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Italia, flop Mondiale: l'alibi degli stranieri non regge

In Serie A la percentuale è del 53,3%, molto inferiore alla Premier League

ITALIA FLOP MONDIALI STRANIERI / L'incubo è diventato realtà. L'Italia non parteciperà ai Mondiali del prossimo anno in Russia dopo essere stata eliminata nel doppio impegno dei playoff contro la Svezia. Come era ampiamente preventivabile, adesso è tempo di processi: sul banco degli imputati, ovviamente, ci sono soprattutto il commissario tecnico Giampiero Ventura per le sue scelte di formazione ed il presidente della Federcalcio Carlo Tavecchio che lo ha scelto e che gli ha rinnovato il contratto fino al 2020 ancor prima di strappare il pass per la Coppa del Mondo.

Italia, troppi stranieri? Le percentuali dei principali campionati europei dicono altro

Ma non solo. C'è anche chi, da politico navigato, ha già preso la palla al balzo per puntare il dito contro i troppi stranieri presenti nel campionato italiano. Giocatori sulle cui qualità in mezzo al campo si potrebbe aprire un lungo dibattito, così come sulle regole del calciomercato che ne favoriscono l'acquisto, ma che a ben vedere non possono costituire un alibi per la mancata qualificazione ai Mondiali. In Serie A, infatti, il numero di calciatori stranieri è di 295 su 554 totali, pari al 53,3%. Praticamente la stessa percentuale degli stranieri presenti nella Bundesliga tedesca (52,7%), eppure la Germania campione del mondo in carica ha stravinto il suo raggruppamento a punteggio pieno. E che dire della Premier League inglese? Lì due giocatori su tre sono stranieri (67,2%), ma questo non ha impedito alla Nazionale dei 'Tre Leoni' di andare in Russia. Percentuali superiori a quella italiana anche nella Primeira Liga lusitana (57,7%), con il Portogallo che ha vinto gli ultimi Europei e nella Pro League belga (58,4%), con i 'Diavoli Rossi' che sono comunque stati i primi in ordine di tempo a qualificarsi. Discorso diverso per la Ligue 1 francese (49,7%) e per la Liga spagnola (42,8%): dove gli stranieri sono meno della metà. Ma la percentuale più bassa in assoluto appartiene alla Eredivisie olandese (40,6%), ciononostante gli 'Oranje' non hanno nemmeno fatto i playoff...

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