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Calciomercato > Lazio > VIDEO - Lazio: caos Varsavia, parla un tifoso: "Come prigionieri di guerra". C'e'

VIDEO - Lazio: caos Varsavia, parla un tifoso: "Come prigionieri di guerra". C'e' anche un disabile

Arrivano le prime testimonianze su quanto stia succedendo in Polonia da tre giorni


Tifosi della Lazio a Varsavia (Getty Images)
Matteo Torre (twitter: @torrelocchetta)

30/11/2013 15:11

VIDEO LAZIO VARSAVIA TIFOSI PRIGIONIERI DISABILE / ROMA - Arrivano le prime testimonianze dai 149 tifosi che sono stati fermati a Varsavia. Come vi abbiamo raccontato, parte dei sostenitori biancocelesti è stata rilasciata, ma c'è chi ancora, incluse donne e bambini, non ha avuto neanche il diritto di contattare i famigliari in Italia. "Ci hanno trattati come prigionieri di guerra, ammassati senza diritti vicino a un fiume coi cani della polizia che ci saltavano addosso", la denuncia di Riccardo a 'Radio Capital'. "Siamo andati all'appuntamento fissato, nonappena arrivati la polizia ci ha fermati in un vicolo, tenendoci lì per 40 minuti per controlli, poi ci ha portati allo stadio. Ma io sono stato fortunato, perché tra i fermati ci sono alcuni amici che non hanno mai girato con coltelli o bastoni, ma portati via solo perché stavano nel gruppo che marciava con il corteo".

"MIO FIGLIO DISABILE CHE COSA HA FATTO?" - C'è anche la denuncia di David D'Ario, padre di uno dei tifosi fermati a Varsavia, all'Ansa: "Ho sentito mio figlio al telefono, era spaventato. Mi ha detto che gli stavano togliendo il cellulare, che non si poteva parlare. L'hanno fermato con altri quattro amici sostenendo che abbia commesso un reato, ma non ci vogliono dire quale sia questo reato. Mio figlio è della Roma, era andato lì con amici della Lazio per farsi una vacanza, non con i club, doveva tornare domenica. Figuriamoci se avrebbe commesso violenze! Lui ha un lieve handicap per il quale non sente bene e forse quindi non capisce tutto ciò che gli viene detto. Non sappiamo di cosa sia accusato".



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