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Spal-Inter, Spalletti: "Servono più Borja Valero". Poi il botta e risposta col giornalista

Le parole del tecnico nerazzurro alla vigilia del match

SPAL INTER CONFERENZA STAMPA SPALLETTI / A caccia della sesta. Dal Tottenham al Psv Eindhoven, con in mezzo tre giornate di Serie A: l'Inter ha svoltato e dopo le cinque vittorie consecutive mette nel mirino la Spal, avversaria insidiosa in trasferta domani sera. Alla vigilia dell'incontro, il tecnico nerazzurro Luciano Spalletti fa il punto sulle ultime news Inter in conferenza stampa. Ecco le parole raccolte da Calciomercato.it.

Spalletti inizia dai microfoni di 'Inter TV': "Per quanto mi riguarda, la musica della Champions la sento anche domani sera negli spogliatoi di Ferrara. Joao Mario? Noi teniamo tutti in considerazione, poi chiaro che ora è un momento particolarmente felice dal punto di vista della disponibilità. A questo punto della stagione si cominciano ad avere dei problemetti, ora teniamo conto dell'impegno di tutti e Joao Mario ci sarà sicuramente d'aiuto. Keita? Sì, è possibile che giochi da titolare. I tifosi? Sono il perno trainante di tutto il movimento Inter perché senza loro non ci sarebbe il corpo e allora dobbiamo solo seguirli. Loro sono lì ad aspettarci e ci preparano tutto per avere le cose sistemate e noi dobbiamo andar lì solo per mettere in pratica i loro desideri". Ora la conferenza stampa.

SPAL - "Io credo di avere a che fare con persone che di volta in volta guadagnano sotto l'aspetto del pensare in maniera corretta. A noi è successo di riabbassare il livello di tensione e di qualità di gioco da partita a partita. La prima cosa che dobbiamo fare è mantenere quelle qualità che siamo andati a chiappare con i risultati. Sono convinto che si farà trovare pronta la squadra, abbiamo fatto questo recupero di ciò che avevamo perso all'inizio e si completa nella partita di domani perché poi c'è la sosta. Sappiamo delle insidie che andiamo ad incontrare, per cui come ho detto ai giocatori, io la musica della Champions la sento anche domani prima di entrare in campo. Se qualcuno non la sente e gli serve da stimolo, se la mette sul cellulare".

BROZOVIC E VECINO - "Se quelli lì in mezzo fanno troppa strada, vuol dire che gli altri non li aiutano. Devono coprire una fetta troppo ampia e questo non va bene. Nella fatica poi si perde un po' di qualità. Se tutti fanno un po' di metri in più, loro ne fanno un po' di meno e va a vantaggio della qualità".

TURNOVER - "Mi garba un po' poco questo fatto del turnover. Nelle volte precedenti ho sostituito dei titolari della partita della volta prima con altri titolari della partita successiva. Sono tutti titolari, la rosa è ampia perché doveva essere così. L'anno scorso avevamo pochi giocatori e dicevamo che andava bene per la densità di partite che avevamo. Ci sono poi delle difficoltà a dover rimettere 95 minuti dopo due giorni per tre volte di fila, per cui è chiaro che questo discorso, visto che la società ha lavorato benissimo sotto l'aspetto del numero dei giocatori, è chiaro che bisogna andare ad usarli.

Poi che io decida per questo o per l'altro, la cosa fondamentale che devono sapere i giocatori è che in campo ci va sempre l'Inter e bisogna avere un comportamento da Inter".

COL PSV LA NOSTRA MIGLIOR PARTITA? - "Quello che vuole evidenziare lei del miglioramento non può essere che un sostegno del fatto che stiamo lavorando nella maniera giusta e dobbiamo metterci ancora più disponibilità e attenzione. Secondo me non abbiamo ancora espresso il nostro massimo e queste vittorie non devono farci pensare a stare comodi. Per noi ogni partita diventa un esame e siamo chiamati a dimostrare tutte le volte ad essere da Inter. Abbiamo fatto bene, abbiamo fatto risultati importanti in una competizione unica, siamo rimasti in equilibrio anche dopo essere stati in svantaggio, mentre in altre occasioni saltava il banco. Dobbiamo mantenere questa attenzione e dobbiamo fare questo risultato domani".

GOL NEL FINALE - "Sono soddisfatto soprattutto di quella che è la crescita sotto l'aspetto della mentalità e del carattere della squadra. Siamo rimasti in grande equilibrio. Nella partita con la Spal vediamo se questa mentalità evidenziata fin qui è a pelle o sottopelle. Se è a pelle, c'è il rischio che dopo un paio di docce vada via. Se è sotto, ci rimane anche dopo la doccia".

SVOLTA - "All'accostamento di queste partite bisogna stare attenti. Contro il Parma noi avevamo fatto bene. Non avevamo creato tante occasioni, però a loro ad eccezione di qualche azione di Gervinho non abbiamo concesso niente. Ci sono stati episodi che potevamo sfruttare meglio e non l'abbiamo fatto, dovevamo andare qualche volta in più dritto per dritto dietro la linea difensiva. Però poi il risultato è stato quello, ma come prestazione non è stata diversa dalle altre in cui abbiamo portato a casa i tre punti. Quello che fa la differenza è sempre il lavoro. Credo in quello che si dice e che si fa e vado avanti, non è un risultato o un episodio che può mandarmi in confusione. L'Inter decide di andare per una strada e sono tutti ad andare in quella direzione. Abbiamo avuto complicazioni, ma si è pigiato più forte e siamo passati dove si doveva passare".

GIOCATORI CHE POSSONO FARE ANCORA MEGLIO - "Fin quando le nostre vittorie continueranno a far notizia e lei mi dice che abbiamo fatto un filotto eccetera, significa che ancora non siamo quelli che volevamo essere. Perché se si evidenzia che siamo stati bravi non è una cosa normale per noi. Perché? Perché alla Juventus questo non si domanda, per cui noi dobbiamo diventare quelli che mantengono il passo per un lungo tragitto. E probabilmente quando mi riferisco e riporto ai miei giocatori perché mi fanno (i giornalisti, ndr) queste domande, mi fa queste domande perché non siamo ancora quelli lì e mi riferisco a voi soprattutto".

UN GIOCATORE CHE HA STUPITO - "Sono sempre un po' innamorato dei miei calciatori, per cui vedere qualche giocata o qualcosa è difficile perché sono quasi al massimo come predisposizione. È chiaro che vedere uno come Borja Valero che ha 45 anni (sorride, ndr) che sta fuori per 4-5 partite, poi entra 5 minuti e fa la differenza. Ne fa altri 5 minuti dopo due partite e fa ancora la differenza. Mi viene da avere predisposizione a dire che più Borja Valero abbiamo come passione, disponibilità e qualità proprio di essere dentro e mettere l'Inter davanti a qualsiasi cosa e più riusciremo a fare la differenza".

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