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Italia, non sarà un Prandelli bis: vie legali per Ventura

Dal Bari alla Nazionale, il tecnico sembra pronto a lottare per lo stipendio pattuito

ITALIA VENTURA TAVECCHIO / Dopo la non qualificazione dell'Italiaai Mondiali di Russia, visto lo 0-0 di 'San Siro' contro la Svezia, per molti avrebbe dovuto portare al quasi automatico addio di Ventura. In tanti, sul web e non solo, si attendevano un risvolto simile a quello della gestione Prandelli, che non fu l'unico a dire addio al proprio ruolo. Ventura invece non ha ancora ufficializzato la propria scelta, al di là di un mezza "annuncio" di dimissioni a 'Le Iene', detto più per soddisfare e allontanare le telecamere. Il ct azzurro è attualmente a Bari, allontanatosi dall'albergo dove risiedeva attraverso uscite secondarie, e quest'oggi si dovrebbe prendere una decisione in merito al suo futuro, per poi magari dare uno sguardo alle sfere dirigenziali. Intanto non mancano i nomi per sostituirlo, come nella più classica delle sessioni di calciomercato. Dal Conte bis ad Ancelotti, che è il grande favorito dei tifosi per la nuova Italia.

Italia, 800mila euro di ragioni per Ventura

Con i tifosi e non solo che chiedono a gran voce l'addio di Ventura e Tavecchio, non è per ora previsto alcuna rinuncia spontanea del tecnico al proprio ruolo. Sono tanti i tifosi che ricordano il suo lungo confronto legale contro il Bari per la risoluzione del suo contratto. Lo stesso scenario si profila oggi, dal momento che in ballo ci sono ben otto mensilità. Per Ventura si era profilata l'ipotesi del rinnovo fino al 2020, legato però a un'eventuale qualificazione a Russia 2018, evidentemente fallita. Ad oggi dunque il suo contratto scadrà la prossima estate, per un totale di circa 800mila euro di stipendio da percepire ancora. Nessun gran gesto dettato dall'orgoglio e dalla tristezza per il mancato obiettivo raggiunto, con un fallimento del quale l'Italia non si macchiava da circa 60 anni. La via da percorrere sembra a tutti gli effetti quella dell'esonero, con la Figc che si ritroverà a pagare fino all'ultimo stipendio, in un periodo che, economicamente parlando, si annuncia essere il più delicato della sua storia recente.

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