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Calciomercato > Milan > Milan, dai cambi di Allegri al mercato: ecco come e' nata la rimonta rossonera

Milan, dai cambi di Allegri al mercato: ecco come e' nata la rimonta rossonera

Dall'esplosione di El Shaarawy e De Sciglio alla maturazione di Niang, passando per Constant e Montolivo


Mario Balotelli e Stephan El Shaarawy (Getty Images)
Hervé Sacchi

06/02/2013 14:07

CALCIO MILAN SORPRESE BALOTELLI NIANG CONSTANT EL SHAARAWY / ROMA - Il 2013 del Milan si è aperto sotto una buona stella. Le cose sembrano cambiate, a livello di motivazione ed entusiasmo. Tanti piccoli dettagli hanno trasmesso un rilanciato ottimismo. Una prospettiva diversa da quella di inizio stagione che fino all'ottava giornata (sconfitta 2-3 contro la Lazio) vedeva i rossoneri al quindicesimo posto in classifica con 5 sconfitte, 1 pareggio e sole 2 vittorie all'attivo. Media da retrocessione, forse ancora peggiore delle stagioni '96-'97 e '97-'98 che videro il Milan chiudere rispettivamente all'undicesimo e decimo posto (su diciotto squadre).

IL PUNTO PIU' BASSO E LA RISALITA - Genoa, Palermo e Chievo avevano lasciato trasparire qualche raggio di sole nei mesi autunnali. Un momento, questo, che cozza nel giorno della sconfitta interna contro la Fiorentina. E' il momento più difficile della stagione: Allegri traballa più che mai e i rossoneri si giocano il futuro in 10 giorni: Napoli, Anderlecht e Juventus possono costituire la svolta e così avviene: la rimonta da 0-2 a 2-2 al San Paolo segna la definitiva esplosione di El Shaarawy. A ciò segue la vittoria contro i belgi, che garantisce il passaggio del turno in Champions, e il successo interno contro i bianconeri (grazie ad un rigore molto contestato), ulteriore sfizio di una settimana praticamente perfetta.

CONFERME - A Catania, sotto 0-1, il Milan trae beneficio da un episodio che cambia l'inerzia della singola partita e della stagione fino ad ora disputata: l'espulsione di Barrientos (ed il gol in fuorigioco di El Shaarawy) spiana la strada ai rossoneri, capaci di vincere e convincere anche contro Torino e Pescara. La brutta disfatta 4-2 contro la Roma serve a capire che non tutti i problemi sono stati risolti.

BUON ANNO - L'annata solare si apre con un pareggio, senza lode e senza infamia, conquistato a Marassi. Gli appuntamenti seguenti sono quelli che servono per tentare la risalita in classifica: Bologna, Atalanta e Udinese figurano come avversari tosti ma non impossibili da battere. Arrivano tre vittorie su tre, l'ultima delle quali viene firmata da Mario Balotelli, tra le polemiche dei friulani. E' lui la ciliegina su una torta che la premiata pasticceria Galliani-Allegri ha iniziato a comporre qualche mese fa, forse, con qualche critica di troppo.

I VOLTI DELLA SVOLTA - La prima sorpresa è stata la definitiva esplosione di Stephan El Shaarawy, passato da aspirante campione a fuoriclasse inamovibile nel giro di poche settimane. Da segnalare è anche la maturazione dell'impavido Mattia De Sciglio, un classe 1992 che ha saputo ottenere non pochi elogi per la qualità e l'esperienza mostrata. Dopo un avvio non esaltante, anche Kevin Constant ha saputo strappare il consenso della critica grazie anche all'intuizione di Allegri che lo ha fatto diventare un punto di riferimento sulla corsia mancina. A proposito di punti di riferimento, non si può estromettere dal discorso Riccardo Montolivo. La spasmodica ricerca di un nuovo Pirlo ha finalmente restituito un candidato all'altezza. A tutto ciò si aggiunge la scoperta M'Baye Niang. L'attaccante francese ha smania di fare bene e lo sta dimostrando con buon carattere. Se saprà mantenere il giusto atteggiamento sarà un valore aggiunto per Allegri.

PROSSIME SCOPERTE - Non ci si riferisce propriamente ai nuovi arrivi Salamon e Zaccardo, bensì a tutti coloro che di questo Milan facevano già parte e che attendono la loro chance per rilanciarsi. Mathieu Flamini, in tal senso, ne è il principale esempio. Il francese, vicino al Napoli, si è incatenato a Milanello e, ora, sta dimostrando grande impegno per la causa. La strada per il terzo posto è segnata, ora non resta che continuare a seguirla, anche per smentire i detrattori che legano la rimonta rossonera agli 'aiutini' arbitrali.




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