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Calciomercato > Francia > Francia, Ibrahimovic: "Sto aiutando più io il paese che non Hollande! Potrei renderlo popolare, ma.

Francia, Ibrahimovic: "Sto aiutando più io il paese che non Hollande! Potrei renderlo popolare, ma..."

Il campione svedese, che sta lasciando il Psg, ha parlato della sua esperienza a Parigi


Zlatan Ibrahimovic ©Getty Images

07/06/2016 12:04

FRANCIA IBRAHIMOVIC HOLLANDE PSG / PARIGI (Francia) - Mai banale, sempre schietto. Questo è Zlatan Ibrahimovic che, in attesa di svelare la sua prossima squadra, ha rilasciato una lunga intervista a 'Le Monde' dove ha ripercorso i suoi quattro anni vissuti in Francia e si è proiettato sugli Europei che si giocheranno proprio in questo paese. Ecco le sue dichiarazioni: 

"Nel 2015 ho avuto un ingaggio di 20 milioni di euro? Sì, i primi sei mesi… Sono tanti soldi? Cosa significa tanti? E' il mercato che determina i prezzi, non la passione o il supporto. E se è 'molto' o no non è un mio problema. La mia preoccupazione è vedere ciò che dice il mercato. 

Certe cifre sono scioccanti in un periodo come questo di crisi? Ma lo sa quante tasse pago io (rivolto al giornalista, ndr)? Sto aiutando più io la Francia che non il presidente Hollande. Perché io sono popolare e lui no? La chiave è essere sempre sé stessi e io lo sono sempre. Ma non posso parlare per lui perché non lo conosco. Ma posso renderlo popolare se voglio. Non so se ne ho voglia. La politica non è il mio campo: quello che faccio io è rendere felici i bambini giocando a calcio. Sinistra o destra? Sono di tutto il mondo perché mi considero l’uomo del popolo. 

Gli attacchi terroristici del 13 novembre? Una notte buia nella mia mente. Quello che è successo non dovrebbe mai accadere. E non solo a Parigi, ma ovunque nel mondo. Per me la vita dovrebbe essere 'pace e amore'. Io amo tutti, a prescindere dalla loro nazionalità. La mia religione è il calcio: tutti sono i benvenuti, indipendentemente dalle loro origini e credenze. Il calcio è lo sport più grande del mondo: collega persona e sono fortunato di farci parte perché può fare la differenza e contribuire a cambiare qualcosa. 

Gli Europei? Siamo qui per vincere. La competizione si gioca in Francia e sono felice di poterci essere perché sono stato qui quattro ani e hanno la possibile di veder giocare anche il mio Paese ora. Avrò due tipi di pubblico a sostenermi: gli svedesi ed i francesi".

D.G.




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