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Calciomercato > Italia > Mauro German Camoranesi su Gabriel Paletta e Carlos Tevez

Mauro German Camoranesi su Gabriel Paletta e Carlos Tevez

L'ex centrocampista della Juventus campione del Mondo nel 2006 in esclusiva ai microfoni di Calciomercato.it


Mauro German Camoranesi(Getty Images)
Giorgio Elia

04/03/2014 15:06

CAMORANESI SU SPAGNA-ITALIA E PALETTA / ROMA - "Questo primato mi inorgoglisce e sono contento per la convocazione di Paletta. Mi auguro che possa regalare un apporto importante all'Italia, considerata l'importanza di indossare quella maglia. Quando vestivo la maglia azzurra ero molto sicuro dei miei mezzi e non mi sono sentito trattare diversamente rispetto a un mio compagno che era nato in Italia. Quando si gioca per la Nazionale infatti non dovrebbero mai nascere discorsi di questo genere, perché un trattamento diverso in queste occasioni sarebbe solo da condannare". A parlare è Mauro German Camoranesi, giocatore oriundo con il maggior numero di presenze nella Nazionale italiana che, in esclusiva ai microfoni di Calciomercato.it, commenta così la convocazione del difensore Paletta da Cesare Prandelli (leggi qui le parole dell'agente del calciatore del Parma). 

Che idea ha della Nazionale italiana in vista del prossimo Mondiale?

"Devo dire che l'Italia di Prandelli mi piace molto. Con il suo arrivo la Nazionale ha cambiato volto, riuscendo ad avare una qualità di gioco che mancava alle squadre di Trapattoni prima e Lippi poi. Non a caso anche all'estero è ben visto e viene apprezzato il suo atteggiamento in campo, sempre orientato alla costruzione pulita della manovra di gioco. Negli ultimi anni ha fatto bene sia in campo europeo che in quello mondiale, e al prossimo campionato in Brasile potrà tranquillamente giocarsela con tutti".

In Italia crede che lo scudetto finirà ancora nelle mani della Juventus?

"E' solo una pura formalità. A vincerlo sarà la Juve e non credo che ci possano essere dubbi a riguardo. Quella bianconera è una squadra fantastica, che fa della grande qualità in mezzo al campo uno dei suoi principali punti di forza. Proprio questo aspetto era mancato alla Juve negli ultimi anni, ma tutto è cambiato dall'arrivo di Conte. Adesso il gioco dei bianconeri è simile a quello delle squadre spagnole, veloce e palla a terra e per quanto fatto i bianconeri meritano di riconfermarsi al vertice del campionato".

Una Juve trascinata dalle reti di Tevez.

"Non mi ha sorpreso la facilità con la quale Tevez si sia adattato al calcio italiano. Lui è un calciatore che ha sempre fatto bene ovunque sia andato ed ero sicuro che le sue caratteristiche si sarebbero sposate al meglio con quelle della serie A italiana. E' il mio giocatore preferito per la capacità di cambiare il volto di una partita in qualsiasi istante"

Bianconeri vittoriosi a Milano contro il miglior Milan della gestione Seedorf. Si aspettava l'olandese alla guida dei rossoneri?

"Non mi ha sorpreso vedere Clarence nelle vesti di allenatore, ma non mi aspettavo che il primo incarico potesse assumerlo proprio al Milan. Fino a poco tempo fa infatti era ancora un giocatore in attività in Brasile e non pensavo potesse in così poco tempo prendere le redini di una squadra così importante. Sono sicuro che potrà comunque fare bene e penso lo stesso di Inzaghi, un altro ragazzo della mia generazione che ha deciso di proseguire il suo percorso anche dopo il ritiro, ottenendo fin da subito risultati importanti".

Tornado alle vicende di casa Juve, Conte in piena polemica con Capello aveva puntato il dito contro gli scudetti vinti nella sua gestione.

"Non mi sono sentito toccato da queste parole e non credo che Antonio volesse lanciare un messaggio contro i giocatori di quella squadra. Penso solo che sia stata una polemica a distanza tra di loro, un modo di lanciarsi delle frecciate a distanza. Io sono tranquillo per quanto fatto in quegli anni e per i risultati ottenuti. Conte è uno di casa e sa perfettamente come sono andate le cose".

La sua prima squadra in Italia è stata il Verona, nota lieta di questo campionato trascinato da Toni.

"Mi ha sorpreso l'impatto del Verona nel suo ritorno in serie A. Difficilmente una neopromossa riesce a centrare risultati così importanti, ma sono felice perché Verona è una città che vive di calcio. Ero stato protagonista in negativo con la retrocessione nel 2002 in serie B, ma adesso è giusto che una piazza così importante sia tornata nel calcio che conta e spero possa centrare la qualificazione in Europa. Mi fa piacere vedere che a trascinare la squadra sia Toni, un giocatore che con il grande lavoro in campo ha confermato di essere ancora un grande bomber nonostante non sia più un ragazzino. Utile per i Mondiali? Non lo so perché il gioco in Nazionale è diverso. Sicuramente è da tenere in considerazione".

Cosa farà nel futuro Mauro German Camoranesi?

"A fine stagione ho deciso di ritirarmi dal calcio giocato. Rimarrò in questo mondo intraprendendo la carriera da tecnico e ho già ricevuto delle offerte per allenare in Argentina e in Nord America. L'Italia? Tornare in serie A e guidare una squadra del campionato italiano è il mio sogno"




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