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Calciomercato > News > SPECIALE CM.IT - Serie A, da Altafini a Ronaldo: ecco i campioni brasiliani che hanno giocato in Ita

SPECIALE CM.IT - Serie A, da Altafini a Ronaldo: ecco i campioni brasiliani che hanno giocato in Italia

Vi presentiamo una selezione dei migliori calciatori verdeoro che hanno militato nel nostro campionato


Zico e Cafu (Getty Images)
Lorenzo Polimanti

21/03/2013 12:36

SERIE A CAMPIONI BRASILIANI / ROMA - Nati col pallone tra i piedi, cresciuti a ritmo di samba e di 'futebol bailado'. Il Brasile, nel mondo del calcio, è sinonimo di allegria in campo, genio, sregolatezza e, soprattutto, grandi campioni. Campioni che, dopo aver stupito in patria, sono partiti alla volta del 'Vecchio Continente' conquistando l'Italia, l'Europa ed il mondo intero. Da Falcao a Zico, passando per Ronaldo e Kakà, vi raccontiamo le storie di alcuni dei migliori calciatori verdeoro passati nella nostra Serie A.

FALCAO - Dopo aver conquistato 5 titoli nazionali in 6 anni con la maglia dell'Internacional de Porto Alegre, Paulo Roberto Falcao, nell'estate del 1980, fu acquistato dalla Roma su suggerimento del giornalista del 'Corriere dello Sport', Ezio De Cesari. Arrivato tra lo scetticismo dei tifosi che, invece, invocavano Zico, il brasiliano suscitò qualche malumore dopo le prime apparizioni non brillanti. Ben presto, però, il regista tuttofare riuscì a guadagnarsi la fiducia e l'ammirazione dell'ambiente divenendo, negli anni, l'idolo dell''Olimpico' giallorosso. Cinque stagioni, uno Scudetto, due Coppe Italia, 152 presenze, 27 reti, un posto speciale nella 'Hall of Fame' ufficiale della AS Roma e nella FIFA 100, la classifica dei 125 migliori giocatori viventi: questi i numeri dell'avventura capitolina dell''ottavo re di Roma'.

CARECA - Dal Brasile a Napoli per poi passare in Giappone prima di tornare a casa in Sudamerica. Antônio de Oliveira Filho, meglio noto come Careca, ha girato il mondo nella sua lunga carriera da calciatore portandosi dietro sempre il suo insuperabile fiuto per il gol. Dopo l'esordio con il Guarani, che trascinò alla storica vittoria nel campionato nazionale nel 1978 divenendo il secondo miglior marcatore di sempre del club, e le 5 stagioni con la maglia del San Paolo, il brasiliano approdò al Napoli dove formò il formidabile trio 'MA-GI-CA' con Maradona e Giordano. Un trio incredibile che ai partenopei portò una Coppa Uefa, uno Scudetto ed una Supercoppa italiana. Nel '93 l'addio all'Italia con un bottino di 221 presenze e 96 gol in totale tra campionato e coppe.

KAKA' - Grande progressione, tanta tecnica e dribbling fulminante. Ricardo Izecson dos Santos Leite, soprannominato Kakà dal fratello Digao che da piccolo storpiava il nome, stupisce in Brasile ed il San Paolo lo accoglie nelle giovanili. Un incidente in piscina che gli causò la rottura della sesta vertebra rischiò di stroncare la carriera a quello che sarebbe diventato presto uno dei più grandi calciatori brasiliani di sempre. Un miracolo, come più volte ripetuto da lui stesso, lo salvò dalla paralisi e da quel momento nacque la sua tipica esultanza dopo i gol con le braccia al cielo per ringraziare Dio. Un'esultanza che, con la maglia del Milan, replicò ben 95 volte tra campionato e coppe conquistando una Coppa del mondo per club, una Champions League, una Supercoppa UEFA, uno Scudetto ed una Supercoppa italiana e meritandosi il Pallone d'Oro ed il FIFA World Player nel 2007 davanti a Cristiano Ronaldo e Lionel Messi. La sua avventura rossonera, iniziata nel 2003, terminò sei anni più tardi quando, dopo aver rifiutato la proposta del Manchester City a gennaio, si trasferì al Real Madrid nei primi giorni di giugno.

RONALDO - Una carriera fatta di lacrime quella del 'Fenomeno'. Dalle lacrime di gioia per la vittoria in Coppa Uefa al suo primo anno all'Inter e la conquista dei due palloni d'oro, a quelle di delusione nel famoso 5 maggio, passando per quelle di dolore per quel ginocchio destro che, per ben due volte, si ruppe durante la sua avventura in nerazzurro. Un'avventura iniziata nel '97 quando Massimo Moratti, incantato dalle prodezze di quel Luís Nazário de Lima cresciuto nel Cruzeiro e nel PSV a suon di gol, decise di strapparlo al Barcellona pagando la clausola rescissoria di 48 miliardi di lire. Nel 2002, poi, l'addio tra mille polemiche per andare al Real Madrid fino al 2007, anno in cui passò al Milan prima della rottura del tendine rotuleo del ginocchio sinistro e dell'ultimo atto con la maglia del Corinthians. Tredicesimo nella lista dei 100 migliori giocatori del XX secolo stilata da World Soccer, Ronaldo conquistò un'infinità di trofei e riconoscimenti individuali tra cui due Mondiali, 3 FIFA World Player ed una Scarpa d'Oro. Anche un videogioco, inoltre, prese il suo nome.

ALTAFINI - Con 89 reti in 114 presenze, attirò le attenzioni del Milan che, nell'estate del 1958, lo portò in Italia da fresco campione del mondo con la nazionale verdeoro. In rossonero, José Altafini disputò un totale di 246 incontri mettendo a segno 161 gol prima di passare al Napoli ed alla Juventus. Con 216 reti in Serie A, è attualmente il quarto marcatore di sempre del nostro campionato, mentre insieme ad altri 8 calciatori condivide uno storico record tuttora imbattuto. Nell'edizione '62-'63 della Coppa Campioni, infatti, nella sfida contro l'Union Luxembourg vinta per 8 a 0, ben cinque marcature portano la sua firma.

CAFU – Molte squadre brasiliane lo rifiutarono, mentre il San Paolo, nel 1988, decise di puntare sul giovane Marcos Evangelista de Moraes. Da lì, cominciò la carriera di uno dei più grandi terzini destri mai esistiti. La sua incredibile velocità su e giù per la fascia gli valsero il soprannome di 'Pendolino' e lo portarono a diventare il giocatore con più presenze in assoluto nella nazionale verdeoro. Nazionale con la quale vinse due Mondiali. A livello di club, dopo essere salito sul tetto del mondo per due volte con la squadra paulista ed aver vinto in Italia con la maglia della Roma, furono i trionfi con il Milan ad iscriverlo, definitivamente, nell''Olimpo' dei migliori di sempre.

ZICO – 'France Football' lo inserì al nono posto nella classifica dei migliori 100 giocatori del XX secolo, mentre per World Soccer meritò la diciottesima piazza. A mettere d'accordo giornali e tifosi, però, fu sicuramente la straordinaria classe ed il senso del gol di questo fantastico trequartista. Un trequartista che, in 23 anni di carriera, tra Flamengo, Udinese e le ultime esperienze giapponesi riuscì a mettere a segno un totale di 516 reti in 750 partite ufficiali. Gran tiro, tecnicamente completo e quasi infallibile nei calci da fermo: Arthur Antunes Coimbra, una leggenda del calcio.




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