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Calciomercato > Serie A > Serie A, Lotito: "Moratti? Finita l'epoca dei presidenti mecenati. Galliani è il numero uno"

Serie A, Lotito: "Moratti? Finita l'epoca dei presidenti mecenati. Galliani è il numero uno"

Il presidente della Lazio poi annuncia: "Presenterò una norma per la deregulation dei procuratori


Claudio Lotito (Getty Images)
Bruno De Santis (@Bruno_De_Santis)

03/11/2014 12:19

SERIE A LOTITO MORATTI GALLIANI PROCURATORI / ROMA - Claudio Lotito a tutto campo in un'intervista a 'Radio 24': il presidente della Lazio e consigliere federale affronta tutti gli argomenti caldi del momento. Dal rapporto tra Thohir e Moratti ad Adriano Galliani, passando per la nuova normativa che ha intenzione di proporre per i procuratori. 

GALLIANI: “Non si misura il potere contrattuale e la credibilità - le parole di Lotito sull'amministratore delegato del Milan -; è l’autorevolezza che uno acquisisce attraverso il consenso dei proprio colleghi. Galliani è il dirigente numero uno del calcio europeo, affettivamente parlando"

THOHIR MORATTI – Il numero uno biancoceleste interviene anche sulla news Inter degli ultimi giorni, l'addio di Moratti alla carica di presidente onorario del club nerazzurro: “Moratti ha rappresentato il periodo passato, del grande mecenate, che per passione ha investito tanti soldi. Oggi con il fair play finanziario c’è la necessità di un equilibrio economico finanziario: Thohir rappresenta il nuovo modo di fare calcio. E’ finita l’epoca dei presidenti mecenati. E’ arrivato con le idee chiare e sta dimostrando capacità gestionali”.

PROCURATORI - Il presidente della Lazio annuncia poi di voler presentare una norma che potrebbe cambiare il modo di fare calciomercato: “Farò arrivare in consiglio federale la deregulation dei procuratori, per cui non ci sarà più l’albo. C’è molta ambiguità economica nel passaggio tra i procuratori e questo è nato proprio da alcune norme che avevamo nel nostro sistema. Nel momento in cui c’è la deregulation, viene meno il diritto prioritario che un calciatore ha nei confronti del suo procuratore. In passato c’è stata una connivenza tra club, procuratori e calciatori che ha determinato una forma di consociativismo; io non sono per il consociativismo, sono per la condivisione. Oggi i calciatori hanno un procuratore, che è registrato, e dal quale non si possono muovere: con la deregulation, ognuno si prende chi vuole, nel momento che vuole, e se lo vuole, a quel punto viene meno il potere contrattuale del procuratore”.




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