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Doppio regalo per Fonseca: “All-in su Ricci. Tomori? Farei questo scambio con la Juve” | ESCLUSIVO

Il punto sul mercato del Milan. Il tecnico portoghese aspetta rinforzi per centrare l’obiettivo Champions League 

C’è tanto mercato al centro delle discussioni di Zona Rossonera. Il programma sul canale YouTube di Calciomercato.it, ha ospitato  Matteo Mosconi.

Con il giornalista di TeleCity sono stati diversi gli argomenti trattati, a partire dal possibile addio di Fikayo Tomori, finito nel mirino della Juventus: “Non ci voglio credere – afferma il collega – Non voglio credere che Milan sia diventato succursale della Juve dal punto di vista difensivo. Già c’è stata l’operazione Kalulu che non ha senso, avevi già il terzino in rosa senza comprare Emerson. Tomori negli ultimi anni ha commesso errori gravi, non ultimo quello a Firenze, ma andresti a dare alla Juve, tua rivale nella corsa Champions, un giocatore che cambiando ambiente si può riprendere e puoi consegnare alla Juve la coppia che ti aveva fatto vincere lo scudetto due stagioni fa. Se la Juve dovesse offrire una cifra capogiro è un conto, ma è una mossa che non farei mai”.

Viste le difficoltà economiche della Juve nel mettere sul piatto i 30 milioni di euro richiesti dal Diavolo, non è da escludere un’operazione attraverso uno scambio: “Fagioli per il Milan? E’ un giocatore che mi piace, non so se può rappresentare il centrocampista che manca. Credo che il Milan farà un mediano, penso che per Ricci potrebbe davvero fare un all-in, magari offrendo 25 milioni e cercando qualche compromesso. L’altro nome è Frendrup. Io chi prenderei dai bianconeri è Vlahovic, vado controcorrente ma credo che alla Juve dovrebbero ringraziarlo. Senza di lui avrebbero la metà dei gol fatti, è un 2000, ha dimostrato di saper segnare sia in A che in Europa. Potessi scegliere chi prendere dalla Juve prenderei lui. Lo scambio Tomori-Vlahovic lo farei all’istante. Fagioli fossi nella Juve non lo cederei mai al Milan e lo stesso discorso vale per Tomori. Già gli abbiamo dato Kalulu, direi si possono accontentare”.

Guardando ancora al mercato, si fa il punto della situazione, con il possibile colpo dalla Serie B: “Mi aspetto un centrocampista – conferma ancora Mosconi -, credo che quello si farà. Vero che recupererai Bennacer ma non puoi fare affidamento. Ho una speranza che si chiama Berardi. Perché non acquistarlo? Hai bisogno di un giocatore a destra, visto che Chukwueze non sta facendo bene, è un’occasione di mercato che puoi sfruttare. Dietro invece se consideriamo le ultime 11 gare il Milan ha perso solo a Bergamo. Fonseca ha il merito di aver recuperato Thiaw che sembrava completamente ai margini. Dietro non mi aspetto granché anche perché hai trovato Jimenez, che già lo scorso anno aveva dato l’impressione di essere un ottimo giocatore. Se poi dovesse arrivare un’offerta per Theo chiaro devi rivedere le cose, ma penso sia più un discorso per giugno”.

Milan, da Theo Hernandez a Chukwueze: parla Mosconi

Immancabile un punto della situazione su Theo Hernandez, che non sta attraversando un momento facile: “Credo vada a tutti i costi recuperato – prosegue il giornalista – Theo è patrimonio della società, è un giocatore forte, ma non è il giocatore che abbiamo visto. Non sta bene dal punto di vista fisico, lo ha detto Deschamps, lo ha detto Fonseca: perché non fidarci? Ci sono anche questioni extracampo che possono influire. Jimenez non lo toglierei ora dal campo, lui nasce a destra e non credo che possa giocare terzino con Theo in campo in contemporanea, ma davanti al posto di Chukwueze perché no? Non mi piace criticare, ma Chukwueze fa sempre la stessa cosa, ci mette tanta grinta ma non basta. Jimenez potrebbe essere un’idea. Mi auguro di recuperare Theo. Perderlo sarebbe un problema, trovare un altro  terzino con le sue qualità non è semplice”.

Ma Chukwueze non è l’unico bocciato: “Quest’ estate mercato non è stato fatto in linea con Fonseca, che da subito ha spostato Pulisic al centro. Mancava un esterno destro alternativo a Chukwueze, che ha mostrato limiti clamorosi. Per Loftus-Cheek mi spiace. Lo scorso anno ha fatto bene e non aveva nemmeno subito particolari infortuni. Quest’anno invece è un giocatore completamente diverso. Senza voglia, grinta e che fa il compitino. Su Okafor ci credevo, giocatore che a gara in corso può fare bene. Se a gennaio dovesse arrivare un’offerta il Milan può prenderla in considerazione, ma deve arrivare un’offerta consona a quella che è stata la spesa, soprattutto per Chukwueze. Non so quanti possono bussare alla porta del Milan per un ragazzo che ha qualità ma non riesce ad esprimerle”.

Infine si affronta l’argomento che sta tanto facendo discutere i tifosi, quello relativo alle dichiarazioni di Gerry Cardinale, che hanno poi avuto una risposta da parte di Marotta: “Sono tematiche che non fanno impazzire. Preferisco parlare di calcio giocato. Io personalmente mi sarei fatto gli affari miei, non siamo nelle condizioni di poter andare a rompere le scatole agli altri, soprattutto all’Inter. Non si può dire che non stia facendo bene, con Marotta in primis. Vero forse quello che dice Cardinale, con Zhang che ha avuto dei problemi dal punto di vista economico ed è stato costretto a lasciare la società ad Oaktree. Per quanto possano essere dichiarazioni vere io avrei lasciato perdere. Non sei tu, Gerry Cardinale a poter dare lezioni agli altri. Mi avessi portato dei trofei nel corso di queste stagioni allora avrei potuto accettarle, ma non siamo in quella condizione. Siamo ottavi con una squadra in difficoltà, non vedo perché fare questo genere di attacchi. Marotta ha ammesso che ci sono stati problemi finanziari, mi domando perché nessuno si sia soffermato su questa cosa. Tutto è trascorso come se nulla fosse. Marotta rivendica le due stelle, però forse pochi si ricordano  che alla Juve diceva che quei due scudetti appartenevano alla Juve e non all’Inter. E’ il gioco delle parti. Conviene stare zitti e lavorare sul campo. C’è da dire che finanziariamente il Milan e questa dirigenza lavora bene. Magari non in altri ambiti, ma dal punto di vista finanziario lavora bene. La società chiude in attivo, cosa che non fa l’Inter però l’Inter vince i titoli. Io personalmente mi sarei fatto gli affari miei. Secondo me stanno imparando qualcosa ora dal calcio italiano, dovrebbero imparare a parlare dopo aver vinto”.

 

 

Asse Juventus-Napoli, triplo affare in vista: “Può essere rischioso” | ESCLUSIVO

Tra azzurri e bianconeri può esserci un asse di mercato: almeno tre i nomi che potrebbero fare la tratta tra Piemonte e Campania

Un intreccio di mercato che potrebbe portare da Torino a Napoli e viceversa. Tra pochi giorni avrà inizio la sessione invernale di calciomercato e Juventus e Napoli sono candidate al ruolo di protagoniste.

Qualche affare potrebbe coinvolgere proprio bianconeri e azzurri e, facendo il punto su quello che potrà essere il calciomercato dei partenopei, Gennaro Arpaia prova ad anticipare le mosse. Intervenuto a Napoli Zone, sul canale Youtube di Calciomercato.it, il collega de Il Mattino dichiara: “Tutto cambia con l’infortunio di Buongiorno, ora c’è un altro mercato. L’obiettivo era un solo difensore, ora hai perso Buongiorno e serve uno già pronto il 1 gennaio. Se non è così, vedo l’iutilità assoluta di un colpo. Andare acquistare Luiz Felipe che magari ha bisogno di 2-3 settimane per ritrovare la forma, la vedo una cosa senza senso. Invece, anche Manna ha specificato come il Danilo di turno può fare comodo. Serve un calciatore immediatamente pronto. Poi c’è qualcosa che evolve in altri ruoli. Se un calciatore ti chiede di andare via come Rafa Marin, devi andare puntellare la difesa ancora una volta”.

Asse Juventus-Napoli: le ultime su Fagioli e Raspadori

Danilo obiettivo non certo segreto del Napoli, ma si parla anche da Fagioli. Sul centrocampista bianconero, Arpaia dichiara: “Può essere un obiettivo concreto, ma diverso da Danilo. Potrebbe rientrare in uno scambio tra due pedine, con un conguaglio economico. Molto rischioso se parliamo di Raspadori, perché è un calciatore di livello e regalarlo ad una diretta concorrente è un rischio, ma un rischio calcolato che il Napoli in questo momento potrebbe assumersi. Più difficile immaginare un doppio arrivo dalla Juventus”.

Infine, l’idea di uno scambio BiraghiSpinazzola: “Credo sia un affare per tutti, per i calciatori e per le società. Sarebbe un giro di cartellini senza spese eccessive. Mario Rui potrebbe rescindere, ma alcune pedine come Raspadori possono portare a colpi. Simeone non credo si muova e difficilmente si muoverà qualcos’altro”.

Tre colpi Juventus a gennaio, uno è clamoroso: ci sono già le date | ESCLUSIVO

La Juventus a caccia di rinforzi, tutti i dettagli sui tre innesti per la squadra di Thiago Motta

Dopo un mese e mezzo di attesa, la Juventus è tornata alla vittoria in campionato, in casa del Monza. Un successo importante per i bianconeri per rimanere in scia alle prime posizioni della classifica, pur con un po’ di sofferenza, e per rilanciare le proprie ambizioni. Che verranno ulteriormente messe alla prova dallo scontro diretto contro la Fiorentina, per chiudere il 2024 calcistico, e dalla Supercoppa italiana. Nel frattempo, monitorando con grande attenzione il calciomercato, da cui i bianconeri sperano di ottenere risposte importanti.

 

Sarà una finestra, quella invernale, in cui il club torinese sarà piuttosto attivo, dovendo rimediare a necessità emerse in questa prima parte di stagione, dal punto di vista tecnico e numerico. Le tante assenze per infortunio obbligano a interventi massicci, specialmente nel reparto difensivo. Giuntoli è al lavoro già da tempo, per mettere a segno gli acquisti di cui ha bisogno Thiago Motta. Abbiamo approfondito il tema sul canale Youtube di Calciomercato.it, nella trasmissione ‘Ti Amo Calciomercato’, insieme al giornalista Marcello Chirico, nostro ospite, il quale ha fornito alcuni dettagli sulle operazioni che la Juve sta preparando.

Due difensori e un attaccante per la Juventus, ecco quando secondo Marcello Chirico

Saranno almeno tre, in particolare, i colpi da realizzare. Chirico si è concentrato nello specifico sulla scansione temporale che sarà seguita da Giuntoli.

 

“Difficile pensare che si possa realizzare un affare già nei primissimi giorni di gennaio, ma credo che un difensore entro il 10-15 gennaio arriverà senz’altro – ha spiegato – Verso la fine del mese probabilmente arriverà anche un secondo difensore. In dirittura d’arrivo, al fotofinish, se si creeranno le condizioni arriverà anche un attaccante“.

A livello di nomi, Chirico ha aggiunto: “Ne sono usciti e sentiti tanti, Giuntoli ha scandagliato il mercato in ogni dove, anche perché le risorse sono limitatissime, a meno di qualche cessione. I primi indiziati sono Fagioli e Mbangula. Potrebbe andare via anche Milik, ma non sarà facile convincerlo. Diciamo che Skriniar non arriverà, per Hancko c’è da capire se il Feyenoord lo lascia andare via. L’ipotesi Tomori invece è da tenere d’occhio, il giocatore è scontento e alla Juve ritroverebbe il compagno Kalulu e il posto fisso. Dipenderà molto dalle situazioni che si creeranno. Attenzione a Danilo, lui non ha mai pensato di andare via dalla Juventus, ma per lui ci ha pensato Thiago Motta, a cui come giocatore non piace come centrale. L’addio a gennaio non è da escludere. Al Napoli? Dare Raspadori o altri giocatori via la vedo difficile, Conte non è uno intenzionato a fare favori alla Juve, a parte che la richiesta degli azzurri è comunque elevata”.

Monza-Juventus, braccio McKennie: l’AIA la combina grossa e poi ci ripensa

Moviola Serie A, caos arbitro e Var sul braccio di McKennie

Tanti i casi di moviola dopo la 17esima giornata di Serie A. Tiene banco soprattutto l’episodio che vede protagonista il mediano bianconero: clamoroso dietrofront a Open Var

In attesa dei posticipi di oggi tra Fiorentina e Udinese e tra Inter e Como, la diciassettesima giornata di Serie A ha già offerto molti casi di moviola. Da ieri sera sta facendo molto discutere il tocco di McKennie nei minuti finali di Monza-Juventus. E le parole del rappresentante dell’AIA Dino Tommasi a Dazn non hanno fatto altro che alimentare i dubbi.

Moviola Serie A, caos arbitro e Var sul braccio di McKennie
Il regolamento sul fallo di mano e la patch sulla maglia della Juve – Calciomercato.it

Ma andiamo con ordine. Al minuto 83 McKennie, appena dentro l’area di rigore, respinge la conclusione di Ciurria diretta in porta. Ma il tocco è di spalla e quindi non punibile o di braccio e quindi punibile? Da regolamento, la ‘zona verde’ è quella che va da sotto l’ascella tirando una riga dritta in orizzontale. Dal dialogo in sala Var si sentono Fabbri e Maresca dire che se il pallone colpisce la patch della Serie A, l’intervento è regolare. Nella figura che vi proponiamo qui sopra, sembra però che il logo sia leggermente sotto rispetto al lecito. Ad Open Var il Componente della CAN fa loro i complimenti perché hanno cercato il punto di impatto e preso la giusta decisione. Ma mentre scorrevano le immagini di un altro episodio, fuori onda Behrami ha sollevato un dubbio, sostenendo che per lui quello era rigore. Il fatto che il braccio sia in posizione naturale e che sia vicino al corpo prima dell’impatto non conta nulla nel momento in cui è il giocatore della Juve che fa il movimento verso il pallone e non viceversa. Il che è sempre punibile. A quel punto Tommasi fa marcia indietro e cambia versione, appoggiando la tesi di Stramaccioni secondo cui al 51% era penalty, giustificandosi col fatto che “è molto border line, ma non c’è un’immagine certa per invocare il chiaro ed evidente errore“.

Nella stessa partita, anche la Juventus ha reclamato un calcio di rigore per un contatto tra Pablo Marì e Dusan Vlahovic. E’ vero che il difensore dei brianzoli riesce a toccare il pallone con la punta del piede sinistro, ma non lo toglie dalla disponibilità dell’attaccante serbo che poi subisce una leggera trattenuta e finisce a terra. Il fatto di aver accentuato la caduta ha indotto l’arbitro Massa a non fischiare il calcio di rigore, ma di certo se avesse decratato il penalty il Var non sarebbe intervenuto per farlo togliere.

Moviola Serie A: male Feliciani e Var in Atalanta-Empoli, un rigore di troppo per la Roma

Per quanto riguarda gli altri match della domenica, ci sono un paio di grossi errori da segnalare. In Roma-Parma vengono concessi due rigori ai padroni di casa. Netto il primo con Balogh che sgambetta Dybala, mentre è troppo generoso il secondo: Mihaila va spalla contro spalla con Saelemaekers e non ci sono contatti tra i piedi per giustificare il penalty.

Più grave quanto successo in Atalanta-Empoli. L’arbitro Feliciani vede in campo il contatto tra Grassi e Djimsiti e fa ampi segnali che non c’è nulla di irregolare e di dover proseguire. Il difensore bergamasco in effetto tocca il piede del centrocampista toscano, ma il contatto è lieve ed il secondo è già in caduta. Senonché il Var Ghersini ritiene di dover intervenire per proporgli l’On Field Review dell’azione. In questo caso bisognava mostrare personalità e confermare la decisione di campo, e invece il fischietto di Teramo – che dopo l’errore in Monza-Milan del 2 novebre era stato fermato per un mese e aveva ripreso dalla Serie B e poi dalla Coppa Italia – decide per il penalty in favore degli azzurri.

Giuntoli prepara il doppio colpo: “In difesa la pista è calda. Vlahovic? Non ci sono spiragli” | ESCLUSIVO

Le ultime notizie legate al mercato dei bianconeri: dal difensore all’attacco e le possibili cessioni, il club di Torino si muove

La Juventus è certamente la squadra che più di altre interverrà sul calciomercato a gennaio per rafforzare una rosa che presenta diverse lacune.

Thiago Motta ha ovviamente bisogno soprattutto del centrale di difesa, dopo lo stop di Bremer, oltre a quello di Cabal. Il nome a cui si guarda di più in questo momento è sicuramente quello di David Hancko del Feyenoord: “E’ una pista calda – afferma subito Stefano Lanzo di Tuttosport, intervenuto ai microfoni di Juve Zone sul canale YouTube di Calciomercato.it -, ma più per giugno che per gennaio. La Juve vorrebbe anticipare il colpo, ma si farà solo a stagione finita, perché il suo club non vuole privarsene”. Si cerca dunque un’alternativa che possa dar una mano alla squadra fin da subito: “Antonio Silva piace molto. Poi quando Mendes vuole qualcosa la ottiene. Tomori piace alla Juventus, è interessante se si imposta un affare low cost. Ma dopo aver fatto l’operzione Kalulu, fare un’operazione simile è complicato per il Milan. Va seguita comunque come Ismajli dell’Empoli, ma alla fine può venir fuori qualcosa di inaspettato comunque. Il centrale serve immediatamente”.

Calciomercato Juventus, dal colpo in attacco alla possibile cessione di Vlahovic

Ci si concentra poi sul reparto offensivo, dove non è esclusa la partenza di Dusan Vlahovic, già a gennaio, ma Cristiano Giuntoli è in azione per un colpo in entrata: Raspadori è una possibilità, ma gli incastri col Napoli non sono mai facili. Non penso ci sia l’intenzione di rafforzare una concorrenza, però magari con uno scambio non è impossibile. Raspadori piace e ha un senso nella Juve di Thiago Motta. Noi abbiamo sempre parlato, poi, di Zirkzee, se il Manchester United aprisse ad un prestito. Ora attenzione a Kolo Muani, soprattutto se l’operazione si facesse a basso costo”.

Per quanto riguarda Vlahovic, resta complicato il suo rinnovo: “Se la Juventus trovasse una soluzione per un prolungamento che possa alleggerire i costi dello stipendio che sono alti, il club lo farebbe volentieri. Al momento però mi sento di dire che non ci sono spiragli per un rinnovo. Oggi non è una priorità e le parti non sono così vicine. Con un contratto in scadenza nel 2026, l’ipotesi del divorzio a fine stagione, dunque, aumenta giorno dopo giorno. E’ ovvio che Kolo Muani o Zirkzee possono rappresentare il dopo Vlahovic, ma va detto che il serbo ha sempre dimostrato un attaccamento alla maglia piuttosto forte. Sul tavolo però ci sono tante variabili e tanti soldi. Chiunque è chiamato a fare valutazioni, anche chi deve acquistarlo”. Vlahovic via a gennaio? “Nessun giocatore, escluso Yildiz e Cambiaso, per motivi di progetto, è incedibile a priori. Le esigenze di bilancio, hanno fatto capir dal club, sono delle volte superiori a quelle tecniche. Dovrebbe comunque arrivare un’offerta che soddisfi anche il calciatore stesso. Al momento non ci risultano proposte particolari. La Juve lo farebbe partire, ma ad una determinata cifra. I costi, però, come detto, sono notevoli per il club che dovrebbe poi acquistarlo”.

Si chiude affrontando il discorso Douglas Luiz, che ha fin qui deluso tanto: “La Juve ha fatto un grosso investimento, dopo sei mesi non è facile tornare indietro per diversi motivi. Non credo sia facile cederlo, magari può andar via in prestito, ma non è un discorso all’ordine del giorno. A me in allenamento mi è sembrato un po’ un pesce fuor d’acqua”

Del Piero presidente della Juventus: un cammino che parte da lontano | CM.IT

Alessandro Del Piero nuovo presidente della Juventus: ecco cosa manca per poter realizzare questo grande desiderio dei tifosi

Da anni i tifosi bianconeri convivono con un sogno, quello di vedere la nomina di Alessandro Del Piero a presidente della Juventus. Il numero 10 per eccellenza in bianconero che diventa il numero uno. La notizia è che il percorso affinché ciò accada è iniziato, ecco cosa manca prima che questo scenario si possa realizzare.

Tutto parte da John Elkann e dalla tremenda crisi in cui è incappata la Juventus nel finale della gestione Andrea Agnelli. La proprietà si è affidata a uomini di comprovata fiducia come Maurizio Scanavino e Gianluca Ferrero per uscire dalle acque pericolose in cui navigava la società: il primo con il compito di risanare il bilancio e il secondo con quello di tutelare la Juventus nel migliore dei modi dal punto di vista legale. Un procedimento che ha richiesto e che richiederà ancora del tempo, ma che la dirigenza della Vecchia Signora sta affrontando in maniera puntuale e il cui trend positivo è evidente. A questo punto, poi, la Juve è entrata in una nuova fase: quella di strutturare la società in maniera sempre più forte, con l’inserimento di persone qualificate in ogni ambito. L’ingresso di Giorgio Chiellini è emblematico in questo senso. Ed è proprio al termine di questa nuova fase che si può arrivare ad Alessandro Del Piero.

La Juventus prepara il terreno per Del Piero: c’è l’apertura

Rispetto a qualche tempo fa, secondo quanto raccolto dalla redazione di Calciomercato.it, da parte della proprietà c’è un’apertura sul fronte Del Piero. Tutto, però, dovrà avvenire con i tempi giusti e al momento giusto.

Un presidente come Alessandro Del Piero, figura riconosciuta in tutto il mondo e sinonimo di juventinità, devi potertelo permettere. E non si tratta di un aspetto economico, ovviamente. A supportarlo deve esserci una società forte e strutturata, affinché lui possa raccogliere la sfida e accentrare su di sé l’attenzione di tifosi e media. Dal punto di vista sportivo, poi, la responsabilità resterebbe su Cristiano Giuntoli, che gode della massima fiducia da parte della proprietà bianconera e che è il plenipotenziario riguardo alle decisioni di campo. Il momento in cui Alessandro Del Piero diventerà il nuovo presidente della Juventus, come il suo mentore Boniperti, non è ancora arrivato, ma il percorso per far si che possa accadere è già stato avviato.

Del Piero presidente Figc? Gravina ‘vota’ Chiellini: “Grandissimo dirigente, fa bene al calcio”

gravina su figc

Il numero uno della Federcalcio ha detto la sua sulle elezioni Figc e sulla suggestione Del Piero, lodando il dirigente della Juventus. E al calcio italiano ha dato voto 8/8.5

Il presidente della Figc Gabriele Gravina ha incontrato la stampa dopo l’ultimo Consiglio Federale dell’anno 2024, in cui è stato approvato il sistema delle Licenze Nazionali e le modifiche regolamentari per i prestiti che, limita a un anno la cessione del contratto di calciatori e vieta il cosiddetto ‘prestito su prestito’. Vorrà dire che per un nuovo prestito bisognerà prima risolvere il contratto con un precedente accordo, oltre alla limitazione del numero di calciatori ceduti (cinque in totale, senza limite gli under 23)

gravina su figc
Gravina – calciomercato.it

Interessante anche il passaggio a Calciomercato.it su Del Piero possibile presidente Figc (le elezioni sono previste per il 3 febbraio con Gravina super favorito, ndr), in cui Gravina sottolinea come esempio Giorgio Chiellini, per certi versi strizzando l’occhio all’attuale dirigente della Juventus. “Da parte mia non ci sono novità su Del Piero, lui stesso è stato molto chiaro. Mi dispiace, perché a volte c’è qualcuno che si diverte nell’attivare meccanismi più di disturbo che di attività positiva nel proporre – anche se il consenso degli interessati -, vedi anche Montezemolo, si tirano fuori ogni tanto personaggi di altissimo spessore. Ho una grandissima considerazione di Del Piero, grandissimo calciatore, ma il nostro mondo è basato su regole che conoscente. Per poter porre una candidatura serve essere designato, bisogna attivare meccanismi trasversali. E attivare meccanismi di conoscenza. Io ho citato più volte esempi tangibili della capacità di voler diventare a tutti i costi dirigente nel mondo del calcio. Mi permetto di fare un nome su tutti, lo stimo tantissimo, si chiama Giorgio Chiellini. Lui, è andato a scuola, ha fatto un’esperienza all’estero straordinaria, oggi è un dirigente stimato”.

Gravina prosegue: “Con grande piacere ho accolto la nomina nell’ultimo comitato esecutivo come mebre nella commissione che io presiedo, la Club Competition, dopo che è entrato in Eca. Quindi è entrato in Eca, designato nella più importante commissione della Uefa. A me piace questo livello di crescita di alcuni dirigenti, col valore aggiunto di essere stato un grandissimo calciatore e capitano della nostra Nazionale. E devo dire anche un ragazzo con titoli di studio importanti, capacità di relazione straordinaria sotto il profilo personale e linguistico. Questo è un profilo che fa bene il calcio a tutti i livelli. In prospettiva lo vedo con ruoli di spicco? Lui è un grandissimo dirigente, non nascondo la stima per lui e lo sa, non svelo nessun segreto. Giorgio conosce perfettamente il mio modo di valutazione, di stima e affetto nei suoi confronti”.

Gravina: “Al 2024 del calcio italiano do un 8,5. Per il nuovo anno mi auguro più rispetto”

Gravina poi traccia un bilancio dell’anno del calcio italiano dal punto di vista sportivo e ‘politico’: “Considero il bilancio particolarmente positivo, dividendo la parte sportiva con dei successi delle nostre nazionali che hanno portato a centrare per la proma votla nella storia un premio importante come il premio Burlaz, riconosciuto dalla Uefa per successi tra under 17 e under 19 degli ultimi tre anni ed è un risultato straordinario. Devo valutare non solo la Nazionale maggiore, che ha vissuto un momento di passaggio nella crescita e nell’evoluzione, avevamo bisogno di quell’alert negativo per ripartire con maggiore entusiasmo. I risultati della nostra Nazionale, una delle più giovani della storia, stanno dando riscontri”.

Gravina – calciomercato.it

E ancora: “C’è poi da considerare l’approvazione di un piano strategico e industriale, l’approvazione della modifica dello statuto federale, la valorizzazione del nostro sport, mi riferisco al coinvolgimento delle scuole, a tutto il percorso legato alla socializzazione, all’attività di responsabilità sociale, sono tutte sfumature d’azzurro, ma ad alto contenuto di valori morali ed etici. Ritengo sia un bilancio particolarmente positivo. Si poteva fare di più, c’è sempre da fare di più, ma su questo ci confronteremo nelle prossime settimane. Un voto? Sul piano sportivo un 8/8.5 penso vada riconosciuto per i risultati delle nazionali giovanili in primis, un voto alto anche sulle valorizzazioni delle altre dimensioni. Ci sono modelli come Udinese, che unisce sport e politica, valorizza l’identità del territorio, ottenere la finale di Supercoppa a Udine la dice lunga sulla chiave di successo sulla nostra attività di politica internazionale. È altrettanto importante poter annoverare la possibilità, battendo la Germania, di organizzare la Nations a Torino.

Augurio per un nuovo anno? “Ci dobbiamo concentrare dandoci una priorità assoluta. Poi spero in un anno di maggiore serenità, tranquillità, maggiore rispetto. Se qualcuno non sa di cosa parlo, bisogna declinare in maniera totale il rispetto e praticarlo nel mondo del calcio, anche quotidianamente”.

Primo colpo della Juventus: “Arriva già il 2 gennaio”

La Juventus sa già chi portare subito a Torino, il punto di CM.IT sulle strategie bianconere e sul primo rinforzo sulla lista di Giuntoli

Incassato il passaggio ai quarti di finale di Coppa Italia, la Juventus si rituffa sul campionato. Appuntamento assai importante, nel weekend, contro il Monza, per tornare alla vittoria in Serie A dopo oltre un mese. I tre punti sono l’unica opzione per riprendere l’andatura, le concorrenti davanti vanno veloce e occorrono risposte da parte dei bianconeri di Thiago Motta. Nel frattempo, sta lavorando alacremente, in vista del mercato, Cristiano Giuntoli.

 

La compagine torinese ha delle necessità evidenti, serviranno diversi rinforzi per aumentare quantità e competitività della rosa. Almeno quattro i colpi che la Juventus ha nel mirino sul mercato, come già raccontato da tempo su Calciomercato.it. Thiago Motta attende novità quanto prima, Giuntoli ha tutta l’intenzione di accontentarlo e le strategie dei bianconeri stanno prendendo sempre più corpo. Ne parliamo, ancora una volta, sul nostro canale Youtube nella trasmissione ‘Ti Amo Calciomercato’, identificando chi potrebbe essere, con buona probabilità, il primo tra i nuovi innesti a sbarcare a Torino.

Juventus avanti tutta per Hancko, ma ci sono anche le cessioni: Fagioli verso l’addio

La priorità è per il reparto difensivo, come sappiamo, e in particolar modo su Hancko del Feyenoord, individuato come il rinforzo ideale per caratteristiche.

 

Juventus che farà di tutto per siglare l’affare all’apertura ufficiale del mercato, anticipando l’offensiva che sarebbe stata prevista per la prossima estate. Non è semplicissimo trattare con gli olandesi, che non vogliono fare sconti rispetto alla valutazione di 30 milioni di euro. I bianconeri vorrebbero strappare un prestito oneroso, intorno ai 5-6 milioni, con obbligo di riscatto a giugno. Può risultare decisiva la volontà del giocatore, che ha già dato l’assenso al trasferimento a Torino, per forzare la mano al Feyenoord, con il quale ci sono ottimi rapporti anche per il prestito di Facundo Gonzalez.

Per il momento, Hancko ha scalato la classifica delle preferenze, è una prima scelta essendo un mancino. Rimangono ottimi i rapporti con Jorge Mendes per l’acquisto dal Benfica di Antonio Silva, che non è detto non possa arrivare insieme allo slovacco. I colpi in difesa dovranno comunque essere due per le necessità numeriche di organico. Si seguono anche altri nomi come alternative, tra cui Vazquez del Genoa, seguito a San Siro contro il Milan dalla Juventus.

Gli scenari di mercato della Juventus potrebbero poi orientarsi verso almeno una cessione pesante. Difficile al momento pensare a un addio di Danilo, il sacrificabile principale potrebbe essere,, per i rapporti non positivi all’interno della Juventus in questo momento, Fagioli. Non Yildiz, che rimane incedibile per la Juventus, a prescindere da eventuali offerte monstre. Attenzione a Douglas Luiz, i continui problemi fisici stanno iniziando a preoccupare seriamente il club che potrebbe valutare proposte dalla Premier League.

Marotta ‘copia’ il Milan: il piano per Nico Paz all’Inter

Il club nerazzurro è concretamente interessato al centrocampista argentino: per prenderlo si può utilizzare la strategia dei rossoneri

Ha stregato tutti e non potrebbe essere altrimenti. Nico Paz è cresciuto nel Real e il Real ha dimostrato di non voler rinunciare a lui tanto facilmente.

Il centrocampista argentino al suo primo anno in Serie A ha dimostrato che il suo talento non soffre nessun timore reverenziale, mostrando lampi di classe che spiegano molto bene perché a Madrid non hanno voluto perdere il controllo sul suo cartellino. I colpi del 20enne hanno fatto breccia anche tra le big del nostro campionato, con l’Inter presente al Senigallia per Como-Roma con il vicepresidente Zanetti.

Come raccontato da Calciomercato.it, l’Inter è seriamente interessata a Nico Paz ma c’è da fare i conti con la volontà del Real Madrid che ha la possibilità di riportarlo a casa entro il 2027 ad un prezzo già stabilito. Proprio dell’argentino si è parlato a Inter Zone sul canale youtube di Calciomercato.it, facendo il punto su quel che potrebbe essere la strategia per convincere le merengues.

Inter, per Nico Paz c’è un’unica strada percorribile

Nel corso dell’ultima puntata si è parlato di diversi argomenti, come lo scarso impiego di Palacios: il difensore argentino non è ancora ritenuto pronto da Inzaghi ed è in una situazione diversa rispetto a Bisseck che, lo scorso anno, è arrivato comunque da un campionato europeo e con un’esperienza diversa alle spalle.

Ma è Nico Paz a prendersi la scena e la possibilità di portare l’argentino in nerazzurro stuzzica non poco i tifosi. Il problema è rappresentato dalla clausola a favore del Real Madrid che ha la possibilità di riprenderselo per una cifra già concordata e che sale da qui al 2027. Ecco allora che l’unica strada possibile per l’Inter sarebbe trattare proprio con la società spagnola, magari ripetendo un’operazione stile Brahim Diaz Milan: prendere il calciatore in prestito o anche a titolo definitivo, ma lasciare al Real Madrid la possibilità di poterlo riacquistare negli anni futuri. 

Maldini tra Inter e Juve, ma arriva la bocciatura: “Non è da grande squadra” | ESCLUSIVO

Il trequartista del Monza è stato accostato a due big del campionato italiano, ma per il giornalista non è all’altezza: “Giocatore normale”

La Juventus deve rialzarsi in campionato e cancellare l’ennesimo pareggio col Venezia che ha complicato ulteriormente la possibile rimonta scudetto, oltre a fallire l’avvicinamento alla zona Champions di Lazio e Fiorentina. Per i bianconeri, ancora imbattuti in questa stagione di Serie A ma in una situazione di classifica non così rosea, la corsa ripartirà da Monza contro una squadra in crisi di risultati e all’ultimo posto in compagnia del Venezia. Gli uomini di Nesta arrivano da due sconfitte di fila e contro Thiago Motta dovranno fare a meno pure di due uomini fondamentali in attacco come Milan Djuric e Daniel Maldini.

E proprio il reparto avanzato è quello più in difficoltà con appena 14 reti segnate e un mercato che per forza di cose dovrà portare qualcosa in più, almeno una speranza di risollevarsi. Ma intanto ogni partita diventa un esame e un’occasione imperdibile per fare punti anche per la panchina di Nesta: “È a forte rischio, ma ha la fiducia della società, la decisione di andare avanti era nell’aria. Le valutazioni verranno tratte alla fine del 2024 dopo l’Udinese – le parole al canale Youtube di Calciomercato.it di Adriano Ancona, giornalista del Corriere dello Sport -. Il Monza arriva in condizioni non facili, non ci sarà neanche Daniel Maldini squalificato. L’attacco preoccupa maggiormente, Palladino ha dato futuro e slancio a questa squadra, era l’unico in grado di far girare le cose. L’dentità è stata smarrita. Sostituti di Nesta? Il nome che ti faccio è una reale possibilità è quello di Gilardino, è un nome spendibile, ha buoni rapporti con Galliani. Ora ci sono 11 punti in meno dello scorso anno, giocatori involuti, la squadra non risponde. Anche Maldini si era trasformato con Palladino, prima aveva solo il cognome ma grazie al mister ha trovato la Nazionale. Lo stesso Valentin Carboni. Ora è tutto un altro Monza, ma un altro Palladino non si trova”.

Daniel Maldini, Ancona a CM.IT: “Inter o Juve? Giocatore normale, al massimo può fare la quinta punta”

E proprio su Daniel Maldini si sarebbero accesi i riflettori in caso di una sua presenza in campo contro la Juventus. Proprio i bianconeri sono stati tra quelli accostati al talento dei brianzoli, che sta vivendo una stagione complicata. Per Adriano Ancona la situazione è chiara: “A gennaio penso sia da escludere una sua partenza, già il Monza è precario… Ora è alle prese con il restyling in attacco, qualcuno dovrà arrivare. Quando il Monza cederà Maldini dovrà dare il 50% al Milan e quindi dovrà guadagnare il più possibile”.

E non sarà semplicissimo viste le difficoltà di questi mesi e un livello che per il nostro ospite al momento non rispecchia quello da big: “Maldini ha 23 anni compiuti, ma lui è un giocatore incompiuto. Nesta lo ha tratteggiato molto bene, ha detto che non mi bisogna mettergli pressione. Fa due cose buone e poi va giù di testa, ci si aspetta sempre tanto. A 23 anni però o ci sei o non ci sei. Io penso che si siano fatte troppe celebrazioni – ha detto Ancona a Calciomercato.it -, al momento è un giocatore normale e ora non è da grande squadra. Poi può diventare uno che fa la differenza. Inter e Juve? A fare la quinta punta, non di più. Bisogna che ci si punti bene. Sarebbe un po’ una forzatura vederlo in una grande squadra”.

 

Nuovo bomber per il Milan: “Osimhen per un club ambizioso” | ESCLUSIVO

Nuova puntata di Zona Rossonera. Ad intervenire al programma, sul canale YouTube di Calciomercato.it, è stato Vincenzo Matrone

Con il noto giornalista, che segue da vicino le vicende del Milan, si è chiaramente parlato del momento che sta attraversando la squadra di Paulo Fonseca, reduce dal pareggio contro il Genoa.

Inevitabile partire dalle forti critiche, con i tifosi che hanno messo nel mirino proprio tutti. A partire dai calciatori, ma non sono gli unici: “Quando non si va molto bene, c’è sempre più di una componente che non funziona. In qualcuno è una componente mentale, in qualcun altro forse no. Contro il Genoa c’è stato grande impegno, ma è una squadra nata con qualche difetto già da inizio stagione. Mi sono sentito dare dello juventino o dell’interista quando ho detto che Morata è un ottimo giocatore, ma non può farti vincere lo scudetto. Il Milan ha speso 13 milioni per due attaccanti, Abraham e Morata, un po’ poco per competere ai vertici. Poi ha sbagliato completamente il terzino destro: e dire che Calabria era un anello debole e sono riusciti a comprare Emerson che ogni tanto lo ha fatto rimpiangere. Fofana, però, è stato un ottimo acquisto, ma io avrei voluto due Fofana, perché ora non ha modo di rifiatare e Reijnders non è molto adatto a difendere”.

Poi nel mirino finisce la scelta del mister: “Non è stato preso il miglior allenatore possibile, ma il miglior allenatore a 2.5 milioni e mezzo annui. E’ un Milan che ha fatto anche qualcosa in più rispetto a quanto previsto come la vittoria di Madrid e del derby. Adesso non cambierei Fonseca, almeno fino a fine anno, ma cercherei un allenatore con la A maiuscola. A qualche senatore farei già presente chi sarà il prossimo allenatore, altrimenti rischi di trovarti due o tre allenatori in corsa a busta paga. La campagna acquisti deve farla il ds bravo con allenatore e società e se hai subito il nuovo allenatore puoi subito fare la campagna acquisti. Io non sono per i cambi in corsa a meno di risultati disastrosi e lo spogliatoio non rigetti le idee del tecnico, ma non vedo questa prospettiva”.

Vincenzo Matrone, poi, boccia l’idea Allegri per la panchina: “Impossibile, come Mancini. Che progetto puoi offrire ad un allenatore se non sei sicuro tu di continuare il progetto? Lo vedo molto difficile. A meno che Elliott non prenda in mano la situazione, ma è Elliott che può intervenire e dare il benestare. Non credo che un club che deve pagare un debito può mettere a bilancio due allenatori senza sapere come la pensi la proprietà che deve arrivare. I miei allenatori sono due: Klopp o Guardiola, il resto non sono da Milan. Ad inizio stagione han detto di volere essere protagonisti in Italia e in Europa e non puoi esserlo con Allegri, prima bisogna spendere soldi per un allenatore. Il resto viene di conseguenza. Da un allenatore si capisce che obiettivi hai”.

Si affronta poi il discorso mercato, dal possibile acquisto di un nuovo centrocampi, che è la priorità, all’attaccante tanto atteso:

“Il bomber forte costa, la proprietà deve mettere tanti soldi a bilancio se vuole essere una società di livello. Per le casse del Milan il mio preferito è Bondo, il Diavolo deve fare assolutamente qualcosa a centrocampo. Un centrocampista in più, anche due. La punta non credo verrà fatta, così il terzino. Credo molto in Jimenez e Theo se cambia testa. Centrocampo? La maglia del Milan pesa e non è mai facile vestire la sua maglia. Frendrup e Belahyane sono giocatori che possono giocare davanti alla difesa nel 4-2-3-1. Avrei ripreso Desailly, che però non vuole più giocare (sorride, ndr.)”.

Per quanto riguarda l’attacco, Matrone pensa in grande: “Non è detto debba essere giovane, ma se il Milan ha ambizione deve prendere un giocatore come Osimhen o Vlahovic. Basta guardare i nomi nelle altre squadre… devi prendere quello che un tempo era detto ‘finalizzatore’, devi prendere uno di quelli che di mestiere fa il gol”.

Milan, Matrone commenta le assenze di Maldini e Cardinale

Si torna infine a parlare della festa dei 125 anni, che non ha visto la presenza di Paolo Maldini e Gerry Cardinale. Due assenze che hanno fatto rumore in maniera diversa

Cardinale
Milan, Matrone commenta le assenze di Maldini e Cardinale

“L’assenza di Cardinale è incommentabile – conclude Matrone -. Per quanto riguarda Maldini secondo me doveva andare a San Siro. Avrei comprato il biglietto fossi stato in lui e Rivera. Faccio un esempio blasfemo ma che rende l’idea: c’è chi dice non va a Messa perché il prete non gli piace. Io penso, invece, che debba andarci perché ci credi, ma se il prete non ti va, fa niente. Rivera e Maldini dovevano essere a San Siro. Cardinale è incommentabile. In questi giorni si è parlato di contestazione aspra, ma quella fu fatta davvero a Farina, a Berlusconi, è stata fatta ultimamente a Donnarumma, ma a San Siro io ho sentito qualche fischio e la frase “Non siamo americani”, ma non si sentiva nemmeno bene in tutto lo stadio. La tifoseria finora è stata attendista, non è stata aspra. Ha chiesto il minimo, di tirare fuori gli attributi, cosa che si sente in tutti gli stadi”.

 

Dybala, destino segnato: “Sarà un grande acquisto per il Galatasaray”

L’argentino potrebbe lasciare la Roma a gennaio, i contatti con il club turco sono in corso e a Istanbul l’ottimismo è altissimo

Sono giorni e ore intense per la Roma, sul campo come sul mercato. Tra la Coppa Italia con la Sampdoria e la questione Dybala, Ranieri deve gestire il campo e non solo. Il tecnico giallorosso ha formalmente aperto alla sua cessione, perlomeno ha mandato un messaggio molto chiaro: “Non ha mostrato segni di disagio per andare via, ma voglio solo giocatori contenti di stare qui e se vorrà andare via vedremo”.

Già ieri vi abbiamo poi raccontato di come Ranieri, da allenatore, non vorrebbe cedere Dybala e al tempo stesso l’argentino non ha effettivamente la volontà di lasciare la Roma. Ma l’offerta del Galatasaray si aggira sui 10 milioni a stagione e i turchi sono già usciti allo scoperto. Per un aggiornamento sulla situazione relativa alla Joya sul canale Youtube di Calciomercato.it è intervenuto Dundar Kesapli, noto giornalista turco molto vicino al club di Istanbul e non solo: “I tifosi del Galatasaray sono scatenati, nonostante l’ultimo periodo che sta attraversando avere un giocatore così bravo e talentuoso aiuterebbe per lo scudetto. Dopo Osimhen e Icardi, che ora è infortunato, è un altro nome importante. Il Galatasaray si rinforzerebbe, poi quest’anno ha puntato anche sulla Champions della prossima stagione”.

Dybala-Galatasaray, Dundar Kesapli: “È destinato a lasciare la Roma, in Turchia sarà un grande acquisto”

I contatti vanno avanti per Dybala, la Roma lo ha già messo sul mercato da tempo e già in estate lo aveva praticamente ceduto in Arabia, prima del dietrofront della Joya. “Stanno parlando molto, il procuratore è stato a Istanbul, secondo le mie informazioni il Galatasaray è molto interessato a portarlo via da Roma. Quasi due anni fa è arrivato Zaniolo, ha avuto alti e bassi, Dybala sarebbe un ottimo acquisto ma devono trovare la soluzione sull’ingaggio che chiede e anche con la Roma ovviamente”, continua Dundar Kesapli.

L’intenzione dei turchi è addirittura prenderlo gratis, ci sarà da lavorare. Ma il nostro ospite è fiducioso: “Penso Dybala sia comunque destinato a lasciare la Roma e la Serie A, credo che sarà un grande acquisto per il Galatasaray, il vice presidente non ha nascosto il suo interessamento. Per me ha terminato il suo percorso in Serie A, il Galatasaray è la squadra giusta. Vedremo come finirà. L’interesse però è alto, se si trova l’accordo economico è un acquisto giusto perché Okan Buruk sa gestire i grandi giocatori, ne ha tanti e stanno facendo bene”.

Il difensore ha detto sì, nodo Vlahovic: come cambia il volto della Juve

La società bianconera interverrà già a gennaio per cambiare la rosa: dal nuovo centrale al problema dell’attaccante serbo, tutte le novità

Il conto alla rovescia è partito: gennaio sarà un mese importante per la Juventus e Giuntoli è da tempo al lavoro. Le priorità sono chiare: serve almeno un difensore centrale, ma tra gli obiettivi ecco anche il vice-Vlahovic, un terzino e un centrocampista, dovesse partire Fagioli.

Il punto sul prossimo calciomercato bianconero è stato fatto nel corso di Ti Amo Calciomercato sul nostro canale Youtube. Le mosse bianconere dipenderanno inevitabilmente da quel che accadrà con Dusan Vlahovic. L’ultimo scontro tra il serbo e i tifosi ha reso ancora più complicata la situazione, anche se l’aspetto più importante è relativo all’ingaggio: 12 milioni di euro per la Juve sono troppi.

Il problema è che lato calciatore non c’è la volontà di prolungare al ribasso, anche perché Vlahovic sa bene che tra un anno potrebbe firmare con chiunque e quindi non ha fretta di discutere con la società piemontese un nuovo contratto, soprattutto se la base di partenza è la riduzione dello stipendio.

Una situazione che di fatto porta a non escludere una partenza già nel mese di gennaio perché di fatto Vlahovic, ad oggi, è un problema enorme della Juventus: sia dal punto di vista della gestione, che da quello economico. Una situazione che, senza rinnovo o cessione estiva, potrebbe portare anche ad una stagione – la prossima – da separati in casa.

Juventus, da Antonio Silva ad Hancko: il punto sulla difesa

I se e i ma per questione Vlahovic sono tanti, mentre più lineare la questione difensore con due nomi su tutti: Antonio Silva e Hancko. Per il primo, fuori dai piani del Benfica, si pensa ad un’operazione alla Conceicao, quindi un prestito con un gentlemen’s agreement per il riscatto.

Anche Hancko è un nome gradito e c’è il sì del calciatore: andrebbe convinto il Feyenoord a cederlo e trovare la squadra sulle cifre dell’affare. Tra i nomi per la difesa non va escluso Skriniar che è stato offerto al club e accetterebbe la Juventus. Due i nomi però in questo caso: il primo, noto, è quello relativo all’ingaggio. L’altro, invece, è di natura tecnica: la Juve cerca un calciatore di caratteristiche diverse e considera l’ex Inter non molto veloce. Riflessioni in corso comunque con una certezza: a gennaio almeno un difensore arriverà alla corte di Thiago Motta.

Accordo Maignan e novità Theo Hernandez: svolta rinnovi per il Milan

I rossoneri potrebbero firmare un doppio rinnovo di contratto a breve: l’intesa per i due francesi sembra più vicina

Un Milan che deve rialzarsi, fare pace con i tifosi e prendere in mano una stagione che rischia di scivolare via. Questa la missione dei rossoneri in questo finale di 2024, con la testa che vola anche alla Supercoppa di inizio gennaio, quando si avrà la possibilità di alzare al cielo un trofeo che potrebbe comunque incidere sul giudizio dell’annata.

Questioni di campo a parte, Ibrahimovic e la dirigenza milanista sono impegnati anche nelle questione che riguarda il mercato ed in particolare l’affare rinnovi. Theo Hernandez e Maignan sono i due casi più spinosi, ma potrebbe essere una svolta positiva in arrivo. Se n’è parlato a Ti Amo Calciomercato sul canale Youtube di Calciomercato.it, facendo il punto proprio sulla questione contrattuale dei due francesi.

Per uno, l’accordo è ormai blindato: aumento dell’ingaggio fino a toccare i 5 milioni di euro netti a stagione per Maignan con la durata allungata fino al 2029. Anche sul fronte Theo Hernandez le parti sono più vicine. L’accordo può essere trovato per una cifra superiore ai sei milioni con bonus.

Calciomercato Milan, il Bayern non stuzzica Theo Hernandez

Negli ultimi giorni l’agente ha ribadito la volontà di restare rossonero, ma un addio di Theo Hernandez non va escluso al 100%. Dovesse arrivare un’offerta importante lo scenario potrebbe cambiare, ma al momento questa ipotesi appare improbabile.

Inoltre c’è da considerare che il francese non gradisce Monaco di Baviera come destinazione, con l’idea di trasferirsi in Germania che trova le perplessità anche della compagna Zoe Cristofori. Situazione in evoluzione, come quella che riguarda il campo con il Milan chiamato venerdì a rialzarsi contro il Verona. Dopo la titolarità di domenica contro il Genoa, anche al Bentegodi potrebbe trovare spazio dal primo minuto Jimenez, giovane che contro i rossoblù è stato tra i migliori e che piace a Ibra.

Per lui non è escluso in futuro uno spostamento sulla fascia opposta, considerato che il suo piede è il destro. Al di là di chi andrà in campo, servirà l’atteggiamento giusto per ritrovare la vittoria in campionato e iniziare a riavvicinarsi ai tifosi dopo le contestazioni degli ultimi giorni.

Il Gala offre 10 milioni a Dybala, ma 0 alla Roma. L’argentino (per ora) non apre | CM.IT

Le ultime sul futuro dell’attaccante argentino, finito nel mirino del club turco, pronto a prenderlo già durante il mercato di gennaio

Il tormentone Paulo Dybala, dopo qualche mese di silenzio, torna ad essere notizia. La presenza di Carlos Novel nello stadio del Galatasaray insieme all’intermediario di fiducia dei turchi, George Gardi, non è ovviamente un caso.

La trattativa per portare la Joya al fianco di Mertens e Osimhen è caldissima, ed è stata confermata anche dal vicepresidente Metin Öztürk. L’intenzione del Galatasaray, che lavora con Gardi in questa direzione, è portare a termine il trasferimento a titolo definitivo gratuitamente, spingendo sulla volontà dei giallorossi di liberarsi dell’oneroso contratto del campione del mondo. Un contratto che teoricamente sarebbe in scadenza, ma che in pratica si rinnoverà a stretto giro di posta: basteranno altre 4-5 partite da titolare, e Dybala avrebbe garantita un’altra stagione a 8 milioni netti più due di bonus. Si tratterebbe del secondo ingaggio più importante della Serie A, dietro solo quello di Dusan Vlahovic.

Futuro Dybala, la volontà dell’argentino

La volontà dell’argentino, però, non è cambiata. Come accaduto in estate con la super-offerta araba, i soldi non hanno mutato il suo desiderio di restare a Roma, almeno fino ad oggi.

Il Galatasaray ha messo sul piatto uno stipendio da 10 milioni netti e un ruolo, ovviamente, da protagonista assoluto, ma l’argentino non vuole lasciare la sua squadra in un momento così complesso. Anche Claudio Ranieri ha già chiesto privatamente di non privarsi del suo uomo di maggiore qualità, nonostante in pubblico abbia aperto le porte a un suo eventuale addio se il giocatore non dovesse più sentirsi motivato in giallorosso. La palla ora è tra i piedi della Roma, che può decidere di cedere l’argentino alle sue condizioni prima del 31 dicembre oppure attendere gli eventi dal primo gennaio in poi, quando tornerà in vigore la clausola da 12 milioni di euro con la quale anche Dybala avrà voce in capitolo per il prezzo della cessione. Un dettaglio che ha già fatto saltare la maxi-operazione con l’Arabia Saudita qualche mese fa.

 

Rigore Juve, nuova immagine scagiona Candela. Grave errore VAR: ecco perché

Moviola Serie A: dai falli di mano in Juve-Venezia ai rigori di Milan-Genoa

Le ultime news Serie A riguardano la moviola della 16esima giornata: dal gol annullato a Yildiz al tocco di mano di Kossounou, gli episodi più controversi

In attesa del monday night tra Lazio ed Inter, la sedicesima giornata di Serie A ha già offerto molti episodi da moviola, che riguardano soprattutto i tocchi di mano. Due hanno condizionato la sfida tra Juventus e Venezia di sabato sera.

Moviola Serie A: dai falli di mano in Juve-Venezia ai rigori di Milan-Genoa
Il gol annullato a Yildiz (foto Ansa) – Calciomercato.it

Dapprima è stato annullato un gol a Yildiz con un semplice overrule in sala Var: dal momento che il fantasista turco ha oggettivamente toccato il pallone con la mano prima che la stessa finisse alle spalle di Stankovic, fa sì che la rete non possa essere convalidata. Poi, in pieno recupero, l’arbitro Giua concede un rigore alla Juve per un tocco di braccio da parte di Candela. Due elementi fanno propendere per la punibilità dell’intervento: il fato che il braccio sia largo (circa all’altezza della spalla) e fuori dalla sua figura incrementando il volume del corpo. Dalle ultime immagini mostrate da Dazn con tanto di lente di ingrandimento si evidenziano, tuttavia, anche due elementi a favore della non punibilità della giocata del difensore dei lagunari: da una parte il pallone inaspettato dopo la deviazione del portiere e dall’altra il fatto che il braccio fosse poggiato sulla schiena di Douglas Luiz già prima dell’arrivo del pallone. Insomma, un episodio che va ad interpretazione dell’arbitro, sul quale il Var non interviene mai.

Nessun dubbio invece sui tocchi di mano di Lobotka e di Sergi Roberto. Il centrocampista del Napoli si oppone con il braccio che aumenta il volume del corpo ad un tiro da fuori di Zemura ed è giustamente punito col rigore. Il terzino del Como, invece, mette le braccia dietro la schiena sul cross di Pisilli e non è mai punibile. Ha fatto molto discutere, infine, il tocco di mano di Kossounou sul cross di Deiola: è vero che il difensore dell’Atalanta impatta il pallone prima con una gamba, ma il braccio non è quello con cui si poggia a terra sulla scivolata ed è alto sin da subito, accettando il rischio di colpire la sfera. L’arbitro Pairetto fa riprendere con una rimessa dal fondo, segnale evidente che ha giudicato male l’ultimo tocco: pensava che il pallone, dopo la prima deviazione di Kossounou con la gamba, fosse carambolato sul capitano del Cagliari prima di uscire. Motivo in più per il Var per intervenire a far correggere la decisione di campo e invece a Lissone sono rimasti inspiegabilmente in silenzio.

Milan-Genoa, doppio contatto tra Liberali e Miretti: Guida usa lo stesso metro

Curiosi i casi di moviola nel posticipo domenicale tra Milan e Genoa. Le due squadre chiedono un rigore a testa con protagonisti sempre Liberali e Miretti, una volta ciascuno nei panni di attaccanti e di difendenti.

Il centrocampista rossoblu ferma quello rossonero allargando la gamba e colpendo con il ginocchio l’avversario all’altezza della coscia (episodio simile a quello che portò al rigore di Politano in Empoli-Napoli, ndr). A parti invertite, invece, il colpo arriva dal piede sul ginocchio. Si tratta di due contatti lievi, che l’arbitro Guida correttamente giudica allo stesso modo non punibili: sarebbero stati due rigorini. Molti più dubbi in Bologna-Fiorentina per il contatto tra Gudmundsson e Skorupski. L’attaccante viola riesce a completare la sua giocata prima di essere colpito, ma il portiere rossoblu non tocca mai il pallone: intervento non imprudente ma, appare eccessivo derubricarlo a semplice scontro di gioco: poteva starci il penalty.

Thiago Motta e Koopmeiners nel mirino: “Così è un fallimento, l’olandese deve cambiare”

Le ultime notizie relative al club bianconero, che deve fare i conti con l’ennesimo pareggio, ma si guarda anche ai possibili affari a gennaio

A Ti Amo Calciomercato, sul canale YouTube di Calciomercato.it, si fa il punto della situazione in casa Juventus. I bianconeri sono reduci dall’ennesimo pareggio che ha complicato ancor di più la classifica.

Lo Scudetto è ormai un miraggio, ma anche la qualificazione in Champions League è sempre più lontana: “Contro il Venezia è arrivato il decimo pareggio in Serie A – afferma Alessio Lento -. E’ vero che non c’è stata la sconfitta, ma ora il primo posto dell’Atalanta è lontano otto punti e la Champions è, invece, distante 3 lunghezze. Il club lagunare ha fatto un partitone, manca la qualità tra i bianconeri. La squadra di Thiago Motta vive dei guizzi di Conceicao e della qualità di Yildiz e non certo di quelle di Koopmeiners”.

L’ex Atalanta continua, dunque, ad essere nel mirino della critica: “L’olandese è stata l’unica nota stonata anche del match vinto contro il Manchester City – prosegue Lento, analizzando la situazione del centrocampista -. Quella sfida, però, va anche ridimensionato un po’ visto che i Citizenz hanno perso pure il derby”.

Juventus, occhi puntati su Frendrup e Vasquez

Ora la palla passa dunque a Thiago Motta chiamato a far rendere al meglio un investimento da 60 milioni di euro: “Deve metterci le mani su questa situazione. Io vede l’ex Atalanta un po’ più indietro, con Yildiz dietro la punta. Largo possono giocare Weah e Conceicao, oltre a Nico Gonzalez”.

“E’ questo il problema principale della Juventus. Non c’è davvero gioco e mancano alternative tattiche. Se la Juve resta fuori dalla Champions è un fallimento totale. Senza gli introiti della competizione europea cambierebbe il mercato”.

Si affronta infine il discorso relativo calciomercato, con le attenzioni della Juventus rivolte su Vasquez: “E’ un centrale interessante, che può giocare chiaramente al centro e come terzino – prosegue Alessio Lento -. Ieri c’erano degli emissari bianconeri a San Siro, che hanno preso appunti anche su Morten Frendrup, chissà che non rientrino in un affare più largo con Miretti, che adesso sta giocando con Vieira”

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