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Vratislav Gresko su Lazio-Inter del 5 maggio e Seedorf

L'ex nerazzurro, ai microfoni di Calciomercato.it, torna sulla famosa partita che costo' il titolo alla squadra di Cuper

INTER SCUDETTO PERSO 2002 ESCLUSIVO GRESKO/MILANO - "Il 5 Maggio? Non è stato il match contro la Lazio a farci perdere lo scudetto in quella stagione. Come normale che fosse il dispiacere è stato grande e sappiamo tutti anche cosa è stato scoperto qualche anno dopo sul calcio italiano". Torna sul tricolore perso dall'Inter nella stagione 2001/2002 il difensore slovacco Vratislav Gresko il quale, ai microfoni di Calciomercato.it, analizza la famosa partita contro la Lazio che lo vide protagonista in negativo nel pomeriggio dell'Olimpico'.

Gresko perché parla di scudetto perso prima della partita contro la Lazio?

"Il tricolore in quella stagione lo avevamo buttato via nelle occasioni precedenti contro Atalanta e Chievo. La sconfitta interna contro i bergamaschi, che non avevano più nulla da chiedere al campionato, era stata pesante, così come il pareggio all'ultimo respiro contro il Chievo in una partita nella quale avevamo sprecato diverse occasioni. Non saremmo dovuti arrivare all'Olimpico' con quella pressione sulle spalle".

Lei ha parlato però di quanto scoperto due anni dopo sul calcio italiano…

"Sicuramente non una bella storia per un campionato bello come quello che si disputa in Italia. Si parlava in quegli anni di presunte irregolarità, ma non esistevano delle certezze a riguardo. Nella partita contro la Lazio avevo avvertito che qualcosa non andasse per il verso giusto, ma era legato all'incapacità da parte della squadra di sviluppare il nostro solito gioco. Io ero troppo giovane, ma gente esperta come Zanetti, DiBiagio, Vieri e Toldo avevano già percepito nella settimana di preparazione alla gara che qualcosa nella squadra non andasse più nel verso giusto".

Per lei l'esperienza calcistica in Italia non è stata delle migliori.

"Sono arrivato in un campionato competitivo come quello italiano troppo giovane, ma quando ti chiama l'Inter non puoi dire di no. Io ho dato sempre il massimo, ma ero ancora troppo acerbo. Al Parma non mi sono trovato bene anche per motivi ambientali. Non ho capito, per citare un esempio, perché fui schierato titolare proprio nella partita all'Olimpico', dopo la scarsa considerazione nei miei confronti nelle partite precedenti. Ancora oggi non comprendo i motivi di quella scelta, ma comunque in quella occasione contro la Lazio trovai il mio riscatto venendo giudicato il migliore in campo di quella partita".

Cuper e Prandelli, cosa si porta dietro dei due allenatori?

"Cuper non lo dimenticherò mai. Non ho mai sostenuto sedute di allenamento così intense come quelle vissute con lui e lo ringrazierò sempre per la fiducia avuta nei miei confronti. Nonostante a Parma le cose non siano andate bene, conservo un ottimo ricordo di Prandelli, un allenatore preparato e dotato di un grande staff tecnico che segue in tutti gli aspetti la squadra senza lasciare nulla al caso".

Ronaldo il giocatore più forte con il quale ha giocato?

"Ronaldo è inarrivabile. Non ho mai visto un giocatore così forte, praticamente immarcabile. Mi ha stupito come atleta ma anche come uomo e non mi sono piaciute le aspre critiche nei suoi confronti da parte dei tifosi nell'anno dello scudetto perso. Lui veniva da due infortuni molto gravi al ginocchio e da grandi sofferenze e a mio avviso i tifosi dell'Inter hanno sbagliato a scagliarsi contro di lui".

Seedorf allenatore se lo aspettava?

"Clarance è un grande amico e seguo sempre le sue vicende. A lui ancora manca la giusta esperienze perché il ruolo dell'allenatore è molto diverso da quello del calciatore. Se un club importante come il Milan ha deciso di dargli fiducia vuol dire che ha visto in lui le giuste qualità e sono convinto che con il tempo riuscirà a dire la sua nel mondo del calcio anche nelle nuove vesti da tecnico".

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