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Calciomercato > Juventus > Juventus, faccia a faccia Pirlo-Allegri

Juventus, faccia a faccia Pirlo-Allegri

Il centrocampista bianconero non ha ancora digerito il richiamo in panchina nella Supercoppa


Pirlo e Allegri (Getty Images)
Jonathan Terreni

31/12/2014 10:04

JUVENTUS PIRLO ALLEGRI / TORINO - Un faccia a faccia a Vinovo per chiarire alcune cose, o meglio, alcune panchine. Come riporta 'TuttoSport' alla ripresa degli allenamenti della Juventus, Andrea Pirlo e l'allenatore bianconero Max Allegri faranno il punto sulle news Juventus, in particolare sulle recenti esclusioni del centrocampista, ultima in ordine di tempo la sostituzione nella Supercoppa contro il Napoli a metà secondo tempo. Vedere illuminarsi il numero 21 sulla lavagna elettronica non è cosa facile da digerire per uno come Pirlo, abituato a non tirarsi mai indietro dalla lotta. Le scelte di Allegri però hanno costretto l'ex campione del Mondo a sedersi spesso in panchina in momenti di fuoco, quando lui avrebbe voluto mangiare il campo. E tutto si sarebbe aspettato a Doha contro i partenopei tranne che essere sostituito. Primo perché alla fine della gara mancava ancora metà ripresa, secondo perché in caso di pareggio ci sarebbe stato da tirare un calcio di rigore. E forse non aveva tutti i torti visto il risultato. Allegri però ha preferito mettere dentro la quantità e la freschezza di Marchisio. Troppo affanno per Pirlo, bisogna gestirlo alla sua età: l'Allegri-pensiero.

Niente di catastrofico si intenda ma quando vengono accostati i nomi di Pirlo e Allegri la memoria ricade subito a quel rugginoso rapporto ai tempi del Milan. Per necessità più che per virtù i contrasti sono stati sempre ben abbozzati e lasciati cadere in un limbo mediatico quando Allegri è sbarcato a Vinovo tra i mille interrogativi. Per il bene di entrambi ma soprattutto per quello della squadra. E adesso che la stagione si appresta ad entrare nel vivo soprattutto in Europa non bisogna assolutamente creare allarmismi senza senso e polemiche fatte in casa. Bisogna convivere pacificamente. Entrambi sono fattori troppo determinanti per la Juventus e per il suo futuro.

 




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