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Calciomercato > Primo Piano > Juventus, Morata: "Con il Milan come Real-Barcellona, Allegri un mix tra Mourinho e Ancelotti"

Juventus, Morata: "Con il Milan come Real-Barcellona, Allegri un mix tra Mourinho e Ancelotti"

L'attaccante: "In bianconero sono dentro la storia del calcio"


Alvaro Morata (Getty Images)
Marco Di Federico

07/02/2015 08:50

REAL MADRID JUVENTUS MORATA ALLEGRI / TORINO - Dalla sfida di questa sera contro il Milan al doppio confronto di Champions League con il Borussia Dortmund, passando per Mourinho, Ancelotti ed Allegri. Alvaro Morata fa il bilancio dei suoi primi mesi in Italia a 'La Gazzetta dello Sport' ed affronta tutte le news Juventus del momento. "Sono felice della mia decisione, questo è un grandissimo club, tutti lavorano attorno alla squadra per non farle mancare nulla. - le parole dell'attaccante - C'è sempre qualcuno pronto a darti una mano. Il presidente Agnelli e il direttore Marotta assistono poi a quasi tutti gli allenamenti. Mai vista una simile partecipazione, a Madrid non era così. Io non ho scelto l'Italia, ho scelto la Juventus. E non me ne pento. Entro allo stadio, mi guardo attorno e ovunque vedo appese le foto dei fenomeni che sono passati da questo club: giocatori eccezionali, fuoriclasse, leggende pure. Qui sono dentro la storia del calcio".

MILAN - "Che sfida! Quei colori, mescolati, mettono i brividi. É una partita che sognavo già quando ero in Spagna, un po' come voi attendete Real Madrid-Barcellona. Sarà uno spettacolo e vinceremo noi, dobbiamo vincere. Questo è il momento di allungare il più possibile, perché la Roma è fortissima e presto ripartirà su ritmi eccezionali. I giallorossi hanno qualità uniche, giocatori esperti, e sarebbe da ingenui sottovalutarli".

ALLENATORI - "Da Mourinho ho appreso la ferocia, per lui non esisteva niente al di là della vittoria. Non importa come, ma bisogna fare risultato: questa è la sua ossessione. Ancelotti è un tecnico sereno, molto attento nel preparare la partita. Aveva bei modi, ma non per questo era meno efficace nel trasmetterci la giusta carica. Diciamo che a Madrid era ciò che serviva dopo il ciclone Mourinho. Allegri è un po' Mourinho e un po' Ancelotti: è molto sereno quando serve, ma lo vedi cattivo come pochi in certi momenti. Lotta con la squadra anche dalla panchina".

FUTURO - "Sono come a casa mia, mi sembra di essere qui da tre-quattro anni. La società è unica e mi aiuta in ogni circostanza, la gente mi adora, c'è tanta fiducia attorno a me. Non penso proprio al calciomercato, mi sono davvero innamorato della Juve e vorrei fare gran parte della mia storia in bianconero. E poi non posso dimenticare che la Juve è stata la prima a cercarmi. Non ero felicissimo a Madrid, non trovavo molto spazio, eppure la Juve mi ha trattato subito da giocatore importante. Sono cose che contano, lasciano il segno".

CHAMPIONS LEAGUE - "Non ci sono dubbi che la situazione in campionato possa lasciare qualche segno all'interno del gruppo, però in generale temo parecchio l'orgoglio del Borussia Dortmund. Me lo aspetto molto arrabbiato, voglioso di dimostrare quanto sia bugiardo questo ultimo ultimo posto. E comunque da qui alla nostra doppia sfida le cose potrebbero anche cambiare. Il valore del Borussia non va misurato in base a questi sei mesi, ma agli ultimi tre anni, stagioni che hanno visto la squadra di Klopp sempre fra le grandi d'Europa".




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