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Calciomercato > News > L'Editoriale di Sugoni - Tevez, Anderson e Belfodil: esempi di un mercato eco(nomicamente) soste

L'Editoriale di Sugoni - Tevez, Anderson e Belfodil: esempi di un mercato eco(nomicamente) sostenibile

Consueto appuntamento con il nostro esperto di Calciomercato di 'SkySport24'


Ishak Belfodil (Getty Images)
Alessandro Sugoni

27/06/2013 09:41

EDITORIALE SUGONI CALCIOMERCATO TEVEZ ANDERSON BELFODIL / MILANO - A gennaio era stato Mario Balotelli. Pagato non troppo (20 milioni) e pagabile a rate (4). Ora ne arrivano tanti altri. Sono gli affari di un calciomercato che per forza per le squadre italiane deve essere economicamente sostenibile. Come Carlitos Tevez: top player sì, ma non nel costo: 9 milioni più 3 di bonus, un gran prezzo quello strappato da Marotta e Paratici per strapparlo al City. Certo l'età (29 anni, non più un bambino) e la situazione contrattuale (1 solo anno ancora) hanno influito, ma conta poco. Quel che interessa a tutti i tifosi è che sia arrivato in Italia un campione vero, talmente campione da meritarsi la maglia numero 10 che fu del mito, Alessandro Del Piero. Se la merita come titoli e come passato, ora tutti i bianconeri si aspettano che se la meriti pure in campo. Non si sa che maglia prenderà Felipe Anderson. La Lazio lo ha preso più per giocare con Hernanes che per farne l'erede del Profeta. Lo ha pagato 8 milioni più una percentuale sulla futura vendita. Non troppo, se pensiamo che al Santos volevano farne l'erede di Neymar, o di Ganso - per volare meno alti. Comunque è un ventenne dal talento indiscutibile e dal futuro assicurato. Una sicurezza - restando alla Lazio - è certamente anche Lucas Biglia: ventisettenne argentino, capitano dell'Anderlecht campione di Belgio. Costato 5,5 milioni, altro ottimo colpo.

L'Inter ha valutato di più la metà di Belfodil (10 milioni), ma l'inserimento di Cassano e Silvestre (ancora a dir la verità mancano i loro ok definitivi per il trasferimento al Parma) nella trattativa avrebbe un effetto preciso: quello di far risparmiare circa 8 milioni di ingaggi lordi dei due. Solo poco meno del costo della metà del giovane attaccante francese. Perché oggi la strada che devono obbligatoriamente percorrere le squadre italiane sul mercato è questa: cercare colpi low cost ma dall'altro rendimento, oppure ripagarsi gli acquisti con le cessioni (o al limite il risparmio sugli ingaggi). Per questo il Milan è ancora in stand-by, e per questo diventa credibile un Honda che a dicembre si libererebbe a zero dal Cska Mosca e che potrebbe avere effetti positivi anche sul merchandising rossonero in Giappone. Per questo Fiorentina e Napoli possono sognare in grande (Gomez i viola, magari Dzeko i partenopei) ma solo dopo aver venduto in grande (rispettivamente Jovetic e Cavani). Incasserebbero e poi reinvestirebbero in maniera pesante. La strategia perfetta in un mercato che deve essere perfetto prima di tutto dal punto di vista economico.




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