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Calciomercato > Serie A > Serie A, Cannavaro: "Juve favorita, ma occhio all'Inter. Lasciate in pace Rugani e Romagnoli"

Serie A, Cannavaro: "Juve favorita, ma occhio all'Inter. Lasciate in pace Rugani e Romagnoli"

L'ex capitano azzurro: "Magari tornasse Ibrahimovic al Milan, Garcia non ripeterà certi errori"


Fabio Cannavaro ©Getty Images
Marco Di Federico

27/07/2015 08:24

SERIE A CALCIOMERCATI NAZIONALE CANNAVARO / SAN PIETROBURGO (Russia) - Fabio Cannavaro, in una lunga intervista alla 'Gazzetta dello Sport', ha parlato delle ultime news Serie A e della Nazionale di Antonio Conte, che sta vivendo una grossa transizione. "Il calcio italiano non vive un bel momento, malgrado la finale di Champions. Nessuno ha il coraggio di cambiare, di investire su giovani e strutture: quando passo dal 'San Paolo' mi viene la tristezza. - le parole dell'ex capitano azzurro - E poi non ci sono più i difensori di una volta. Un tempo bastava essere concentrato e difendere bene. Oggi vogliono che il difensore giochi, gli insegnano a guardare la palla e non a sentire l'avversario. Com'è possibile che ci siano attaccanti da 60 gol? Sarà anche colpa delle difese, no? Se David Luiz costa 50 milioni… La coppia Pepe-Ramos resta tra le migliori. In italia resistono ancora Barzagli, Bonucci e Chiellini. Rugani-Romagnoli sono Nesta-Cannavaro del futuro? Forse, se li lasceranno crescere. Noi alla loro età eravamo più pronti, abituati da test più difficili. Non è colpa loro se il mercato fa certe valutazioni e li carica di tali aspettative".

SCUDETTO - "La Juventus resta favorita anche cambiando tanto. Non è questione di numeri o di modulo, ma di spirito di sacrificio. Al Real a volte giocavamo con cinque davanti, Lippi superò la Germania in semifinale con quattro punte. Se manca equilibrio sei sbilanciato anche con un attaccante".

INTER - "Sta facendo un bel calciomercato, ha sistemato la difesa con Miranda e preso giocatori fisici tipo Kondogbia: come piace a Capello, come era stato dopo il 2006 quando arrivarono Ibra e Vieira".

ROMA - "Garcia non ripeterà certi errori, ha capito che in Italia i conti si fanno alla fine. La Roma l'anno scorso ha pensato più a litigare con la Juve sui giornali che a giocare".

NAPOLI - "Benitez va/resta è stato l'alibi per i risultati della stagione passata. Sarri, come Mihajlovic, ha belle idee che contano più dell'esperienza. E non è vero che viene dal nulla: allena da 20 anni. Qualcuno pensa che conti solo allenare in A, ma non è più così".

MILAN - "Magari tornasse Ibrahimovic: nelle mie squadre giocherebbe sempre. In difesa puoi lavorare sui meccanismi e renderla affidabile. Certo, nei momenti difficili, l'individualità conta. Ma non è facile trovare difensori validi senza svenarsi".

CONTE - "Antonio forse non ha ancora trovato la chiave affinché l'Italia interpreti il suo gioco come la Juventus. Ci vuole tempo e lui ne ha poco, ma studia e insegna sempre. Deve anche gestire i veterani come Pirlo e De Rossi che non dovrebbero giocare tutte le amichevoli. Ha però un Verratti che il mondo gli invidia e Marchisio che ormai interpreta benissimo il ruolo di play".




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