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Calciomercato > Inter > Inter, Zanetti: "Al calcio non posso chiedere di piu'. Il mio erede e' Ranocchia"

Inter, Zanetti: "Al calcio non posso chiedere di piu'. Il mio erede e' Ranocchia"

L'ex capitano nerazzurro ha parlato della sua carriera in un incontro presso la sede della 'Gazzetta dello Sport'


Javier Zanetti (Getty Images)
Michele Furlan (Twitter: @MicheleFurlan1)

27/05/2014 16:25

CALCIO SERIE A INTER ZANETTI / MILANO- Intervenuto nella sede de 'La Gazzetta dello Sport', l'ex capitano interista Javier Zanetti ha rilasciato alcune dichiarazioni circa la sua carriera. Il primo pensiero va al derby di ritorno con il Milan, l'ultimo vissuto da calciatore e senza poter entrare in campo. Queste le parole dell'ex calciatore argentino: "L'ultimo derby in panchina è stato duro. Da interista ci tenevo a dare il mio contributo, ma rispetto le scelte dell'allenatore".

CARRIERA - "Ho vissuto tanti anni all'Inter e nel calcio italiano, sono qui per parlare della mia carriera in una società importante come l'Inter. Sono arrivato giovane e non avrei pensato di fare una carriera del genere. Al calcio non posso chiedere di più. Sono italiano di origine e mi hanno fatto sentire come a casa e per uno straniero non è facile".

COMPAGNI - "Il più eccentrico sicuramente è stato Taribo West: scomparve per un mese".

REAL MADRID - "Non è stato difficile dire no al Real Madrid. Mi sembrava impossibile andare in un'altra squadra o in un'altra città".

LA NOTTE DEL BERNABEU - "Vincere quella partita è stata soddisfazione immensa. La notte prima della finalissima non ho dormito. Ero in stanza con Cordoba ed ho acceso una candela a S.Rita". 

EREDI - "Il mio erede come capitano può essere Andrea Ranocchia, lui sa cosa vuol dire indossare questa maglia. Dal punto di vista tattico Zabaleta mi somiglia".

FUTURO - "E' giusto che io e Thohir ci conosciamo meglio. Capirò dove potrò essere più utile. Spero che la rosa sia competitiva e più forte perchè l'Inter deve puntare più in alto. Io allenatore? Mia moglie me lo ha vietato".

MAGLIA - "Sul ritiro della maglia deciderà la società".

ALLENATORI - "Con Mourinho il rapporto era ottimo sia dal punto di vista professionale che personale. Con Tardelli c'era una visione diversa del calcio, ma non c'è rancore. Per entrambi era fondamentale pensare al bene dell'Inter".

 




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