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Larini, Sensibile, Cavalleri e Canovi sull'abolizione delle comproprieta'

Intervenuti ai microfoni di Calciomercato.it, dirigenti e procuratori si sono dichiarati favorevoli al provvedimento

CALCIOMERCATO COMPROPRIETA' ESCLUSIVO LARINI SENSIBILE CAVALLERI / ROMA - Un plebiscito: la decisione della Figc di abolire l'istituto della comproprietà raccoglie consensi unanimi nel mondo del calciomercato. Da dirigenti di società a procuratori tutti d'accordo su un punto: la comproprietà, utilizzata soltanto in Italia, era un istituto che produceva molti problemi, garantendo vantaggi quasi nulli. E' questo quanto emerge da un'indagine realizzata da Calciomercato.it che ha contattato in esclusiva alcuni dirigenti e procuratori, chiedendo loro un parere sull'abolizione delle comproprietà. 

LARINI - Il direttore sportivo del Novara, ex Udinese, Fabrizio Larini è l'unico ad avere delle perplessità: "Ci siamo adeguati a quello che già accade negli altri paesi. Certo era uno strumento che nei momenti di crisi economica consentiva di poter alimentare maggiormente il mercato. Un conto è fare un investimento per acquistare la metà del calciatore, un altro è acquistarlo tutto subito: è un po' una limitazione del calciomercato per come eravamo abituati qui in Italia, però eravamo gli unici ad averlo e portava con sé altri tipi di problematiche". 

SENSIBILE - Nessun dubbio invece per Pasquale Sensibile, ex direttore sportivo della Sampdoria: "E' un provvedimento che doveva esserci da tempo, eravamo l'unico paese a contemplarlo e questo produceva difficoltà nei trasferimenti internazionali. Inoltre era fonte di diatribe e malintesi a livello nazionale. Credo sia stato scelto anche il momento giusto per farlo". 

CANOVI - Dai dirigenti ai procuratori non cambia il parere favorevole all'abolizione della comproprietà: "Era un provvedimento dovuto - afferma Dario Canovi in esclusiva a Calciomercato.it -, era indispensabile farlo da tempo. Non vedremo più scandalosi scambi di comproprietà tra club per mascherare minusvalenze di bilancio. Si può sostituire con altri istituti: prestiti con diritto o dovere di riscatto, cessione con possibilità di riacquistare il calciatore. Oltretutto credo sia anche stato giusto da un punto di vista fiscale e per i calciatori che si trovavano a dover fare contratti con due controparti diverse, magari una società leader in serie A e un'altra di serie B con possibilità economiche diverse".

CAVALLERI - Pensiero simile per Cavalleri, ex procuratore di Marco Borriello: "Non posso che dare un parere positivo sulla decisione di abolire le comproprietà. Era una vergogna che l'Italia fosse l'unico paese al mondo ad avere tale tipo di istituto: portava con sé problematiche di vario genere dall'Iva alle risoluzioni. E' una decisione arrivata anche in grave ritardo. Le società non avranno problemi, faranno scambi per intero invece che per metà. E' una decisione positiva e la dimostrazione arriva dal fatto che tale istituto non c'è in nessuna altra parte del mondo". 

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