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Calciomercato > Italia > Nazionale, Buffon: "Su codice etico decide Prandelli. Totti immortale"

Nazionale, Buffon: "Su codice etico decide Prandelli. Totti immortale"

Il portiere della Juventus ha incontrato i giornalisti nel ritiro di Coverciano


Gianluigi Buffon (Getty Images)
Stefano D'Alessio (@SDAlessio)

09/10/2013 13:21

NAZIONALE CONFERENZA STAMPA BUFFON / FIRENZE - Gianluigi Buffon, portiere della Juventus e della Nazionale, incontra i giornalisti nella sala stampa del ritiro dell'Italia. Segui la conferenza LIVE (inizio ore 13.30)!

CODICE ETICO - "Come è normale che sia, questa presa di posizione del mister è oggetto di discussione ma l'unico che può prendere la decisione è lui. Evidentemente aveva delle ragioni più che valide per convocare Balotelli, che è stato sanzionato venti giorni fa e ha già scontato la squalifica. E' un ragionamento che non fa una grinza e credo che, altrimenti, la scelta sarebbe stata diversa. Io credo che un ragazzo come Mario abbia bisogno di 'decantare', di smorzare la pressione mediatica nei suoi confronti".

TOTTI - "Sulla sua possibile convocazione ho già risposto. Ribadisco il mio pensiero che credo sia quello di tutti: è un giocatore immortale e se sta in queste condizioni psicofisiche è in grado di fare la differenza in qualsiasi palcoscenico. Con le sue prestazioni sta dimostrando di essere il campione che è sempre stato ed è ancora adesso. Siamo a ottobre e mancano 8-9 mesi. Se dovesse arrivare in queste condizioni credo che nessuno avrebbe dubbi su una sua convocazione".

DISCRIMINAZIONE TERRITORIALE - "Il confine tra discriminazione, campanilismo e sfottò è molto labile. Il fatto che sia salito alla ribalta un argomento simile può riunire tutti i contendenti in questa disfida e far trovare un punto comune. Non è una questione di darla vinta a qualcuno, il bene primario è il calcio e lo si apprezza maggiormente quando c'è una bella cornice di pubblico. Lo sfociare nella discriminazione è un fatto anche soggettivo. Spesso, è opera di una sparuta minoranza ma il resto del tifo spesso non fa nulla; è un discorso che deve responsabilizzare tutti. Bisogna vedere se siamo abbastanza maturi per farlo".

SCUDETTO - "Noi temiamo sia Roma che Napoli, io personalmente anche l'Inter. Quest'anno, fino alla fine, non mancheranno le rivali e per questo dobbiamo schiacciare sull'acceleratore e tornare ad essere primi con margine sugli avversari. Roma e Napoli stanno facendo un inizio di stagione grandioso".

FRIZIONI JUVENTUS-PRANDELLI - "Questo tipo di problematiche non ci riguardano mai da vicino, noi sappiamo quello che dobbiamo fare per il club che ci paga e per la maglia della Nazionale che è sempre un onore. Sono piccole scaramucce che non toccano a noi giocatori".

DANIMARCA - "Abbiamo il dovere di trovare l'energie per onorare questo cammino di avvicinamento al Mondiale. Fare delle figure piccoline con la maglia azzurra non ci farebbe di certo piacere, dobbiamo battere il ferro finché è caldo".

CALCIO ITALIANO - "La Nazionale è una vetrina importante per i calciatori e, in questo momento, la massima espressione del calcio italiano considerate le difficoltà che incontrano i nostri club in Europa. In Nazionale c'è meno pressione e meno ansia di risultato, a differenza di quanto accade nei club. Qualcosa, però, è cambiato negli ultimi anni".

DIFESA JUVENTUS - "Abbiamo abituati tutti molto bene. Sappiamo che dobbiamo fare meglio ma è anche vero che siamo la Juventus e auguro a tutti il nostro inizio di campionato, numeri alla mano. L'aspetto positivo, che mi fa ben sperare, è il margine di miglioramento che abbiamo. L'autocritica è giusta ma non deve diventare autolesionismo perché condiziona anche il tifoso".

LAMPEDUSA - "Cosa serve non dobbiamo dirlo noi. Se la nostra presenza può aiutare a sentirsi meno soli, a passare un pomeriggio di gioia, la nostra disponibilità è sempre stata massima. Se poi si vuole risolvere alla radice il problema vanno prese altre soluzioni".

ABITUDINE A VINCERE - "Quello di Balzaretti è un discorso ragionevole: come normale che sia, dentro loro i calciatori della Roma stanno coltivando la speranza di vincere, però quando hai dietro di due punti squadre con un background come quello di Juve e Napoli è normale che le possa vedere come favorite. Sono però convinto che in cuor loro i giocatori della Roma pensano e sperano di arrivare fino alla fine del torneo".

ETA' - "Con la Nazionale sono così pochi gli impegni che diventa difficile rinunciare. Per il club invece è un problema di equilibrio di spogliatoio: meglio rinunciare a qualche partita così da far sentire tutti importanti e partecipi e io ho la possibilità di pensare un po' a me stesso. Il Bayern Monaco lo scorso anno ha fatto questo tipo di gestione".

BENDTNER - "Lo si ricorda con piacere e affetto: è stato sfortunato con la Juventus perché ha avuto una serie di infortuni importanti. In Nazionale parlano i numeri".

BISCOTTO 2014 - "Non si può portare rancore: giocheremo la partita nella maniera più normale possibile. Del 2004 siamo rimasti solo io e Pirlo, gli altri credo non se lo ricordano nemmeno".

CRITICHE JUVENTUS - "Nei gol subiti ci abbiamo messo del nostro, purtroppo a volte accade. Le stagioni però sono lunghe e si sa che si può soffrire il primo mese e poi basta un risultato galvanizzante perché tutti si scordino di quel periodo".

ROMA - "La Roma l'ho vista contro l'Inter per la prima volta e mi ha trasmesso sensazioni positive. È una squadra in grande fiducia, che ha grande autostima, con un grande allenatore e nelle piccole situazioni le sta andando bene".

RECORD PRESENZE - "Sarà una partita come le altre: non credo sarà l'ultima presenza, quella sarà un numero importante".

CHAMPIONS - "Il nostro obiettivo non è vincere la Champions, ma ripetere quanto fatto lo scorso anno e se possibile migliorarlo. Abbiamo deluso le aspettative nelle prime due partite, credevamo di avere più punti ma se avessimo vinto in Danimarca nessuno avrebbe avuto da ridire. Con il Galatasaray non siamo stati brillanti, ma abbiamo dimostrato che la qualificazione è alla nostra portata".

REAZIONI BALOTELLI - "Sono discorsi che spettano all'allenatore. A noi ci interesse l'armonia del gruppo e Mario non è assolutamente un elemento di disturbo, anzi lo apprezziamo, si fa ben volere e mette di buon umore. Le altre valutazioni saranno fatte da chi deve farle".

PATTO PRANDELLI-GIOCATORI - "Il mister ha parlato di più cose e ha chiesto la disponibilità a impegnarsi a non metterlo in difficoltà con i nostri comportamenti. È un qualcosa che si ripete spesso, non è stata una novità".




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