA DE JONG / MIAMI (Stati Uniti) - Nigel De Jong, centrocampista del Milan, si racconta in un'intervista a 'La Gazzetta dello Sport':

INFORTUNIO - "Mi sono dedicato completamente al problema e ho sempre cercato di mantenere un approccio positivo. Non è facile lavorare e sudare senza poter giocare, ma era necessario. È stato un peccato per tutti che io mi sia infortunato in un momento delicato della stagione, e importante per il mio adattamento alla Serie A. Ma è successo. Forse il mio corpo aveva dato troppo ed era arrivato al punto di rottura".

PRE-CAMPIONATO - "Ho pensato soprattutto a questo, a utilizzare il tempo per tornare più forte. Mi sono impegnato per questo e ho avuto un grande supporto da parte di tutti nel club, compagni, dirigenti, tifosi. Il Milan è veramente una famiglia".

RUOLO - "Non mi occupo molto di queste cose. I numeri nei sistemi di gioco contano poco, le posizioni variano in campo e l’importante è muoversi e agire come squadra. Giocare uniti. Io sono Nigel e vivo il calcio a modo mio. Non mi sono mai confrontato con nessuno, penso a essere quello che sono. E come ho detto credo che una squadra vada giudicata nel suo insieme. Ho molto cuore, motivazioni fortissime, lavoro per i compagni. Questo è quello che posso dare. Questo è quello che faccio in ogni partita".

LEADER - "Leader è una parola molto grande, ma mi piace. Non serve la fascia per essere un leader, serve l’opinione che hanno di te nello spogliatoio e come ti comporti in campo".

AMBIENTE MILAN - "L’ambiente nel suo insieme mi impressiona. In questo periodo vedo che molti giovani sono migliorati, c’è un’atmosfera positiva e stiamo lavorando bene. Perché tutti si allenano duramente, e questo è il dato più importante".

BALOTELLI - "E' divertente. Lui è un grande giocatore ed è cresciuto tantissimo. Ero con lui al Manchester City e mi ricordo dei discorsi che faceva. Ogni tanto diceva cose sciocche, faceva cose sciocche. Qui è diverso, è cambiato completamente, a 360 gradi. Credo che per lui sia molto importante essere tornato vicino alla famiglia, ai suoi amici, in un ambiente che lo ama. È un’altra persona. Ride e fa ancora scherzi, come tutti noi, ma non fa nulla di sbagliato".

OBIETTIVO EUROPA - "Noi siamo in progresso, ma quando si punta sui giovani bisogna dare loro del tempo. Certo, se si pensa a quanti soldi hanno speso i grandi club per prendere giocatori affermati si capisce che c’è differenza, però non bisogna arrendersi. Questo Milan ha un modello, si basa sui giovani come fa l’Ajax, dà una chance ai ragazzi. Anche se sono cresciuto nell’Ajax, a me il bel gioco fine a se stesso non interessa, il mio obiettivo è il successo. Però al successo si può arrivare per tante strade".

SCUDETTO - "Favorita? Lo vede cosa c’è scritto su questa maglia... Milan. Secondo lei che risposta posso dare?".




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