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Calciomercato > Empoli > Empoli, Saponara: "Al Milan ero impotente. Napoli? Difficile dire no. In futuro..."

Empoli, Saponara: "Al Milan ero impotente. Napoli? Difficile dire no. In futuro..."

Il trequartista sogna la Nazionale: "Mi sento pronto, spero in una chiamata"


Riccardo Saponara ©Getty Images
Stefano D'Alessio (Twitter: @SDAlessio)

22/09/2015 08:05

CALCIOMERCATO SERIE A EMPOLI INTERVISTA A RICCARDO SAPONARA SU LA GAZZETTA DELLO SPORT / MILANO - L'edizione odierna de 'La Gazzetta dello Sport' propone una lunga intervista al trequartista dell'Empoli Riccardo Saponara, di cui vi riportiamo alcuni passaggi salienti sul suo futuro in chiave calciomercato Serie A e Nazionale.

MOTIVAZIONE - "Sono un ragazzo che ha una passione e la coltiva. Non merito l'immagine classica del calciatore superficiale, sono maniacale. Io so che raggiungere i miei obiettivi mi realizzerà. Voglio talmente tanto il successo da essere disposto a fare molti più sacrifici del normale. Se avessi un'altra vita, la vorrei ancora così. Come me Rugani: lui iniziava l'allenamento sudato, aveva già fatto un paio d’ore da solo".

IL MILAN - "Mi serviva tempo, mi serviva giocare. La gente non sa che è difficile dimostrare tutto in pochi minuti. Le critiche dei tifosi rossoneri per la mia cessione aumentano il mio rammarico. Da tifoso e sognatore milanista volevo fare bene, ma ero come impotente. Mi aveva voluto Allegri, senza di lui è stato più complicato".

IL NAPOLI - "Napoli è stata l'unica possibile operazione di calciomercato della mia estate. L'Empoli ha rifiutato e io non ho dovuto decidere. Sarebbe stato difficile rifiutare. A Empoli sto benissimo ma Napoli è una piazza grandiosa. Finirà tra le prime tre".

FUTURO - "Italia o estero, conta il progetto migliore. Mi piacerebbe solo terminare la stagione qui. Io voglio superare i 10 gol ma a dire la verità punto a 15, anche per ringraziare l'Empoli. Mi hanno dato fiducia quando giocavo male, malissimo".

NAZIONALE - "Sì, mi sento cresciuto. Penso di essere pronto e non nego di sperare in una chiamata, questa volta o la prossima".

PARAGONI - "Somiglio pochissimo a Soriano e Zidane. Kakà come movenze è il più vicino, però lui resta un alieno".




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