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Calciomercato > News > Calcio e Tv, ecco la verita' sulla chiusura di Sportitalia

Calcio e Tv, ecco la verita' sulla chiusura di Sportitalia

Le tre reti sono diventate di proprieta' del gruppo di Valter La Tona


Addio a Sportitalia
Marco Di Federico

20/11/2013 12:35

SPORTITALIA CHIUSURA BONFANTI GRUPPO LA TONA / ROMA - La chiusura di Sportitalia fa ancora discutere. Il canale in chiaro che negli ultimi anni ha vissuto una crescita costante sul digitale terrestre, prima di sparire da un giorno all'altro, con le reti 60, 61 e 62 diventate di proprietà del gruppo di Valter La Tona (già editore di Alice, Arturo, Leonardo, Marcopolo e Nuvolari): lo scorso 5 novembre un quotidiano riportava la notizia di nessun licenziamento tra i 35 giornalisti di Sportitalia ma, secondo Matteo Bonfanti del portale 'Bergamo & Sport', la realtà è un'altra. "Tranne rare eccezioni, i giornalisti mi spiegano che non hanno mai incontrato il signor La Tona, il nuovo azionista di riferimento, ma si sono visti tre volte con i dirigenti dell'Orienta Partners, azienda che si occupa di ristrutturazioni. - le parole del giornalista a 'Panorama' - Michele Criscitiello aveva detto che con la chiusura di Sportitalia non sarebbe cambiato nulla ma non è stato così. Dopo il mio primo articolo sui workshop di Criscitiello si è cercato di tamponare un po' la polemica e la curiosità. Il mio pezzo stava girando parecchio con centinaia di condivisioni e discussioni sul web. Poi il 5 novembre è uscito un articolo su un quotidiano nazionale dove si parlava di nessun licenziamento e diversi ragazzi di Sportitalia si sono dichiarati sorpresi e offesi. I dipendenti hanno mandato subito al quotidiano in questione una smentita del loro pezzo, che però non è mai stata pubblicata. Lì si trovano le vicende sindacali di tutti i dipendenti che spiegano come il gruppo La Tona abbia proposto un forte ridimensionamento, considerando anche che ci sono diverse mensilità arretrate. Questa storia dei 35 giornalisti che non rischiavano non era vera già il 5 novembre, perché già allora era stato comunicato che alcuni contratti non sarebbero stati rinnovati. Tante cose di questa storia non tornano, tra colleghi bisognerebbe essere solidali, invece a scrivere la verità si rischia in prima persona".

 

 




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