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Calciomercato > Brasile > SPECIALE CM.IT - Serie A, da Diego a Vampeta: ecco i flop brasiliani che hanno giocato in Italia

SPECIALE CM.IT - Serie A, da Diego a Vampeta: ecco i flop brasiliani che hanno giocato in Italia

Vi presentiamo i calciatori verdeoro piu' deludenti della storia del nostro campionato


Diego ai tempi della Juve (Getty Images)
Lorenzo Polimanti

21/03/2013 17:47

SPECIALE CM.IT SERIE A FLOP BRASILIANI / ROMA - Da grandi promesse a veri e propri 'bidoni'. Sbarcati in Europa con soprannomi pesanti e valigie piene di speranze, sono tanti i calciatori brasiliani che - dopo aver incantato in patria o in altri campionati - hanno deluso nella loro esperienza italiana. Strapagati, caricati di responsabilità e poi salutati senza troppi rimpianti, ecco alcuni tra i maggiori flop verdeoro della Serie A.

RICARDO OLIVEIRA
- Due stagioni di altissimo livello con il Real Betis convinsero il Milan a puntare su di lui per il dopo Shevchenko. L'erede dell'ucraino volato al Chelsea, venne acquistato per 17 milioni di euro più il cartellino di Vogel al termine di una lunga trattativa con il club spagnolo nell'estate del 2006. Un buon precampionato e la rete all'esordio in Serie A fecero ben sperare i tifosi milanisti che, però, si dovettero ricredere poco dopo. Da lì al termine della stagione, infatti, il brasiliano riuscì a realizzare solamente altre 4 reti tra campionato e Coppa Italia. Il Saragozza lo riportò nella Liga in estate e, dopo la retrocessione e la secoda avventura con il Betis, Oliveira è attualmente in forza all'Al-Jazira. 

MONTEZINE
- Il suo sinistro invidiabile attirò le attenzioni del San Paolo che lo accolse nelle giovanili dove divenne nientemeno che l'idolo di Kakà, di tre anni più giovane. Il Viktoria Plzen decise allora di portarlo in Europa dopo la parentesi al Santa Cruz. Una stagione entusiasmante in Repubblica Ceca convinse l'Udinese ad ingaggiarlo nel 2000, ma venne ceduto al Napoli l'estate successiva senza mai aver esordito con i friulani. Con i partenopei, in Serie B, tra qualche lampo di classe e tante panchine, collezionò 77 presenze e 7 gol prima del grave infortunio al ginocchio. Dopo il fallimento della società azzurra nel 2004 e la breve parentesi all'Avellino, Montenzine iniziò una nuova vita in Qatar dove divenne uno dei migliori giocatori del campionato e, dopo aver ottenuto la naturalizzazione, un pilastro della nazionale qatariota.     

FABIO JUNIOR – Acquistato dalla Roma per 30 miliardi di lire nel 1999, nonostante Zdenek Zeman avesse chiesto la stella della Dinamo Kiev, Andriy Shevchenko, Fabio Junior Pereira giunse in Italia con la pesante etichetta di 'nuovo Ronaldo'. Il giocatore chiarì subito di avere caratteristiche ben diverse rispetto al 'Fenomeno' e la sua carriera gli diede ragione. Dopo una sola stagione, infatti, il brasiliano salutò la Serie A con un bottino di 16 presenze e 4 reti ed iniziò il suo lungo viaggio in giro per il mondo tra Emirati Arabi, Germania, Israele e diverse squadre verdeoro di categorie inferiori senza mai riuscire a confermare quel soprannome ingombrante.

DIEGO - Calcisticamente nato nel Santos, dopo la non felice avventura al Porto, Diego Ribas da Cunha esplose a livello internazionale nel Werder Brema conquistando due coppe di lega e meritandosi il premio di miglior giocatore del campionato tedesco nel 2007. Nel 2008 rifiutò clamorosamente il Real Madrid e, dopo un'altra stagione in Bundesliga, decise di approdare in Serie A con la maglia della Juventus. Un grande avvio di stagione fu solo il fuoco di paglia di un investimento da 5 milioni di euro a gol. In 47 presenza con la maglia bianconera, infatti, il brasiliano realizzò solamente cinque reti. Il neo dg Marotta, al termine di un campionato deludente, lo mise sul mercato accettando la proposta del Wolfsburg, squadra in cui milita tuttora dopo la parentesi all'Atletico Madrid.

VAMPETA - Il soprannome, che deriva dall'unione di 'vampiro' e 'capeta' che significa diavolo, unito alle grandi giocate fornite con le maglie di PSV, Corinthians e della nazionale brasiliana, dove il ct Luxemburgo contava di farlo diventare l'erede di Dunga, sembravano preannunciare l'uomo giusto per risollevare un'Inter in grave crisi nel 2000. L'amicizia con Ronaldo, suo compagno in Olanda, convinse la dirigenza nerazzurra a sborsare oltre 30 miliardi di lire per portarlo a Milano, ma dopo l'esordio con gol in Supercoppa contro la Lazio, Vampeta "scomparve" misteriosamente. Dopo aver collezionato una sola presenza in campionato, fu ceduto al PSG in cambio di Dalmat. Poi le avventure in Kuwait ed in una lunga serie di squadre sudamericane di basse categorie prima di concludere la carriera calcistica nel 2011 con il Gremio Osasco in veste di allenatore-giocatore con un contratto da 450€ mensili.

RENATO PORTALUPPI - Conquistata la Coppa Intercontinentale con una doppietta decisiva nella finale contro l'Amburgo, Portaluppi fu accolto a Roma, dopo l'esperienza con il Flamengo, da Nils Liedholm che lo considerava il 'Gullit bianco'. Mai paragone fu più sbagliato. Il brasiliano, in una sola stagione in maglia giallorossa, conquistò le prime pagine dei giornali, ma non per i gol, che in campionato non arrivarono nonostante le 23 presenze, bensì per la vita fuori dal campo. Le belle donne, la rissa con Massaro, le critiche a Giannini ed alla Serie A: questi i pochi ricordi della meteora brasiliana in Italia.

AMARA
L - Cresciuto nella povertà più assoluta nello stato di San Paolo e costretto a fare il becchino per aiutare economicamente la famiglia, dopo il bronzo alle Olimpiadi di Atlanta del 1996, Ancelotti decise di portarlo a Parma. Schierato pochissime volte e fuori ruolo, però, il brasiliano venne spedito al Benfica prima di tornare in Brasile. Nel 2000, poi, la nuova chance in Serie A con la maglia della Fiorentina. Due stagioni in viola molto deludenti ed un grave infortunio, lo costrinsero a salutare il campionato italiano per tentare diverse avventure in giro per il mondo. Una lunga carriera tra Sudamerica, Italia, Turchia, Polonia, Arabia Saudita ed Australia con un solo gol all'attivo.




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