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Calciomercato > Inter > Genoa-Inter, Mancini: "Qualche problema per Icardi. Perisic? Non penso si possa vendere"

Genoa-Inter, Mancini: "Qualche problema per Icardi. Perisic? Non penso si possa vendere"

Le parole del tecnico nerazzurro alla vigilia della sfida con il 'Grifone'


Roberto Mancini © Getty Images
Lorenzo Polimanti (@oldpoli)

19/04/2016 10:15

DIRETTA GENOA INTER CONFERENZA STAMPA MANCINI / MILANO - Napoli archiviato, Genova prossima tappa nella rincorsa Champions. L'Inter continua la caccia al terzo posto della Roma e sfida il Genoa al 'Ferraris'. Alla vigilia dell'incontro, il tecnico nerazzurro Roberto Mancini interviene in conferenza stampa per fare il punto sulle ultime news Inter. Calciomercato.it seguirà in diretta per Voi le dichiarazioni dell'allenatore interista.

GENOA - "Speriamo di giocare come l'anno scorso senza concedere quello che abbiamo concesso. Penso che sarà una partita come quella dell'anno scorso, in cui loro metteranno tanta pressione. Se non riusciamo a fare risultato domani buttiamo quanto di buono fatto con Frosinone e Napoli".

FORMAZIONE - "Abbiamo problemi con qualche giocatore, oggi vediamo e poi domani. Da sabato a domani ci sono quattro giorni e vedremo. La partita di domani sarà difficile perché il Genoa è una squadra aggressiva e che corre molto. Sarà difficile. Per colpi ricevuti, Icardi e Biabiany hanno dei problemi. Oggi valutiamo per bene".

EDER - "Non ha giocato le ultime partite, prima ha sempre giocato. Credo sia un ottimo giocatore e quando ha giocato ha sempre giocato bene. Ha fatto quello che doveva fare, poi il calcio è stranissimo. Che non sia riuscito a segnare nonostante le partite ottime che ha fatto è strano. Deve stare tranquillo anche per il futuro. Magari nelle ultime cinque farà quei gol decisivi che ci servono. Sono contento di Eder, lo ripeto. Poi è chiaro che lui è un attaccante e deve far gol. Spero che lo faccia presto perché lo merita.".

VITTORIA COL NAPOLI - "Tutto dipenderà dalle due partite con Genoa e Udinese. Se saremo bravi a far punti importanti allora la vittoria col Napoli conterà tantissimo. Perché altrimenti avremmo buttato via i punti con Frosinone e Napoli se non ci confermiamo. Alti e bassi ce li ha tutte le squadre. Solo la Juve ha avuto bassi e poi altissimi, le altre hanno fatto più o meno come noi".

ALLENATORI IN ITALIA - "Per gli allenatori in Italia la storia non cambia, c'è sempre stata poca pazienza e questi spesso sono stati i limiti di alcune società. Lo abbiamo sempre fatto e lo faremo sempre".

ALTI E BASSI - "Ho detto che noi abbiamo commesso degli errori, come tante squadre. Ma ho detto anche che non ci siamo mai tirati indietro, i giocatori hanno sempre dato il massimo. Impossibile non commettere errori in una squadra come la nostra che sta ricostruendo. Durante la ricostruzione puoi vivere momenti ottimi e momenti meno positivi, come è successo a noi. In quel mese e mezzo abbiamo perso punti perché il calcio è così, non abbiamo perso clamorosamente le partite. L'atteggiamento? Mi aspetto che mettano in campo quello che hanno sempre avuto. Il risultato condiziona il giudizio di tutti, però loro devono continuare a star tranquilli e dare il massimo".

JUVENTUS - "Ha fatto questa rincorsa perché è la squadra più forte, non lo ha fatto a caso. Ogni anno migliorano la squadra ed è normale. Perdere punti all'inizio può essere un vantaggio perché hai la possibilità di recuperare. Perderli durante la stagione è più complicato. Ma la Juve è prima perché è la più forte. Ora sta alle altre rinforzarsi nel modo giusto".

RICOSTRUZIONE - "Quando si inizia a lavorare su una squadra nuova, poi si arriva ad un punto in cui si percepisce che la squadra inizia ad avere più personalità ed acquisisce i meccanismi. Questo è quello che sta accadendo. Poi tifosi e giornali si basano sui risultati, ma noi che facciamo questo lavoro cominciamo a vedere che c'è qualcosa di buono. La squadra inizia ad avere una sua anima e questo buono. Battere la Juve ti dà più confidenza, poi batterla come abbiamo fatto in Coppa Italia sicuramente ancora di più. Poi però abbiamo perso col Torino. Si fanno risultati importanti e poi di colpo viene una sconfitta o un pareggio. Avere continuità sarebbe la cosa migliore. Adesso abbiamo cinque partite e speriamo di fare quello che abbiamo fatto sabato".

TURNOVER - "I giocatori vogliono sempre giocare e quando non lo fanno non sono felici, ovviamente. Ma un giocatore deve anche meritare di giocare. Eravamo in testa e quei cambi servivano per far sentire tutti importanti. Una base comunque c'era, perché la difesa non cambiava, i centrocampisti, l'attaccante e l'esterno era sempre gli stessi. Per i primi quattro mesi tutti hanno giocato e dato il massimo e la squadra è andata bene".

MOMENTO NEGATIVO - "Non è che quando uno perde c'è per forza un colpevole. Perché il Barcellona ha perso 5 partite di fila? Non penso perché sia diventato scarso o qualcuno non vuole vincere. Questo è il calcio. Per quale motivo squadre che hanno investito centinaia di milioni in altri campionati lottano tra il quinto ed il sesto posto? Il calcio è così. Noi abbiamo avuto un momento delicato, fa parte di questo percorso, ma non dobbiamo piangere o pensare 

PERISIC - "Chelsea? L'abbiamo comprato adesso. Si è inserito e ha appena capito il calcio italiano. Non penso si possa vendere Perisic".

ICARDI - "Ho giocato con un giocatore che si chiama Vierchowod, aveva 33, 34, 35 anni e migliorava ogni giorno. Alla sua età migliorava sempre. Mauro è un giocatore di 23 anni e lui veramente ogni giorno può migliorare se ci mette il massimo impegno. Tutti i giocatori sono così. Poi il calciatore ha la sfortuna di poter giocare fino ad una certa età. Mauro migliora tutti i giorni come gli altri ragazzi. Può migliorare ancora molto, lui come tanti altri. I gol? E' un centravanti, i gol li ha fatti e li farà sempre, anche se non gioca bene. Questa è la sua qualità migliore".




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