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Milan, il plauso di Lippi: "Ha il dna da Champions, che delusione la Juventus"

L'ex ct su Balotelli: "Non si senta depositario di tutte le nostre speranze ai Mondiali"

CHAMPIONS LEAGUE MILAN JUVENTUS LIPPI / AGADIR (Marocco) - Marcello Lippi è pronto per il Mondiale per Club, che vedrà il suo Guangzhou Evergrande scontrarsi con potenze come Atletico Mineiro e Bayern Monaco. "La Champions asiatica che abbiamo portato a casa ha esaltato la Cina, perché non l'avevano mai vinta. Certe cose sono uguali ovunque, i successi implicano sempre popolarità e consenso, ma un trofeo così importante in una terra così vergine è stata una cosa diversa. Una soddisfazione diversa", ha detto a 'La Gazzetta dello Sport' l'ex ct dell'Italia, che ha poi analizzato anche la crisi del calcio nostrano. "Non parliamo di crisi generale. Il Milan ce l'ha fatta in condizioni difficili e il Napoli è arrivato a un millimetro da un'impresa straordinaria. Non si può parlare di fallimento se esci da Dortmund e Arsenal con 12 punti. La delusione vera è stata la Juventus. Conte ha ammesso a Istanbul che la qualificazione è stata persa nelle due partite iniziali: la Juve vale almeno i quarti come l'anno scorso, non l'Europa League. Conosco bene molti giocatori, so quanta rabbia provino ora. Si sentono di un'altra dimensione rispetto al Galatasaray. E hanno ragione. A me fa sensazione vedere che gli unici superstiti sono quelli che sin qui in stagione hanno avuto più problemi. Ma lo ripeto, non è casuale: il rapporto del Milan con l'Europa e la capacità di concentrare in Champions le energie migliori sono proverbiali".

GALLIANI - "Se fosse solo per le medaglie non avrebbe più spazi liberi sull'intera giacca. Galliani è un uomo di mondo, uno consapevole che certe situazioni si possano verificare. Ne uscirà bene grazie all'esperienza. Ultimamente parlo molto di esperienza, ma è col passare del tempo che realizzi quanto sia importante. Mi chiedo anche cosa debba fare di più Allegri per convincervi di essere un grande allenatore. Sono tre anni che il Milan viene smontato e rimontato, eppure lui riesce sempre a trovare la chiave per riaccenderlo e ripartire".

BALOTELLI - "Abete mi è testimone: prima di stilare la lista gli spiegai il perché dell'esclusione di Mario. All'epoca giocava nell'Under-21 e il suo comportamento disciplinare non era proprio inappuntabile. Ditemi pure che sono all'antica, ma per me la convocazione in Nazionale di un giovane, per quanto forte, è comunque un premio. E i premi si danno a chi li merita. Premesso questo, aggiunsi ad Abete che la mia squadra avrebbe avuto bisogno di una poderosa rinfrescata dopo il Sudafrica, a prescindere dal risultato, e che Balotelli sarebbe stato uno degli uomini-chiave del nuovo ciclo. É ovvio che sia lui l'uomo su cui puntare in attacco, l'importante è che non si senta depositario di tutte le nostre speranze, finendone schiacciato. Lasciamolo giocare tranquillo".

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