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Calciomercato > Milan > Milan, Brocchi: "Non ho paura di bruciarmi. E' la mia chance, devo meritare la conferma"

Milan, Brocchi: "Non ho paura di bruciarmi. E' la mia chance, devo meritare la conferma"

La presentazione in conferenza stampa del nuovo tecnico rossonero


Cristian Brocchi (Youtube)
Lorenzo Polimanti (@oldpoli)

13/04/2016 13:55

MILAN CONFERENZA STAMPA PRESENTAZIONE BROCCHI / MILANO - Ieri è scattata ufficialmente l'era Brocchi al Milan. Oggi l'ex tecnico della Primavera si presenta ai giornalisti in conferenza stampa, un appuntamento nel quale non sarà però presente il patron Berlusconi. Calciomercato.it segue in diretta la presentazione del nuovo tecnico. 

Prende la parola Adriano Galliani: "Presento Brocchi, che conoscete già da tanti anni. E' la sua giornata, quindi ho poche cose da dire".

Ora Brocchi, che risponde alle domande dei cronisti e fa il punto sulle news Milan: "La prima cosa che mi viene da dire è che proverò a proseguire una cultura del lavoro che questo gruppo ha, perché ha fatto un ottimo percorso in stagione da questo punto di vista. Ho sempre visto un gruppo che aveva voglia di impegnarsi e di questo va dato merito a Sinisa Mihajlovic ed al suo staff. C'è la voglia di portare quella che è stata la metodologia in questi anni, il mio modo di allenare che può essere diverso rispetto ad alcuni lavori proposti da altri allenatori, che non vuole dire che siano migliori, ma diversi perché studiati in un percorso fatto fin qui".

IMPATTO - "Ieri è stato il primo giorno ed è stato particolare perché non si può schiacciare l'interrutore on/off in testa e cambiare allenatore e staff ti porta ad essere più o meno triste. E' stato un impatto buono perché essendo comunque noto ha inciso forse un po' meno il fatto di ritrovarsi con una persona nuova e diversa. Sto cercando di far capire ai ragazzi i miei pensieri e le mie volontà sul come allenarli e provo a spiegare perché voglio farli lavorare così".

MODULO - "Nel mio percorso i sistemi di gioco sono stati il 4-3-1-2 ed il 4-3-3. Mi piace giocare con il  centrocampo a 3 e la difesa a 4, poi davanti valuto. Giocare col trequartista mi piace, l'ho fatto con la Primavera, ma la cosa più importante sarà capire gli interpreti che possono giocare questo tipo di calcio. Abbiamo diverse alternative, ma per quello che è il mio modo di vedere le cose saranno queste le strade che cercherò di percorrere".

PAURA DI ESSERE BRUCIATO - "Mi fa piacere che mi venga fatta questa domanda. Il verbo bruciarsi è stato usato in maniera esponenziale. Non è una questione di bruciarsi o meno, è questione di giocarsi un'opportunità e logicamente un rischio esiste. Uno deve avere anche l'umiltà di capire che se le cose dovessero andar bene siamo tutti bravi ed è tutto bello, se le cose non dovessero andar bene bisogna ripercorrere altre strade e non pensare che eventualmente per ripartire servirebbe un'altra grande squadra come il Milan. Sono qui per giocarmi la mia chance con grande voglia e passione, so quello che posso fare, non ho paura. Con questo non voglio dire che sono sicuro che vinceremo 7 partite su 7, ma sicuramente io ed il mio staff daremo il 100%".

CONTRATTO - "Da calciatore ho sempre messo l'aspetto economico e contrattuale sempre in secondo piano. Ora da allenatore penso che non sia il contratto a farmi stare più o meno sereno. Avessi avuto un contratto di un anno in più ed avessi perso tutte le prossime partite non sarei contento. Se le cose non dovessero andare bene ho l'umiltà per continuare il mio percorso".

COPPA ITALIA - "C'è prima da conquistare un posto in Europa che penso sia di fondamentale importanza, quindi non si può pensare solo all'impegno con la Juve. Ci sono partite prima che vanno vinte e giocate col pensiero che sono tutte importanti. Attraverso questo numero di partite che ci mancano alla fine ovviamente cercheremo di seminare in vista della Juve e proveremo ad instaurare un rapporto forte con la squadra. Ci stiamo provando da ieri ed è normale che si possa entrare a piedi uniti in due giorni. Quelle che saranno le ore e gli allenamenti a disposizione li sfrutteremo al massimo per lasciare qualcosa di nostre nelle teste dei giocatori".

GIOCO - "Normale che se inizi la stagione e hai un mese di tempo per impostare tutto il lavoro come mi è successo negli anni precedenti è diverso. Voglio che la mia squadra si alleni per come giochi e giochi per come si alleni. Abbiamo tempi brevi e dobbiamo far sì che ogni giorno ognuno di loro faccia dei passi in avanti. L'aspetto mentale è di fondamentale importanza. Io ho sempre chiesto alle mie squadre di andare ad attaccare e non rimanere passivi. Questo è un percorso, non tutto arriva subito, ma ho già iniziato da ieri a far capire che vorrei questo e che noi lavoreremo tutti i giorni per far sì che saremo noi ad aggredire e comandare la partita. Non sarà semplice, ma di sicuro è un compito stimolante per me e, lo spero, per i giocatori".

ROSA - "Per me è di livello buono e la cosa che cercherò di più di fare è di dare la consapevolezza ad ogni giocatore di essere più forte di quello che si sentono dentro. Hanno reso al di sotto delle loro potenzialità, ma non per colpa di Sinisa, ma per un discorso singolo di un giocatore stesso. Proverò a far credere di più in quello che fanno i giocatori e di metterli in condizioni di lavorare di più in funzione della squadra. Il singolo emerge quando il gruppo lo mette nelle condizioni ideali per poter fare qualcosa di buono".

BERLUSCONI - "Empatia tra di noi? Non so com'è nata. Sicuramente non sono stato io ad andare a pubblicizzarmi. Lui ha sempre manifestato la voglia di seguire il Milan in tutte le sue dinamiche. Il fatto che si sia parlato in questi anni del gioco delle mie squadre probabilmente l'ha incuriosito, persone fidate gli avranno portato relazioni confortanti e quindi siamo arrivati a questo punto. Sappiate che non mi offendo e mai mi offonderò quando mi chiederete sul mio rapporto con Berlusconi. Ho rispettato sempre tutti, superiori o pari livello o chi è stto di me. Se pensassi di essere onnipotente non avrei bisogno di nessuno, invece penso che parte della crescita passi anche dal confronto. Il rapporto col presidente è fatto di scambi di vedute, anche con Galliani ed il mio staff. Da tutti c'è da prendere".

EMOZIONI - "Ho avuto una grandissima serenità e tranquillità perché è stata vissuta da me più volte una situazione in cui tutti si aspettavano la promozione e mi chiedevano. Normale che quando mi è stata comunicata in maniera ufficiale un'emozione in me c'è stata, sarebbe assurdo pensare al contrario. Questo è il ventesimo anno di Milan ed avendo vissuto un percorso del genere, trovarmi da allenatore nella squadra che mi ha cresciuto è la cosa più bella del mondo. Metterò tutto me stesso con la speranza di essere qui anche all'inizio della prossima stagione".

DIFFIDENZA - "Non è che la percepisco. Sono serenissimo, ma so anche che esiste. Lo posso anche capire, ma cosa faccio? Mi fermo perché qualcuno ha questo pensiero nei miei confronti? Assolutamente no. Allo stesso tempo posso essere critico io nei confronti di chi non è contento di questa cosa? No. Ognuno è libero di esprimere il proprio pensiero. Io non ho mai cercato né aiuti né sponsorizzazioni e per me è motivo d'orgoglio. Sono sempre stato lo stesso da giocatore e da allenatore, vado avanti nel mio lavoro senza pensare di essere né il migliore né il peggiore".

MILAN GIOVANE E ITALIANO - "Promuovere dei Primavera? In questo periodo le partite sono poche e di giocatori che arrivano dalla Primavera ne abbiamo già. DonnarummaCalabriaLocatelli che è pronto a giocare dopo un giusto periodo di integrazione, perché comunque ribadisco che il salto dalla Primavera è tanto. L'abitudine di allenarsi tutti i giorni con adulti deve comunque essere importante ed i ragazzi devono colmare questo gap. Ci sono altri giovani pronti nel caso ci dovesse essere bisogno".

ALLENATORI - "Nella mia carriera ho avuto la fortuna di essere allenato da grandi allenatori. Quelli che mi hanno lasciato di più il segno sono Prandelli ed Ancelotti. Poi mi hanno lasciato dentro un qualcosa che da allenatore ora mi ritrovo e mi aiuterà".

POCO TEMPO - "Questa è la situazione, questa è la mia opportunità, cercheremo di fare il massimo. Chiusura del cerchio? Lo sarà se mi guadagnerò la permanenza per l'anno prossimo. Avere in prima squadra un allenatore come lavorano tutte le categorie nelle giovanili può essere un valore aggiunto. L'esperienza avuta da calciatore può aiutarmi".

CONFRONTO CON CAPELLO - "Magari andesse come lui. Speriamo che tutto vada come abbiamo detto".

MIHAJLOVIC - "Ho letto di allenatori nuovi che cercavano di screditare chi c'era prima. Non è né idea né volontà mia eliminare la presenza di Sinisa che ho sentito ieri ed è stato un signore. La mia speranza è quella di creare un rapporto molto forte con quelli che erano molto legati a Mihajlovic".

BALOTELLI - "Mi affascina e mi stimola come mi affascina e mi stimola l'occasione che ho. Balotelli è un giocatore importante, mi piace molto e dovesse riuscire a giocare con un'interpetazione come quella nell'ultima gara, ma penso possa fare ancora di più, allora sarà fondamentale. In quest'ultimo periodo in tanti si giocano molto, non solo lui. Nei suoi occhi ho visto la voglia di fare bene".

SETTORI GIOVANILI - "Parliamo da tanti anni dell'Italia che ha bisogno di giocatori per la Nazionale. Parliamo da tanti anni che c'è bisogno di inserire giovani nelle prime squadre, poi analizziamo le presenze dei giovani nelle squadra di Serie A e ce ne sono veramente pochi. Dal punto di vista dei settori giovanili bisognerebbe fare qualcosa di importante. La mia speranza è che si possa arrivare alle seconde squadre. Questo porterebbe risultati importanti alle squadre ed ai ragazzi che potrebbero ambire ad arrivare in alto senza perdersi in altri percorsi".

TREQUARTISTI - "Non posso andare indietro nel tempo e dirvi perché non ha funzionato il 4-3-1-2. Posso dirvi che vorrei giocare così o allargando i tre offensivi. Per quanto riguarda il ruolo di trequartista è normale che abbiamo giocatori ideali e sicuramente Bonaventura Honda sono due che possono farlo".




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