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Calciomercato > Spagna > Real Madrid, Ancelotti: "Qui e' un sogno, ora Liga e Champions. In Serie A..."

Real Madrid, Ancelotti: "Qui e' un sogno, ora Liga e Champions. In Serie A..."

L'allenatore delle 'Merengues': "Il rinnovo di Ronaldo non sara' un problema. Bale? Ad oggi dico che non arriva"


Carlo Ancelotti (Getty Images)

17/08/2013 08:29

REAL MADRID INTERVISTA ANCELOTTI RONALDO BALE KAKA' SERIE A / MADRID (Spagna) - Carlo Ancelotti, allenatore del Real Madrid, ha rilasciato una lunga intervista ai quotidiani italiani. Ecco le sue dichiarazioni, riportate da 'La Gazzetta dello Sport' e il 'Corriere dello Sport':

ARRIVO A MADRID - "Io mi commuovo facilmente, la trattativa era stata complessa, lunga, pesante… questo è uno stadio che non può lasciarti indifferente, o almeno, a me no".

LA ROSA DEL REAL MADRID - "I giovani: Isco, Carvajal, Illarramendi, Casemiro, Jesé mi hanno sorpreso. Il loro entusiasmo si unisce a qualità ed esperienza degli altri. E poi Cristiano Ronaldo: è un fenomeno. E una scoperta fuori dal campo, per la curiosità che mostra nel cercare di capire le metodologie di allenamento, per la cura dei dettagli, per passione, attenzione e determinazione. Un leader. Problemi col suo rinnovo? Qui nessuno è preoccupato. Né la società né lui. Non ci sono problemi: lui ha voglia di restare qui e così sarà. Ha una motivazione feroce e farà una stagione straordinaria. Benzema? E' un grande talento, deve metterlo a disposizione della squadra. Punteremo a un calcio spettacolare e redditizio quest'anno".

KAKA' - "Ci stiamo provando. Ha perso la reattività e la velocità degli anni migliori. Il problema al ginocchio lo ha limitato molto, ma ora sta decisamente meglio. Io lo vedo bene".

BALE - "Arriva? Non lo so, vediamo, ad oggi dico no. Posso solo dire che i grandi giocatori fanno il bene delle squadre".

RAPPORTO CON ZIDANE - "Va bene, sta imparando un nuovo mestiere. Ha grande carisma, conosce benissimo le caratteristiche dei giocatori, sia tecniche che mentali, per i giovani è un punto di riferimento importante, per me un allenatore del mio staff. Lo staff è di gran livello, Paul Clement e Zinedine combinano bene, l’ambiente e l’atmosfera sono ottimi".

EREDITA' MOURINHO - "Mi è già successo al Chelsea. Anche lì si facevano tanti paragoni, ma la mia è un’altra storia, qui come a Londra. A livello di squadra il capitolo Mourinho è stato chiuso. Magari qualcuno l’ha chiuso male ma il discorso è andato e si guarda avanti, come credo farà anche lui. L’allenatore ha il dovere di spiegare le sue scelte al datore di lavoro, ma ha anche il diritto di fare le proprie scelte. Si è scritto tanto a proposito delle formazioni che mi dava Berlusconi, persona troppo intelligente per imporre le sue scelte a un allenatore sminuendo così il suo potere di fronte alla squadra. Se il tecnico perde potere e rispetto non è positivo per la squadra. E un presidente lo sa".

CASILLAS O DIEGO LOPEZ - "La competizione fa sempre bene, poi dipende dalle motivazioni dei singoli. Io valuto l’apporto sul campo".

RIVALI IN LIGA - "In Italia c’è più equilibrio perché tutte le squadre hanno sofferto la crisi economica, solo la Juve grazie allo stadio riesce a fare grandi investimenti senza dover prima vendere. Sì, il rischio di staccarsi e di non poter più recuperare c’è. Basta guardare cos’è successo lo scorso anno al Madrid, subito staccato. Siamo pronti per partire bene. Il Barcellona? Resta fortissimo. Ha dovuto cambiare allenatore, cosa che incide sempre, ma il Barça ha una sua filosofia definita che va al di là degli allenatori. E poi ha preso un tecnico di grande esperienza".

SERIE A - "Juve favorita, poi ci sono altri che possono provarci. Il precampionato non è molto indicativo perché si gioca e si lavora tanto. Lo sforzo va considerato. Attenzione al Milan, è la squadra con meno incognite. Le altre hanno cambiato molto e vanno verificate".

CHAMPIONS LEAGUE - "Un’incognita. Ma non ci sarà un’altra finale tedesca. Non è un’ossessione ma un’enorme motivazione. Venire qui, nel club con più storia al mondo per le coppe che ha vinto, e avere la possibilità di arrivare alla Decima e scrivere il proprio nome su un pezzo di storia è l’obiettivo più grande che c’è, altro che ossessione".

FUTURO - "Mi manca la Bundesliga, ma non ci tengo in modo particolare ad allenare lì. Allenare il Real Madrid è un sogno e qui sono felice".

 

S.D.




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