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Calciomercato > Serie A > Serie A, Nicchi: "Arbitri in tv dopo le partite? Bisogna cambiare mentalità!"

Serie A, Nicchi: "Arbitri in tv dopo le partite? Bisogna cambiare mentalità!"

Il presidente dell'AIA ha commentato gli ultimi episodi arbitrali


Nicchi (Calciomercato.it)

26/09/2016 09:06

SERIE A INTERVISTA PRESIDENTE AIA MARCELLO NICCHI A RADIO RAI / ROMA - Il presidente dell'AIA Marcello Nicchi è intervenuto ai microfoni di 'Radio Rai' per commentare la sua rielezione e le ultime news Serie A. Calciomercato.it vi propone i passaggi salienti dell'intervista.

PROGRAMMA - "Abbiamo un'Associazione Italiana Arbitri molto forte e compatta, una garanzia per il calcio e lo sport tutto. I problemi sono quotidiani, dipende dalla portata di essi. In questi anni ne abbiamo risolti tanti. Rimane quello della violenza nel calcio, l'obiettivo principale è debellarla. Abbiamo il diritto di divertirci e programmare in qualità di organo di garanzia".

CONFRONTO ARBITRI-GIORNALISTI - "E' un progetto a cui sto lavorando da tempo e a piccoli passi ci stiamo avvicinando. E' un discorso al quale tengo perché è giusto parlare serenamente di quanto successo. Alcuni straparlano. Non tutti capiscono e sono disponibili. Quando si mettono gli interessi personali davanti a tutto, decade inevitabilmente il progetto. Parlare a bocce ferme, quando l'adrenalina si è abbassata, fa diventare tutto spiegabile e comprensibile. A caldo si cerca sempre la polemica. Poi, sui giornali leggo che si dà del matto a un arbitro. A volte è meglio il silenzio, bisogna scegliere bene i tempi. Non tutti sono preparati per accettare un dibattito pubblico con la giusta calma. C'è chi è propenso a farlo e chi no. Se oggi gli arbitri parlassero, si tratterebbe solo del riconoscimento dell'errore e non della lode per una decisione giusta. Si costringerebbe una persona ad andare davanti alla tv a dire 'Ho sbagliato'. Non si possono fare conferenze solo sull'errore, bisogna cambiare mentalità! Che senso ha parlare a mente ancora calda? Ognuno ha le sue ragioni e convinzioni. Bisogna rispettare il lavoro di giocatori e società, ma anche quello degli arbitri".

CONOSCERE L'UOMO DIETRO L'ARBITRO - "Non c'è interesse sul mondo arbitrale finché non c'è l'errore, non c'è interesse nel conoscere l'uomo dietro l'arbitro. Gli arbitri sono trasparenti e persone di grande qualità umana e grande spessore tecnico".

MOVIOLA IN CAMPO - "Quest'anno non succederà niente perché è solo una prova sperimentale. Stiamo abituando a valutare gli episodi su un monitor e fare una relazione, ma non durante la partita. Alla fine, la Uefa, la Fifa e l'International Board decideranno quanto applicarla. Non si correggerà una decisione a gara in corso con l'ausilio del monitor quest'anno".

 

S.D.




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