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Calciomercato > Milan > Milan, SPECIALE addio Galliani: una carriera tra successi, mercato e...ombre

Milan, SPECIALE addio Galliani: una carriera tra successi, mercato e...ombre

Il punto sui fatti principali che hanno segnato nel bene e nel male l'esperienza di uno dei dirigenti piu' stimati del calcio


Uno dei tanti successi dell'era Galliani (Getty Images)
Hervé Sacchi

29/11/2013 14:30

MILAN SPECIALE DIMISSIONI GALLIANI STORIA AMMINISTRATORE ROSSONERO / MILANO - La notizia era nell'aria e, dunque, non è così scioccante. Tuttavia, sapere che Galliani non sarà più l'uomo maggiormente operativo della dirigenza rossonera è difficile da assimilare. Finirà prima di Natale, con o senza accordi, l'avventura come amministratore delegato milanista. Il comando passerà a Barbara Berlusconi, che è già al lavoro per selezionare i successori sul piano tecnico-amministrativo e anche di immagine. Il futuro di Galliani è ancora sconosciuto. Ma noi vogliamo soffermarci un attimo su quella che è stata la vita dell'ad rossonero dal 1986 ad oggi.

PALMARES - Il binomio Berlusconi-Galliani ha fatto la fortuna del Milan e dei suoi tifosi. Tante le vittorie, in Italia come nel mondo. In questi 27 anni di amministrazione, Galliani ha vinto 8 scudetti, 6 Supercoppe Italiane, 5 Champions League e altrettante Supercoppe Europee, 2 Coppe Intercontinentali e un Mondiale per Club. Un elenco davvero importante, quasi senza pari in un arco di tempo così ristretto.

ACQUISTI E CESSIONI - La storia di Adriano Galliani è stata strettamente legata al calciomercato. Tante trattative, operazioni mancate e altre realizzate al fil di cotone. Uno dei crucci 'recenti' dell'ad rossonero è di non aver portato a Milano il centrocampista del Barcellona Xavi. Un altro rossonero mancato è stato Alessandro Del Piero che, nel 1993, fu offerto a Galliani per 5 miliardi, giudicati troppi per un ragazzino sedicenne. Diversi, tuttavia, sono stati gli sfizi: dal trio olandese Rijkaard, Gullit, Van Basten, ai campioni degli ultimi anni come Shevchenko e, soprattutto, Kakà. La cessione del brasiliano nel 2009 resta uno dei momenti più tristi che Galliani ricorda nell'arco di questi ultimi ventisette anni. Un incubo ridimensionato con l'operazione estiva che ha permesso al numero 22 di ritornare a Milano, praticamente a costo zero.

LEGA E CALCIOPOLI
- Tra il 2002 e il 2006, Galliani è stato presidente della Lega Nazionale Professionisti. Un incarico questo, che ha suscitato diverse polemiche tra i colleghi per un possibile conflitto di interessi a livello sportivo. Nella serata del 22 giugno 2006, Galliani fu costretto a dimettersi dalla presidenza dopo che Stefano Palazzi gli aveva notificato il deferimento nelle indagini di Calciopoli. Squalifica di nove mesi, poi ridotta a cinque dall'arbitrato del CONI.

CURIOSITA' - Diverse voci e anche una foto (che potete visionare a questo link) hanno creato non poco imbarazzo ad Adriano Galliani, 'accusato' di essere un tifoso juventino prima di ricoprire l'incarico in Via Turati. Altro episodio piuttosto controverso resta quello legato alla partita del 1991 contro il Marsiglia. Allo stadio 'Velodrome', cala il buio per un blackout. In attesa di riprendere il gioco (sul punteggio di 1-0 per i transalpini), Galliani obbliga la squadra a non rientrare in campo. Quella decisione costerà ai rossoneri lo 0-3 a tavolino e la squalifica dalle competizioni continentali nella stagione successiva.




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