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Calciomercato > Inghilterra > Inghilterra, Gascoigne: "L'Arsenal pagò per le mie cure. Rooney? Mi deve quaranta sterline"

Inghilterra, Gascoigne: "L'Arsenal pagò per le mie cure. Rooney? Mi deve quaranta sterline"

L'ex centrocampisa della Lazio si racconta in una lunga intervista rilasciata al 'The Sun'


Gascoigne (Getty Images)

24/11/2014 21:12

INGHILTERRA ROONEY GASCOIGNE ARSENAL TOTTENHAM/ LONDRA (Inghilterra) - Paul Gascoigne fa sempre notizia, figuriamoci quando apre i 'rubinetti' della memoria e regala aneddoti a non finire in un'intervista rilasciata al tabloid britannico 'The Sun'. L'ex centrocampista della Lazio, oltre a parlare degli sforzi da sostenere per tenere lontana la bottiglia, vizio che lo logora da una vita, ha raccontato di quando l'Arsenal pagò per curargli delle cure e del suo primo incontro con Wayne Rooney.

L'ARSENAL - "Chiamari il fisioterapista dell'Arsenal Gary Levin e gli dissi che non mi sentivo affatto bene. Lui mi intivò ad andare in ospedale perché temeva avessi una polmonite. Arsene Wenger mise a disposizione 28 mila sterline per pagare le mie cure e l'Arsenal poi ne offrì 22 mila per coprire il mio intervento chirurgico all'anca".

IL TOTTENHAM - Se l'Arsenal si è mostrato solidale nei suoi confronti, lo stesso non si può dire del Tottenham, il club che lanciò 'Gazza' nel calcio che conta: "Quando il Tottenham giocò in Champions League contro il Real Madrid, nel 2011, la società disse che avrei dovuto pagare per entrare a 'White Hart Lane".

ROONEY - "Se Wayne Rooney supererà il record di gol in Nazionale di Bobby Charlton gli farò i complimenti e gli chiederò le 40 sterline che ancora mi deve dai tempi dell'Everton. Io ero un calciatore arrivato e lui una giovane promessa. Rimasi colpito dalla sua bravura ed entrai negli spogliatoi per dirgli che sarebbe diventato un campione. Gli passai anche 40 sterline come gesto simbolico e lui mi disse che le avrebbe usate per farsi una birra".

IL VIZIO - "Non c'è niente di sbagliato in me finché non apro una birra. L'unica persona che mi può salvare sono proprio io. La birra è il mio vero nemico, non riesco a sopportarla. Dopo quattro bicchieri sono già ubriaco mentre se mi attacco al gin posso anche scolarmi una biglia intera senza problemi".

DIPENDENZA - "Durante l'ultimo ricovero mi sembrava di essere nel film 'Groundhog Day', quando Bill Murray rivive sempre la stessa storia. Era una noia mortale e per questo ricominciai a bere. A volte mi risvegliavo in ospedale e non sapevo come ci fossi finito. Per colpa di questa dipendenza ho perso tante offerte di lavoro. Ora per tenermi in forma faccio 800 flessioni, 800 sit-up e 800 squat al giorno: mi sento come Don Johnson di Miami Vice con gli addominali di Stallone".

S.F




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