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Calciomercato > Lazio > Lazio-Parma, Reja: "Qua si pretende sempre e non basta mai niente!"

Lazio-Parma, Reja: "Qua si pretende sempre e non basta mai niente!"

Il tecnico goriziano ha parlato della contestazione dei tifosi in casa biancoceleste


Edy Reja (Getty Images)
Matteo Torre (twitter: @torrelocchetta)

29/03/2014 16:08

LAZIO PARMA REJA CONTESTAZIONE TIFOSI / FORMELLO - Edy Reja, allenatore della Lazio, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della gara contro il Parma: "Questa gara è decisiva, considerando il divario tra noi e i ducali in classifica. Col Genoa abbiamo avuto dodici palle-gol prima di subire le reti avversarie, ma purtroppo non concretizziamo".

E IL BOMBER? - "La differenza la fa chi ha davanti i cannonieri, mentre noi non abbiamo un giocatore in doppia cifra. Klose ha avuto qualche problema fisico, e spero che possa stare bene di qui alla fine".

ARBITRI - "I nostri giocatori non sono cattivi. Mauri si è avvicinato all'arbitro a Genova, ma a volte non si fa in tempo a protestare, e l'azione è proseguita. Ultimamente non siamo granché ascoltati".

PEREA - "E' in maturazione, non lo vedo pronto per partite di questa importanza. Ha qualità importanti, ma deve migliorare la conoscenza del calcio italiano".

CONTESTAZIONE - "E' meglio che non esprima un'opinione per non essere travisato. Il gruppo storico è compatto, ma ovviamente ci sono dei grandi punti di domanda perché i giocatori non sono insensibili. La forza della squadra è la compattezza dell'ambiente, dalla società al tecnico fino ai calciatori. C'è qualcosa di anomalo qua: i giocatori dovrebbero essere orgogliosi di far parte della Lazio, che ha vinto anche sotto la gestione Lotito e raggiunto buoni piazzamenti. Abbiamo visto altre società in difficoltà per un cambio generazionale, con due o tre anni per ripartire, Juventus inclusa. Qua ci sono sempre pretese costanti, non basta mai niente: se c'è l'Europa si vuole la Champions, se c'è la Champions si vuole lo Scudetto. Vogliamo fare bene, ma non si può pretendere sempre ed essere scontenti di tutto. Preferirei che non ci fosse contestazione, più considerazione per questi ragazzi. Come possono sentirsi i giocatori se la società viene contestata per non averne comprati degli altri? La risposta è scontata".

 




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