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Calciomercato > Juventus > Juventus, Buffon: "Esordio ricordo indelebile. A Parma ero considerato uno squilibrato"

Juventus, Buffon: "Esordio ricordo indelebile. A Parma ero considerato uno squilibrato"

Le parole del portiere bianconero nell'anniversario del suo debutto in Serie A


Gigi Buffon (Getty Images)
Bruno De Santis (@Bruno_De_Santis)

19/11/2015 15:11

JUVENTUS BUFFON VENTI ANNI / TORINO - Venti anni di parate, due decenni di interventi salva-tutto, venti anni di Gigi Buffon: il portiere della Juventus festeggia il ventennale del suo debutto in Serie A in un Parma-Milan datato 19 novembre 1995, prima che qualche anno dopo il calciomercato lo portasse a Torino. 

Buffon ora torna indietro di 565 partite e ripercorre una carriera fatta di voli a salvare la porta della propria squadra, in una ricorrenza che non può passare inosservata nelle news Juventus del momento: "La partita con un significato maggiore è sicuramente quella dell'esordio di venti anni fa - le sue parole a 'Premium Sport' - perché sarebbe diventata, come poi è stato, la mia presentazione al mondo calcistico italiano e internazionale, il mondo dei grandi". 

Buffon racconta le emozioni dell'esordio: "Il ricoro del debutto è qualcosa di incacellabile, qualcosa che non mi lascerò mai. Ricordo la trepidazione per sentire finalmente la fiducia su di me in una partita così importante. L'emozione e la grande gioia nel poter farmi conoscere, per dimostrare il mio valore e la consapevolezza della grande opportunità che mi era stata concessa". 

Il portiere della Juventus entra nei dettagli di quel giorno: "Ricordo che Scala bussò alla mia porta, forse perpercepire il mio stato d'animo, e mi chiese se me la sentivo di giocare, con un bel sorriso sulle labbra. Io risposi in modo abbastanza spigliato: Certo, altrimenti cosa sono qui a fare? Questa risposta lo rassicurò".

Buffon poi continua: "A Parma ero il più piccolo, ero considerato da tutti un po' il figlioccio, anche se pazzo. Mi vedevano come uno squlibrato, quello che a scuola gli devono dare i tutor altrimenti fa danni incalcolabili. Avevo bisogno del tutor, però tra Crippa, Minotti, Melli e Sensini molti mi fecero sentire il loro appoggio". 




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