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Calciomercato > Argentina > SPECIALE CM.IT - Il Boca e i suoi 'figli': focus sul campionato argentino

SPECIALE CM.IT - Il Boca e i suoi 'figli': focus sul campionato argentino

Dalla crisi dei 'Xeneizes' di Bianchi ai successi di Schelotto e Palermo rispettivamente con Lanus e Godoy Cruz...


Carlos Bianchi (Getty Images)
Stefano Silvestri

14/03/2013 15:01

SPECIALE CM.IT CAMPIONATO ARGENTINO / ROMA - Quasi tre mesi dopo il suo ritorno al Boca Juniors, Carlos Bianchi tutto avrebbe immaginato tranne che di dover fare i conti con sofferenze così acute. "Abbiamo un grande allenatore, saprà trovare la situazione" assicura il presidente Angelici. Ma la realtà è che il 2013 'Xeneize', fin qui, è stato un calvario. Da un paio di settimane Riquelme indossa nuovamente la 'camiseta' 'azul y oro', ma nemmeno la mistica del suo ritorno ha prodotto risultati concreti: il Boca gioca male, è già pesantemente attardato in campionato e rischia in Libertadores, dove domani sera avrà una sfida da dentro o fuori col Nacional, a Montevideo. 

Il passato non ritorna ma il pensiero di tutti era che col virrey di nuovo in plancia di comando, i trionfi - in patria e in Sudamerica - sarebbero arrivati automaticamente. Come accadeva a cavallo del nuovo millennio: quattro campionati, tre Libertadores, due Coppe Intercontinentali. Altri tempi appunto. Ed altri giocatori a disposizione. Molti dei quali oggi allenano a loro volta, stupendo e convincendo in Argentina. Presto per dire che gli allievi abbiano superato il maestro, ma la realtà attuale pare suggerire proprio questo. Mentre Bianchi arranca e non trova soluzione alla fragilità e all’inconcludenza del suo Boca, due suoi ex scudieri vivono di entusiasmo: Guillermo Barros Schelotto comanda il 'Torneo Final' argentino col Lanús; Martin Palermo, in panchina da soli quattro mesi, ha portato il Godoy Cruz al terzo posto, dietro al River Plate, dopo cinque giornate. E domenica saranno uno di fronte all’altro.

Guillermo, assistito dal gemello Gustavo, è un allenatore ambizioso: "Non mi interessa allenare per arrivare a metà classifica. Io voglio vincere". I primi tempi al Lanús, però, erano stati complicati: tre sconfitte nei primi cinque turni del 'Torneo Inicial', lo scorso settembre, ne avevano messo in dubbio le capacità. "Voleva giocare in un certo modo, col 4-4-2 – ha detto l’esterno Mario Regueiro, ex Valencia, qualche giorno fa – ma noi gli abbiamo fatto capire che eravamo abituati a stare in campo in un’altra maniera. E da lì tutto è migliorato". Con un filotto di vittorie, il Lanús di Barros Schelotto, schierato con il 4-2-3-1, ha scalato posizioni su posizioni, contendendo il titolo al Vélez Sarsfield fino alla penultima giornata. E oggi è la favorita numero uno per la vittoria nel 'Final', grazie alla presenza di Agustín Marchesin, 24 anni, miglior portiere del campionato, e ad un gioco rapido e propositivo. Favorito dalla presenza in mezzo al campo di Guido Pizarro, obiettivo viola nella finestra di gennaio, e da una squadra che ormai si conosce a memoria.

Anche Martín Palermo sta impressionando chi lo riteneva acerbo per un incarico da allenatore in Primera División. Del resto ha detto addio ai campi di gioco nemmeno due anni fa, sedendosi in panchina soltanto lo scorso novembre. Il Godoy Cruz ha puntato su di lui e sulla sua voglia di emergere come allenatore, dopo una carriera da 236 gol con la maglia del Boca. Palermo avrebbe voluto con sé anche il compagno di mille avventure Rolando Schiavi a fargli da assistente, ma il 'Flaco' ha deciso di continuare a giocare per qualche altro mese, accettando la proposta dei cinesi dello Shanghai Shenhua. Camicia e orecchino, il 'Loco' insegna al suo 'Tomba' (dal nome dell’emigrante vicentino che a Mendoza fece successo alla fine del 19mo secolo nel campo della viticoltura) un calcio semplice e aggressivo: il compito di segnare è affidato a Mauro Obolo, ex dimenticato del Piacenza ma sempre temibile in Argentina; la fantasia, ad Alexis Castro e al 'Mago' David Ramirez. Non lotterà fino in fondo per vincere il campionato, probabilmente, ma darà sicuramente fastidio.

Di quel Boca Juniors che faceva incetta di trofei, comunque, non solo Schelotto e Palermo hanno svestito la 'camiseta' per indossare la camicia. Diego Cagna, storico capitano, è in bilico all’Estudiantes dopo un tremendo avvio di campionato: aveva già fallito al Colo Colo e al Newell’s, ma nel 2008 lo scudetto al neopromosso Tigre gli era sfuggito solo in un triangolare di spareggio. E poi c’è Rodolfo Arruabarrena, secondo proprio alla guida del 'Matador' di Victoria nel 'Clausura' dello scorso anno e attualmente disoccupato. Il proscenio, però, se lo prendono i due ex gemelli d’attacco che domenica, alle 18 italiane, saranno di fronte all’Islas Malvinas di Mendoza. Si contenderanno la vetta del 'Final'. Mentre il nemico dichiarato Riquelme e il maestro Bianchi arrancano e tentano di dare la svolta a una stagione nata sotto il segno dei tonfi. Il pallone è rotondo, in Argentina forse più che da altre parti.

 

 




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