Il portiere della Nazionale è intervenuto in zona mista dopo Italia-Germania, soffermandosi anche sul suo futuro. Dribbling sul rinnovo col PSG
Niente da fare per l’Italia, rimontata nella ripresa da un’ottima Germania dopo un primo tempo promettente e chiuso in vantaggio grazie alla rete firmata da Tonali.
Gianluigi Donnarumma in zona mista – Calciomercato.it
Gianluigi Donnarumma commenta il ko del ‘Meazza’ da parte degli Azzurri di Spalletti: “La Germania ha tanta qualità, dobbiamo essere realisti. Un episodio ci ha punito, anche se potevamo fare meglio. Però c’è la consapevolezza di essere una grande squadra e di potercela giocare al ritorno“, spiega il capitano dell’Italia come raccolto in zona mista anche dall’inviato di Calciomercato.it.
L’ex portiere del Milan prosegue nell’analisi del match: “Sui calci piazzati dobbiamo migliorare, da domani analizzeremo tutti gli errori per cercare di ribaltare il risultato a Dortmund. Siamo un grande gruppo, abbiamo dimostrato tante volte di riuscire a fare cose impossibili”.
🗣️ Gianluigi #Donnarumma in zona mista dopo #ItaliaGermania: “Siamo una grande squadra e al ritorno ce la giocheremo”
👀 Sul possibile ritorno in Italia e a Milano dopo le voci sull’#Inter: “Queste sono situazioni che poi si vedranno. Per il momento sono contento di essere… pic.twitter.com/yjbytJkLwp
La risposta di Donnarumma su un possibile ritorno in Italia e nello specifico a Milano dopo i rumors sull’Inter: “Queste sono situazioni che poi si vedranno. Per il momento sono contento essere tornato e mi fa piacere, mi mancavano l’Italia e San Siro. Giocare in questo stadio è sempre emozionante. Ringrazio la gente che mi accolto bene, è quello che volevo sentire. Mi dispiace solo per il risultato”. Il portiere del PSG ha lasciato infine lo stadio dribblando la domanda sul rinnovo con il club parigino…
Dal nuovo Direttore sportivo al sostituto di Conceicao, le ultime sul futuro dei rossoneri nella nuova puntata di MilanZone
Puntata ricchissima quella di Milan Zone, programma in onda sul canale Youtube di Calciomercato.it. Focus a 360° gradi sui rossoneri, da Furlani che si è preso il Milan all’indimenticato Paolo Maldini passando per Allegri, Conte, Paratici e tanto, tanto mercato.
Incontro con Maldini e nuovo allenatore: Furlani ribalta il Milan, le ultime – Calciomercato.it
Ospite stavolta Antonello Gioia, collega del ‘Corriere dello Sport’ e vicino all’ambiente rossonero.
Conceicao andrà via
“Il destino di Conceicao è già segnato – esordisce Gioia – L’unica percentuale, per me non supera il 10, è se dovesse vincere Coppa Italia e arrivare quarto. Con il nuovo ds la volontà sarà di iniziare un progetto tecnico con un suo allenatore. Giusto iniziare un nuovo corso con scelte correlate. Conceicao per me non ha dimostrato di meritarsi la conferma“.
Paratici in pole
“Non c’è dubbio che sia lui il nome in pole. Il Milan ha sperato di prendere Berta, ma si è mosso tardi, un po’ come Thiago Motta lo scorso anno. Secondo me servirà ancora qualche giorno per chiudere. Da casa Milan dicono che non c’è fretta“.
Diverse anime nel Milan
“Che ci siano diverse anime non c’è dubbio. Di per sé non è sbagliato che quando c’è un team di lavoro, ci siano idee diverse. L’importante è che alla fine ci si metta d’accordo. Ibrahimovic proponeva qualcosa, Furlani altro, ma non si capiva chi doveva scendere a compromessi e chi decidere. Così non va bene, anche perché in ogni posto le gerarchie vanno rispettate.
Nel Milan Ibra è solo un consulente, a livello gerarchico è Furlani la persona più importante, non ci deve essere discussione su chi decide. Il punto è come si arriva alla decisione. Ora penso Ibra farà un ruolo più di immagine e che sarebbe anche il migliore per lui”.
Furlani a Dubai: “Ma nessun incontro con Maldini”
“Non sta sopra, ma si trova nel mezzo tra la proprietà e la squadra. Lui è un po’ una figura di contesto. Ora è a Dubai perché sta incontrando sponsor e partner commerciali: è lui che muove le fila. Se ha incontrato Maldini? Che io sappia no”.
Allegri o Conte
“Bisogna capire quale sia il rapporto Allegri-Paratici. Hanno avuto divergenze, Allegri ha fatto dichiarazioni non così delicate su Paratici. Magari si sono chiariti. Io credo comunque che un professionista debba scindere le scelte e le cose personali.
Allegri sarebbe l’uomo giusto perché colmerebbe un vuoto dirigenziale importante e perché è libero e dunque facilmente prendibile. Conte invece non è libero e la vedo dura possa andare a parlare con il Milan con la lotta scudetto in ballo. Magari la scelta del ds sta tardando un po’ per questo, forse perché Conte è la prima scelta”.
Sacrificabili senza Champions
“Potrebbe essere Theo Hernandez. L’altro nome potrebbe essere Maignan, per cui non escludo rinnovo e cessione. Tutto dipenderà da ds e allenatore. Non bisogna costruire la squadra per idee generali senza badare a chi sarà l’allenatore”.
Da Abraham a Lucca e Krstovic: il punto sull’attacco
“Non mi aspetto la conferma di Abraham. Non ha fatto male, i suoi numeri non sono malvagi. Ma se il Milan deve comprarlo per una 20ina di milioni si possono prendere a quella cifra profili più giovani e migliori. Preferirei più Lucca che Krstovic. Krstovic è secondo me attaccante di medio livello.
Nel Lecce spicca perché è il più forte della squadra, ma non andrei a spendere 30 milioni per lui. È più un profilo da Torino o Fiorentina. Lucca è un profilo diverso, aiuterebbe nel lavoro di sponda, poi è italiano e visiti i problemi del Milan nelle liste, acquistare un italiano non fa mai male”.
Fa ancora discutere la coreografia dei tifosi viola in occasione di Fiorentina-Juventus: le due posizioni contrapposte in onda su Calciomercato.it
Ha lasciato sul piatto diversi spunti di riflessione Fiorentina-Juventus di domenica scorsa, per quello che è accaduto in campo ma non soltanto. Sul terreno di gioco, la netta vittoria dei viola, per 3-0, a regalare un trionfo come contro i bianconeri non se ne vedevano da tempo e a inguaiare la Vecchia Signora, anche se Thiago Motta è rimasto al suo posto per una scelta ben precisa della Juventus. All’esterno del campo, la coreografia esposta dalla tifoseria toscana con relative polemiche per la scritta “Juve m***a”.
Una coreografia costata una ammenda di 50mila euro alla Fiorentina e la diffida della Curva Ferrovia, come da provvedimento del Giudice Sportivo. L’argomento è stato ripreso nel corso di una nuova puntata di ‘Ti Amo Calciomercato’ in onda sul canale Youtube di Calciomercato.it. In studio il nostro direttore Eleonora Trotta, Carlo Roscito, più il nostro inviato Giorgio Musso e Dario Baldi di ‘Radio24’ e ‘RadioFirenzeViola’, sui due schieramenti contrapposti, ad alimentare il dibattito.
Fiorentina-Juventus, Baldi difende il tifo viola: “Non accetto lezioni di morale dai bianconeri”
Discussione piuttosto accesa, con Baldi a prendere posizione in maniera piuttosto netta su tutto quanto accaduto. “Condanno sempre e comunque cori beceri – ha spiegato lo speaker – Ma non accetto morali sulla coreografia dall’opinione pubblica juventina: tra i loro tifosi c’erano i soliti cogl… che facevano il gesto del nuotare, in riferimento alle alluvioni…”.
Baldi ha aggiunto, in maniera piuttosto orgogliosa: “La coreografia sarei pronto a rifarla subito, secondo me Firenze e la Fiesole hanno dato un messaggio coraggioso e di identità. Secondo me Palladino, Kean e Fagioli hanno goduto come dei ricci. Penso che la multa la Fiorentina non debba pagarla, 50mila euro sono una vergogna rispetto a tante multe che non sono state date in passato o rispetto al perbenismo dilagante che ci sta distruggendo”. Con una stoccata ulteriore al mondo Juve: “Questo è un’arma di distrazione di massa, pur di non parlare dei problemi dentro la Juve si parla della nostra coreografia“.
Il tema ovviamente ha generato una certa discussione, con la replica da parte del nostro Giorgio Musso in questi termini: “Non mi sorprende una coreografia simile da una tifoseria colorita come quella viola. Diciamo che la gente di Firenze quando entra allo stadio si trasforma. Sicuramente c’è di peggio rispetto alla coreografia del Franchi. Ma con quella frase, con quella visibilità a tutta curva, è uno striscione pesante che non è piaciuto ai tifosi ed anche alla Juventus. La multa è giusta. Sulla diffida, se si ripeterà la prossima volta per me sarebbe giusta una squalifica della Curva. È un’immagine molto forte, che ha avuto visibilità mondiale, e secondo me fa bene la Juve a lamentarsi con la Fiorentina e a chiedere spiegazioni”.
La Juventus alle prese con una stagione davvero deludente, su ‘Ti Amo Calciomercato’ l’analisi del fallimento totale dei bianconeri
Annata davvero dura, quella che sta vivendo la Juventus, che si è ulteriormente complicata se possibile nelle ultime settimane. I due ultimi ko con Atalanta e Fiorentina hanno lasciato il segno, eccome, e adesso è il momento di riflessioni importanti ad ampio raggio sullo stato delle cose in casa bianconera.
Per il momento la Juventus non ha optato per l’esonero di Thiago Motta, ma di sicuro l’operato dell’allenatore è sotto esame, e non soltanto il suo. Nel mirino la gestione del tecnico italobrasiliano, che non è stata ottimale, dal punto di vista tecnico e tattico ma anche da quello dei rapporti con i giocatori. Su Calciomercato.it abbiamo parlato del caso del rapporto tra Thiago Motta e Gatti, non l’unico che sta tenendo banco all’interno dello spogliatoio.
Il momento della Juventus è stato poi oggetto di una analisi approfondita su ‘Ti Amo Calciomercato’ in onda sul canale Youtube di Calciomercato.it. Insieme al nostro direttore Eleonora Trotta e a Carlo Roscito, abbiamo parlato di molti aspetti del flop bianconero, specialmente quello del rendimento deficitario di tanti giocatori. Un caso da oltre 300 milioni di euro.
Juventus, da Vlahovic a Koopmeiners e Douglas Luiz e non solo: storia di una crisi profondissima
“Una rosa piena di spine”, potrebbe essere uno dei titoli che inquadrano al meglio la situazione all’interno del club bianconero. Da tanti calciatori ci si attendeva ben altro e invece i risultati parlano chiaro.
Juventus, da Vlahovic a Koopmeiners e Douglas Luiz e non solo: storia di una crisi profondissima – Calciomercato.it
Ci sono problemi non solo di mercato, ma anche tattici e di gestione. Come abbiamo raccontato a più riprese nei nostri contenuti e sulle nostre pagine, il metodo di Thiago Motta non sta funzionando. L’allenatore ha avuto il supporto della società nel far fuori determinati giocatori e nel non decidere un capitano fisso. La gestione siffatta ha portato ai risultati che stiamo vedendo.
Il caso più eclatante è quello di Koopmeiners, che ha avuto un rendimento molto al di sotto delle attese, visto il pesante investimento sulle sue spalle. Vlahovic è un altro fronte aperto, è fuori dai piani ma bisognerà capire a che cifre andrà via. In bilico la situazione di Gatti, con un rinnovo ancora in discussione che non esclude una cessione. Cambiaso, a oggi, tra problemi fisici e mercato vive un’altra situazione particolare e il suo valore si è abbassato.
Altri investimenti in casa Juve non hanno convinto nelle modalità e nei risultati. Pagare 40 milioni Nico Gonzalez si è rivelato un azzardo. Conclamato anche il flop di Douglas Luiz, per non parlare di scelte discutibili come Lloyd Kelly, profilo non da Juventus per il reparto difensivo. Si aprono poi scenari preoccupanti sulla gestione di Kenan Yildiz, asset principale in questo momento dei bianconeri e per il quale il mercato può accendersi: da capire se arriveranno proposte in linea con il valore del giocatore, una mancata cessione anche di fronte a offerte importanti aprirebbe ad altri dibattiti su un rinnovo al rialzo.
Il punto della situazione sul calciomercato nerazzurro in vista della prossima estate: il presidente dei campioni d’Italia è pronto a piazzare i primi colpi
Prosegue il momento magico dell’Inter di Simone Inzaghi. I nerazzurri hanno battuto l’Atalanta, mostrando tutta la propria solidità nel gioco e nel carattere. Lautaro Martinez e compagni così hanno allungato in classifica, sia chiaramente sui bergamaschi che sul Napoli, fermato a Venezia.
L’Inter può dunque guardare al futuro con ottimismo, sia dentro al campo, con i tifosi che possono sognare in triplete, ma anche fuori, con il calciomercato. Un calciomercato, che in estate i nerazzurri vivranno da assoluti protagonisti. Beppe Marotta ha fatto capire chiaramente, nei giorni scorsi, di essere pronto ad investire in maniera importante e a regalare i giocatori che servono a Simone Inzaghi. Così su ‘Ti Amo Calciomercato‘ sul canale ufficiale Youtube di Calciomercato.it, si è fatto il punto della situazione.
Inter, rosa da svecchiare: Marotta a lavoro per Inaghi
Il sogno dei nerazzurri, non è certo un segreto, è Nico Paz, per il quale il Real Madrid, però, ha un diritto di ricompra a nove milioni di euro.
Allo stesso tempo va detto che l’Inter ha un grande alleato, il rapporto tra il papà del giocatore e Javier Zanetti. L’unico ostacolo è dunque rappresentato dai blancos, che in questo momento pensano soprattutto di lasciare Paz un’altra stagione al Como. Servirà del tempo per capire come si evolverà e se il calciatore deciderà di spingere per un trasferimento in nerazzurro.
Per quanto riguarda la trequarti, però, attenzione ad un altro nome, quello di Arda Guler, sponsorizzato da Hakan Calhanoglu. Un talento che all’Inter troverebbe più spazio rispetto al Real Madrid. L’affare va dunque seguito, con molta attenzione, ma i nerazzurri vogliono fare le cose in grande e hanno messo gli occhi su altri due calciatori. Serve ringiovanire il reparto difensivo, così come quello di centrocampo, e per farlo l’Inter pensa a Sam Beukema del Bologna e Samuele Ricci del Torino. Entrambi hanno una valutazione da circa 30-40 milioni e piacciono ad altri club: sul centrale c’è la Premier League, sull’italiano, invece, la forte concorrenza del Milan.
L’ex portiere bianconero si è soffermato sulla situazione della Juventus e non soltanto
Michelangelo Rampulla ha deciso di commentare senza filtri l’attuale situazione della Juventus. L’ex portiere bianconero, intervistato in esclusiva sul canale di calciomercato.it, durante la trasmissione ‘TIAMOCALCIOMERCATO’, si è espresso sulla situazione di Thiago Motta, sulle difficoltà della squadra e sul cambio tra i pali, con l’arrivo di Di Gregorio.
“Servono pazienza e i tempi giusti – le sue parole sulla panchina della Vecchia Signora-. Sono sempre stato contrario ai cambi di allenatore. A volte si migliora, ma molto spesso si peggiora. Cambiare adesso, a nove partite dalla fine, non ribalterebbe magari la situazione. A fine anno si valuterà quindi bene la situazione ed eventualmente verranno presi dei provvedimenti”.
Inevitabile un passaggio sul mancato feeling tra la rosa e il tecnico italo-brasiliano. “Da quello che si vede da fuori sembra che non ci sia una grande intesa tra i giocatori e l’allenatore. Io resto dell’idea che la squadra debba partire da 7-8 titolari fissi. Soprattuto quando c’è un allenatore nuovo, serve una base di partenza, con dei punti fermi. Cambiare quindi sempre ruolo e giocatori può creare confusione. Non dobbiamo poi dimenticare l’assenza di Bremer. Non c’è mai una reazione? Nel caso non è che deve partire sempre dall’allenatore. Dovrebbe partire anche dal campo e dai calciatori”.
Juventus, Rampulla: “Mancano i giocatori di personalità”
E alla domanda “se mancano i giocatori di personalità?”, l’ex bianconero ha risposto in maniera molto diretta: “Guardando la Juve da fuori sì, perché sembra che ognuno faccia il compitino. Nessuno si carica la squadra sulle spalle. Cambiare la fascia alla fine non è così importante, perché sono i compagni stessi ad indicare chi è il capitano”.
Inevitabile un passaggio sul cambio tra i pali, con la partenza di Szczesny. “Di Gregorio viene da dei campionati buoni con il Monza . Anche a lui bisogna dargli del tempo. Ma sono dell’idea che un grande portiere debba comunque essere aiutato dalla squadra. La Juve ha anche Perin che merita una maglia da titolare perché ha dimostrato di essere all’altezza della situazione. Secondo me, nel momento in cui uno decide di fare a meno di Szczesny, a quel punto prende Donnarumma per consegnargli la porta per tanti anni”.
Nuovo appuntamento con Napoli Zone, la trasmissione settimanale di Calciomercato.it interamente dedicata agli azzurri. Le ultime di mercato
Occasione sprecata per il Napoli che si è fermato in quel di Venezia non andando oltre uno 0-0 che contribuisce ad aumentare il distacco dall’Inter prima in classifica.
La truppa di Antonio Conte dovrà quindi ricompattarsi nel corso di questa sosta ed invertire un trend di risultati che nelle ultime sette uscite ha portato ad un complessivo di 5 pareggi, una vittoria ed una sconfitta. Uno score in flessione che però va inevitabilmente contestualizzato rispetto alle difficoltà di questo periodo.
Di questo e tanto altro abbiamo parlato nel corso dell’ultima puntata di NapoliZone in onda sul canale YouTube di Calciomercato.it. Durante la trasmissione è intervenuto anche il collega Mirko Calemme interpellato anche sulle vicende di mercato, a partire da Alex Meret: “Ci risulta che i contatti ci sono, vanno avanti, c’è ottimismo e le parti sono d’accordo per proseguire insieme. Si stanno capendo alcuni dettagli economici e del contratto. Per me si troverà l’accordo tra Napoli e Meret, perché quando le parti vogliono si troverà la quadra. Non è mai arrivato un segnale di rottura”
Calciomercato Napoli, dal destino di Raspadori a quello di Conte
Durante la discussione è emerso anche il nome di Raspadori, ritrovato da Conte col cambio di modulo: “Vanno fatte valutazioni su Raspadori, perché tutto dipenderà da come giocherà il Napoli in futuro. Il 3-5-2, soluzione d’emergenza, funziona per Raspadori ma non funziona per il resto”.
Ed ancora sull’attaccante azzurro: “Raspadori può fare 10-15 gol se messo in condizione, ma non puoi penalizzare il resto della squadra. Se il Napoli non giocherà con 2 punte, per me Raspadori dovrà chiedere di andare via. Non è un esterno, se lo metti mezzala non rende. Lui è bravo nello stretto, ha facilità di tiro clamorosa. Mi ricorda Aguero, in mezzo tocco vede la porta e tira”.
Infine spazio al Napoli del domani tra Conte e il tesoretto da investire: “Lo Scudetto può cambiare il mercato per l’appeal. Può cambiare anche il futuro della panchina. Se sono Antonio Conte e vinco lo Scudetto, posso fare il ragionamento fatto da Spalletti. Ma non ho certezze. De Laurentiis ha fatto un contratto di 3 anni e ha la carta molto importante: i soldi per un super-mercato”.
Tantissime le risorse a disposizione degli azzurri: “I soldi di Kvaratskhelia non sono stati spesi, ci saranno quelli di Osimhen, ci saranno introiti della Champions. Il Napoli può investire 150-200 milioni di euro. Almeno 100 saranno investiti. Quattro-cinque colpi andranno fatti”.
Il day after in casa Juventus è uno dei più amari vissuti nella storia recente: la sconfitta con la Fiorentina ha lasciato un segno indelebile
Sette gol subiti nelle ultime due partite di campionato, contro Fiorentina e Atalanta, zero alla casella di quelli e quinto posto in classifica, sorpassati dal Bologna di Vincenzo Italiano: è questo il desolante panorama che vive la Juventus dopo la ventinovesima giornata del campionato di Serie A.
Un momento difficilissimo per l’allenatore Thiago Motta finito, inevitabilmente, sul banco degli imputati. Le parole del managing director football Cristiano Giuntoli, al termine della partita dello stadio ‘Franchi’ non bastano a rasserenare gli animi. “In questi momenti dobbiamo restare tutti uniti. Siamo molto dispiaciuti per le due gare sotto livello ma siamo convinti di poterne uscire insieme, con Thiago Motta. Quando ci sono queste situazioni se ne esce trovando l’equilibrio. Faremo un’analisi con calma tutti insieme. La presa di responsabilità da parte di tutti è necessaria”. Oggi c’è stato un lungo confronto tra i due sopracitati e l’amministratore delegato Maurizio Scanavino per cercare di capire come uscire da questo condizione negativa che avvolge l’intera squadra, nessuno escluso.
“Non credo che i giocatori abbiano mollato Motta, semplicemente sono in un momento di tale confusione da non avere la forza di reagire – le parole del giornalista Mirko Nicolino ai microfoni di ‘Ti Amo Calciomercato’ sul canale ufficiale Youtube di Calciomercato.it – Sono impauriti, non si è visto un briciolo di spirito di rivalsa. Non essendoci tanto tempo, anche se la Juve dovesse cambiare allenatore per le ultime partite, sarebbe comunque un percorso saliscendi come successo fino ad ora. Il rischio è quello di dover ripartire dalla macerie, soprattutto se non si qualifica alla prossima edizione della Champions League“.
“Se resta Motta, qualche giocatore chiederà la cessione”. Retroscena anche su Yildiz
Nicolino, poi, si concentra su altri aspetti che riguardano alcuni protagonisti dell’attuale rosa bianconera e le difficoltà economiche che si abbatterebbero sul club senza la qualificazione alla prossima edizione della Champions League. “Ci sono giocatori che l’estate scorsa la Juve ha fatto fatica a trattenere, uno di questi è Yildiz. Senza Champions partirà e anche con la qualificazione potrebbe partire, il rischio c’è. In più, ci sono calciatori che, in caso di permanenza di questo allenatore, hanno chiesto la cessione. Per esempio, Gatti è noto che abbia fatto questa richiesta. Oltre al buco economico da 100 milioni di euro minimo. La volontà della Juve è di arrivare al 26 maggio con Motta, anche perché è una precisa scelta di Giuntoli. Poi ci sarebbero due settimane per preparare il Mondiale per club con un altro allenatore. È un ginepraio incredibile”.
Infine, spazio al possibile ritorno di Andrea Agnelli al comando, voce che circola con insistenza da alcune settimane: “Di recente, parlando con alcune fonti a lui vicine, ha espresso l’intenzione di tornare, ci sta lavorando. È una cosa, però, irrealizzabile a breve. A novembre dissi 2-3 anni, però, se le cose dovessero precipitare, potrebbe tornare anche prima. Ovviamente, se tornasse Agnelli, Giuntoli sarebbe fuori“, ha concluso Nicolino ai nostri microfoni.
Gasperini polemico per l’arbitraggio di Massa, che ha espulso Ederson e Bastoni. Dubbi sul gol annullato a Lautaro Martinez: la moviola di Serie A
La 29esima giornata di Serie A è andata in archivio ieri sera col posticipo tra Atalanta ed Inter, non privo di polemiche arbitrali che hanno portato all’espulsione di Gian Piero Gasperini. Tanti gli episodi da moviola a Bergamo, con Massa contestato da entrambe le formazioni.
Massa espelle Bastoni (foto Ansa) – Calciomercato.it
Il primo riguarda la rete annullata a Lautaro Martinez per precedente fallo su Djimsiti. Il fischietto ligure correttamente lascia finire l’azione per dar modo eventualmente al Var di intervenire, ma il contatto va giudicato in campo. Il capitano dell’Inter in effetti guarda l’avversario e non il pallone, ma lo scontro appare lieve. Allora è lecito domandarsi: a parti invertite avrebbe fischiato il calcio di rigore? Probabilmente no perché sarebbe stato un ‘rigorino’. Inevitabile l’espulsione di Ederson: dopo essere stato ammonito per proteste, il centrocampista atalantino batte le mani a Massa: secondo giallo codificato da regolamento (Regola 12, pagina 98) tra i casi di ammonizione c’è quello di “agire mostrando chiara mancanza di rispetto per gli ufficiali di gara (ad esempio applausi sarcastici)“.
Massa non sbaglia in quello che probabilmente è l’episodio più importante del match. Contatto in area interista tra Acerbi e Samardzic: i replay evidenziano che il difensore meneghino colpisce il pallone togliendolo dalla disponibilità dell’avversario e che non c’è step on foot. Dubbi invece sull’espulsione di Bastoni: preso singolarmente, il fallo su Maldini che porta al secondo giallo non è da ammonizione. Da regolamento non è un fallo imprudente, né un fallo che interrompe una promettente azione da gol. Il difensore della Nazionale ha pagato per la somma delle infrazioni precedenti? E’ possibile, ma non scontato.
Moviola Serie A: il rosso che poteva cambiare Fiorentina-Juventus
La Fiorentina ha aperto la crisi della Juve battendola 3-0. Ma prima del vantaggio di Gosens c’è un episodio che poteva cambiare la gara: fallo di Pablo Marì su Weah che Fabbri punisce con l’ammonizione. Controllo in sala Var visto il punto di impatto (tacchetti sul polpaccio) ma decisione confermata.
A ‘salvare’ il difensore viola è il fatto che non ci sia molta intensità e che, come ascoltato dagli audio in Open Var, il piede scivoli sull’avversario. Giallo giusto di Fabbri, ma probabilmente se avesse dato rosso in campo, il Var non sarebbe comunque intervenuto. Fallo simile ma sanzione – correttamente – diversa in Milan-Como. Dele Alli si disinteressa del pallone e va dritto su Loftus-Cheek: qui il Var richiama Marchetti per fargli cambiare il colore del cartellino da giallo a rosso. Stesso punto di impatto ma due differenze: tentativo di giocare il pallone e intensità del fallo. Rischia grosso Ndicka in Roma-Cagliari, che spinge via platealmente con due mani Mina dopo che si era ‘allacciato’ con Mancini. Il Venezia chiede due rigori contro il Napoli, ma i contatti tra Buongiorno e Oristanio prima e tra Rrahmani e Fila poi sono troppo lievi per portare al penalty.
Ormai non ci sono più dubbi: l’avventura in bianconero del tecnico è conclusa. Le ultime dal ruolo di traghettatore al nome del vero successore dell’italo-brasiliano
Thiago Motta ha le settimane contate, se non i giorni, alla Juventus. Dopo il 3-0 in casa della Fiorentina, che segue il 4-0 dell’Atalanta, ormai non ci sono più dubbi: l’avventura in bianconero del tecnico italo-brasiliano è finita.
Retroscena sull’esonero di Thiago Motta e il nuovo allenatore della Juve – Calciomercato.it
Del futuro della panchina bianconera ne abbiamo parlato oggi a TiAmoCalciomercato, programma in onda sul nostro canale Youtube. Giuntoli ha confermato la fiducia a Motta, escludendo l’esonero immediato, ma con la sosta di mezzo non si possono escludere colpi di scena. Del resto c’è in ballo la qualificazione alla prossima Champions, un obiettivo vitale ora fortemente a rischio. Ecco perché Motta non è stato mandato via dopo la disfatta del Franchi.
🚨#Juventus – Esami per #Cambiaso questa mattina: non ci sono problemi particolari alla caviglia e ha raggiunto il ritiro della Nazionale ad Appiano Gentile. Le sue condizioni saranno rivalutate dallo staff medico azzurro in vista delle gare con la Germania @calciomercatoitpic.twitter.com/fcwwnvPqme
Juve, da Mancini a Conte: i nomi per il post Motta
Per il ruolo di traghettatoreresiste la candidatura dell’ex Igor Tudor, che come vi abbiamo svelato è disponibile anche a un contratto fino a giugno pur di accomodarsi sulla bollente panchina bianconera. L’altro nome ‘caldo’ è quello di Robero Mancini, il quale però non accetterebbe il semplice ruolo di traghettatore.
Mancini è un nome valido pure per il prossimo anno, in aggiunta a quelli due grandi ex come Gian Piero Gasperini e, naturalmente, Antonio Conte, il profilo che metterebbe d’accordo tutti i tifosi. Non si escludono scelte a sorpresa, non dimenticando che Giuntoli apprezza molto Stefano Pioli, Marco Baroni e Roberto De Zerbi.
Continua il totoallenatore per il possibile post-Thiago Motta: ritorno di fiamma per il tecnico italiano
Fiorentina-Juventus può essere l’ennesimo crocevia della stagione dei bianconeri. Dopo la batosta casalinga con l’Atalanta, la squadra di Motta è chiamata a un solo risultato: la vittoria per riscattare in parte l’umiliazione subita dalla Dea. L’italobrasiliano si gioca la panchina, per il futuro ma pure per il presente. Un ulteriore tracollo sarebbe complicatissimo da assimilare, rischiando di veder sfumata anche la qualificazione alla prossima Champions League, traguardo vitale per la società.
Thiago Motta e Gimapiero Gasperini (Ansafoto) – calciomercato.it
Nel frattempo la Juve si guarda attorno, considera anche le altre possibili piste da percorrere tutte in ogni caso prima del Mondiale per Club di metà giugno. Gasperini resta uno dei nomi più accreditati, ma c’è anche l’ipotesi che porta a Stefano Pioli. In tanti sperano nel ritorno di Antonio Conte, che in conferenza ha etichettato come “giochi mediatici” a cui “non devo rispondere niente” le voci in salsa bianconera.
La prima cosa sarà decidere il futuro di Thiago Motta e in questo senso il giornalista de ‘Il Corriere dello Sport’ Adriano Ancona ne ha parlato a ‘Juve Zone’ in onda sul canale Youtube di Calciomercato.it: “Motta ha fatto un percorso anche prima di Bologna. Difficile che dopo una stagione come quella, con la qualificazione in Champions e il terzo posto sfiorato, non cogliesse al volo l’occasione di un salto di qualità così. La società gli ha messo un mercato a disposizione, poi è vero che ci sono stati infortuni. La squadra è chiamata a fare il proprio dovere, se chiude così al quarto posto, per come è andato il resto della stagione Motta ha solamente limitato i danni. Ora non è semplice ipotizzare una riconferma e capire quali possano essere le sue responsabilità. La squadra a disposizione c’era”.
Juve, Ancona consiglia Palladino: “Lui è affidabile. E hanno già rifiutato Gasperini”
Il totoallenatore comunque è già partito, dalle varie ipotesi italiane a qualche voce estera tra Xavi e Zidane, che resta un sogno per la Juve. Come detto, Gasperini e Pioli sembrano le piste più verosimili: il primo dovrebbe lasciare l’Atalanta a fine stagione e conserva un legame forte con i bianconeri. L’altro può liberarsi dall’Al-Nassr grazie a una clausola.
Ma Adriano Ancona, intervenuto a ‘Juve Zone’ sul nostro canale Youtube, sgancia la sorpresa di un altro ex: “Scartando Gasperini che si era proposto anni fa alla Juve e la Juve ha detto no, rimane tutto appeso ai risultati. Visto che c’è Fiorentina-Juve, credo che un allenatore come Palladino – dato che parliamo di giovani, allenatori interessanti e di progetto – è stato cercato dalla Juve nei mesi scorsi come da altre big. Ha avuto un percorso di crescita regolare, che ha dimostrato che è un allenatore affidabile, anche in questa stagione in cui è ulteriormente cresciuto a Firenze”. Dell’attuale allenatore della Fiorentina, prossimo avversario di Motta, si era già parlato per il post-Allegri.
L’ex Juventus è presente all’U-Power Stadium per seguire il match tra i padroni di casa e il Parma: il tecnico è uno dei candidati per la panchina del ‘Diavolo’
Il Monza di Adriano Galliani si gioca le ultime speranze salvezza nello scontro diretto contro il Parma e a dar man forte al Ceo brianzolo sugli spalti c’è anche l’amico Massimiliano Allegri.
Ospite d’eccezione all’U-Power Stadium per l’anticipo di campionato, con l’ex allenatore della Juventus arrivato poco dopo le 14 allo stadio per assistere al match tra i padroni di casa e la formazione ducale. Allegri si è intrattenuto prima della partita con Galliani e gli altri dirigenti del Monza, prima di prendere posto in tribuna a fianco dell’Ad biancorosso. Sorridente e pronto a scambiare qualche battuta con i presenti, l’allenatore toscano negli ultimi tempi è stato accostato alla panchina del Milan dopo la traumatica rottura l’anno scorso con la Juve.
Allegri all’U-Power Stadium per Monza-Parma: l’ex Juve è tra i candidati per la panchina del Milan
Allegri è nel lotto dei candidati della dirigenza rossonera per il dopo Conceicao e per il livornese si tratterebbe della seconda parentesi alla guida del ‘Diavolo’ dopo il ciclo dal 2010 al 2014, dove conquistò uno scudetto nella stagione 2010/2011.
Il tecnico, prendendo posto allo stadio per seguire il match tra Monza e Parma, non ha rilasciato ovviamente battute sul suo futuro e il ritorno in panchina dopo l’addio alla Juventus. Allegri di recente ha ricevuto diverse proposte dall’estero – specialmente dall’Arabia Saudita – ma tutte però rispedite al mittente, vista la volontà di ripartire dall’Italia e dalla Serie A. Nelle prossime settimane se ne saprà certamente di più sull’eventuale approdo al Milan e decisiva in questo senso sarà anche la scelta sul nuovo Ds da parte della dirigenza di Via Aldo Rossi.
👀 Eccolo Massimiliano #Allegri all’U-Power Stadium per #MonzaParma: il tecnico toscano è uno dei candidati per la panchina del #Milan in vista della prossima stagione
Vista l’amicizia tra i due, chissà se Galliani non abbia dato qualche consiglio all’allenatore toscano in merito a un possibile ritorno a Milanello, con l’attuale Ceo del Monza che nell’estate 2010 puntò proprio su Allegri (dopo l’ottima stagione al Cagliari) per la panchina rossonera.
Per i bianconeri c’è discussione sull’allenatore con Motta in bilico: l’ex commissario tecnico può approdare a Torino
Che ne sarà della Juventus? Ne parla a Juve Zone, sul canale Youtube di Calciomercato.it, Stefano Salandin, giornalista di Tutto Sport.
Salandin si sofferma sul momento dei bianconeri: “Da tempo c’è fermento in casa Juventus per capire questo mitico progetto, che fatica a srotolarsi nella sua efficacia. Non è più sufficiente sostenere che ci sono conti in miglioramento. I conti sono come le coperte, si tirano un po’ di qua e un po’ di là, ma nel calcio vanno di pari passo con i risultati. E nelle previsioni preparate dagli stessi dirigenti c’erano anche dei risultati sportivi. Se ci mettiamo che dentro alla Juventus in questa fase storica non c’è una sola anima, allora non è tutto quanto così lineare”.
ALLEGRI – “Ho un rapporto splendido con Max e gli riconosco una straordinaria competenza, una grande capacità di gestione, e la storia della Juve deve rimettere a posto la fondamentale importanza che ha avuto Allegri in tre anni devastanti per la Juventus, in cui lui da solo è riuscito a mantenere la barra dritta e a non far deragliare la società più di quanto potesse fare. Ma è un discorso del passato e ora non c’entra più nulla”.
THIAGO MOTTA – “Io so che la proprietà ad altissimi livelli è ancora convinta e ha ancora fiducia in Thiago Motta, sul resto bisogna ancora fare delle riflessioni”.
GIUNTOLI – “Non è vero che Giuntoli ha sempre avuto pieno potere, perché ha avuto dei limiti di spesa fin dal suo arrivo. Lui non può spendere oltre certe cifre senza parlare con l’amministratore delegato o senza avere l’ok dal consiglio di amministrazione per vari step di spesa. L’errore è limitare la questione a Giuntoli, sono questioni un po’ più ampie all’interno dell’assetto societario della Juventus. È un uomo di calcio straordinario, ma l’unica cosa che conosce lui sono i rimpianti. Questo termine abbinato a Giuntoli è un ossimoro, non può esistere. Valuta e fa degli aggiustamenti”.
Juventus, Salandin: “Magnanelli al Mondiale per club”
SCELTA ALLENATORE – “Io non avrei scelto un allenatore giovane con una squadra giovane, ma avrei scelto un allenatore esperto con una squadra giovane”
FUTURO – “I contatti con Roberto Mancini ci sono stati e lo vedrei molto bene perché ha la capacità di gestire un gruppo pieno di giovani e di farsi seguire. Peraltro è passato da molte variabili societarie e tecniche, ha anche una competenza, un aplomb e un carisma che gli potrebbero garantire risultati nell’immediato. Lui è molto bravo nell’immediato, quindi se serve già per il Mondiale per club è la persona giusta”.
MONDIALE PER CLUB – “Se devo dire dal punto di vista cronistico cosa mi aspetto ora se dovesse saltare Motta è che si affidino a Magnanelli e che Magnanelli faccia il Mondiale per Club”.
I rossoneri devono decidere il nuovo del prossimo direttore sportivo e si registra una novità: il sorpasso ormai è certificato
Mentre Conceicao parla in conferenza stampa alla vigilia della sfida contro il Como, in casa Milan si è già proiettati al futuro. Un futuro che vedrà un nuovo direttore sportivo per i rossoneri, una scelta dalla quale dipenderà anche il nome dell’allenatore del prossimo anno.
Giorni quindi di riflessioni e incontri, giorni anche di decisioni come quelle che dovrà prendere Giorgio Furlani che ha incassato il via libera da Cardinale nel suo viaggio in America per mettere la sua firma sotto la scelta. Una scelta di cui si è parlati anche su TiAmoCalciomercato su Youtube, con Martin Sartorio che ha fatto il punto sulla situazione ds per i rossoneri.
“Fino a qualche giorno fa Igli Tare era il candidato numero 1 a diventare il direttore sportivo del Milan e c’erano conferme sia lato società che lato Tare. Poi tutto è stato ribaltato dal viaggio di Furlani in America – le sue parole – . Ora l’ultima parola spetterà a Giorgio Furlani e questo ha portato Fabio Paratici a guadagnare terreno, anche se Tare non va escluso perché con il Milan le sorprese sono sempre dietro l’angolo”.
Pioli riparte dalla Juventus: serve progetto triennale
Una sorpresa potrebbe essere anche l’approdo di Stefano Pioli alla Juventus. Attualmente all’Al-Nassr, l’ex Milan negli ultimi giorni ha scalato posizioni nella corsa alla panchina bianconera, con Thiago Motta che a fine stagione potrebbe essere esonerato.
Anche questo punto è toccato nel corso della trasmissione: “Pioli è l’uomo giusto anche per la Juventus, ha i risultati dalla sua parte: uno scudetto vinto contro tutto e tutti, poi ci sono i derby che lo hanno condannato, altrimenti sarebbe ancora l’allenatore del Milan. Ora però ha un contratto molto ricco in Arabia fino al 2027: per convincerlo servirà un contratto importante come progetto, almeno biennale-triennale. Se la Juve gli offre questo, Pioli un salto a Torino lo fa perché le sfide gli piacciono”.
Il club bianconero è pronto a ripartire. Niente rivoluzioni, ma ci sarà un mister diverso, che vuole il suo pupillo
Immaginare una nuova rivoluzione in casa Juventus appare alquanto complicato. Il club bianconero ha vissuto l’estate 2024 da protagonista, con diversi colpi davvero importanti.
Cristiano Giuntoli, così, ha messo a disposizione di Thiago Motta giocatori di un certo spessore, costati tantissimo, come Koopmeiners, Gonzalez e Dougluas Luiz. Nessuno, però, ha rispettato le attese e vista la spesa è più che difficile immaginarli lontani da Torino la prossima stagione. Più facile (in molti ormai lo danno per scontato) vedere un nuovo allenatore che possa valorizzare tutti quei calciatori presi qualche mese fa che non hanno reso come avrebbero dovuto. L’ex Bologna, dunque, appare davvero al capolinea e il suo addio ormai è solo questione di tempo.
La Juve riparte da un nuovo allenatore: c’è anche il super colpo
Ci sono così già i nomi dei possibili sostituti di Thiago Motta. A TiAmoCalciomercato, programma in onda sul nostro canale Youtube, si è parlato così dei tre i candidati principali a sedere sulla panchina della Juventus.
Tra questi c’è certamente Gian Piero Gasperini, intenzionato a lasciare l’Atalanta. Il mister potrebbe sicuramente valorizzare Koopmeiners, ma spingerebbe per avere un altro calciatore da Bergamo, quell’Ederson che non toglie mai dal campo. Ma attenzione ad altri due profili per la panchina.
Nelle ultime ore, ad esempio, è emersa la figura di Stefano Pioli. L’ex Milan sarebbe pronto a lasciare l’Arabia Saudita qualora arrivasse la chiamata da un club ambizioso come la Juve Anche il tecnico di Parma proverebbe ad avere con se dei suoi pupilli, come Sandro Tonali o Fikayo Tomori.
Infine attenzione alla situazione legata ad Antonio Conte. Se il tecnico decidesse di lasciare Napoli, il club bianconero e il Milan tornerebbero a pensarci seriamente. Anche per il mister c’è un pupillo su cui puntare, un pupillo che avrebbe voluto già a Napoli, lo svedese Dejan Kulusevski.
Ecco la possibile squadra del tecnico livornese. Scelta presa anche su Rafa Leao e Christian Pulisic: le scelte per il 2025/2026
C’è ancora una stagione da concludere, magari conquistando la Coppa Italia, ma in casa Milan si pensa già al futuro. Un futuro, che inevitabilmente, passerà dalla scelta del nuovo Direttore sportivo.
Il viaggio di America di Giorgio Furlani ha un po’ mescolato le carte, ma Igli Tare e Fabio Paratici restano ancora in vantaggio per il ruolo di Ds. Poi sarà la volta dell’allenatore. In questi giorni, così, il profilo balzato in pole è quello di Massimiliano Allegri.
Il club rossonero ha capito di avere bisogno di un tecnico pragmatico che possa riportare subito in alto una squadra, fatta di ottimi calciatori, che spesso, però, perde la bussola. Il livornese è svincolato e questo chiaramente favorisce il suo approdo al Diavolo. Solo sullo sfondo restano così i nomi di Vincenzo Italiano, Antonio Conte, Maurizio Sarri e Cesc Fabregas.
Ecco il Milan di Massimiliano Allegri: fiducia in Leao
Un eventuale arrivo di Massimiliano Allegri in panchina, inevitabilmente, cambierebbe il calciomercato del Milan. Ma ipotizzare la futura squadra del tecnico livornese potrebbe non essere così difficile.
Innanzitutto partiamo dalle certezze che non sono poche: in attacco, ad esempio, il tridente sarà composto ancora da Christian Pulisic, Rafa Leao e Santiago Gimenez. Il messicano, però, potrebbe essere affiancato da un altro giovane bomber come Krstovic o Lucca.
A centrocampo si ripartirà, a prescindere, da Tijjani Reijnders, ma con Allegri ci sarebbe spazio anche per la fisicità di Fofana e Bondo. Il reparto potrebbe essere completato, poi, da Ricci, da tempo nel mirino del Diavolo, ma il livornese abbraccerebbe ben volentieri Rabiot. Chissà, così, che il francese non venga scambiato con Ismael Bennacer, che di certo non farà ritorno a Milano.
I cambiamenti maggiori però potrebbero avvenire nel reparto difensivo. Se Maignan e Theo Hernandez dovessero davvero salutare, si potrebbero vedere in rossonero Carnesecchi e De Cuyper. Ma nella formazione iniziale potrebbe esserci spazio anche un nuovo centrale ad affiancare Pavlovic. Attenzione così al giovane Mosquera
Si parla della società nerazzurra sia dal punto di vista della proprietà che da quello di campo: tutte le dichiarazioni
Campionato, Champions, coppa Italia. È un’Inter che non lascia niente d’intentato, vuole lottare fino alla fine su tutti i fronti e magari far diventare speciale questa stagione.
Inzaghi non ha messo limiti alla propria squadra, pur sottolineando più volte l’emergenza con cui sta facendo i conti negli ultimi tempi. Nessun limite, anzi ha alzato ancora di più la posta in palio affermando che gli obiettivi sono quattro e non tre, includendo anche il Mondiale per club. Per quello c’è tempo, mentre ora è il momento dell’Atalanta e del big match che può valere un pezzo di scudetto.
Poi ci sarà la pausa, quindi il rush finale con anche le sfide di coppa a Bayern Monaco (Champions) e Milan (Coppa Italia). Di tutto questo ha parlato, intervenuto a InterZone su Youtube, il giornalista Lapo De Carlo che segue da vicino le vicende legate alla società nerazzurra. Proprio dalla società parte con i cambi di proprietà che si sono susseguiti nell’ultimo decennio.
“L’Inter è una cosa strana – le sue parole – perché ha cambiato 4 proprietà in dieci anni, una cosa folle. Per poter costruire hai bisogno di avere solidità: all’Inter quando arriverà quello potremo dire che rientra nell’élite dei top club europei”.
Inter, De Carlo: “Con il Milan le riserve”
Dalla scrivania al campo con la sfida al Bayern in Champions: “Dico 51% Bayern e 49% Inter” la previsione di De Carlo.
Il giornalista poi aggiunge: “Con il Milan mi aspetto che l’Inter giochi con molte riserve”. Infine, un giudizio sul periodo che si sta vivendo con le tante polemiche che tirano in ballo anche i nerazzurri: “Noi siamo in un momento di bassissimo storico. Non è che ce l’han tutti con l’Inter, ma con se stessi. La gente non ama il calcio, ma i pettegolezzi”.
Il tecnico nerazzurro è stato accostato ai club della Premier League inglese. Ma il suo futuro potrebbe essere ancora in Italia, ecco dove
La due giorni di Champions League si è chiusa eleggendo le migliori otto squadre d’Europa. A rappresentare l’Italia è rimasta ancora l’Inter, che agli ottavi ha avuto la meglio sul Feyenoord ed ora se la vedrà contro il Bayern Monaco.
Simone Inzaghi (foto Ansa) – Calciomercato.it
Tra le sorprese c’è l’eliminazione del Liverpool ad opera del Paris Saint-Germain: “Abbiamo visto un Donnarumma eroico, un Dembele che ad oggi è il Man of the Year e un Kvaratskhelia rinato – ha detto il noto talent scout Michele Fratini in esclusiva a TiAmoCalciomercato.it, in onda sulla pagina ufficiale YouTube di CM.IT – Ma la partita più bella è stata il derby di Madrid: ancora una volta il Real si conferma bestia nera dell’Atletico, ma chi dice che Simeone è un allenatore che si chiude e basta, sbaglia di grosso. In Italia lo vedrei molto bene su qualsiasi panchina di Serie A. Fece bene a Catania, come Zenga e Montella: c’era un bel clima con Lo Monaco direttore sportivo. Sicuramente lo vedrei bene all’Inter, dove peraltro ha giocato“.
SIMONE INZAGHI – “In questo momento lo vogliono un po’ ovunque: ha fatto una finale di Champions, persa solo di misura contro il City, ha vinto lo scudetto e altri titoli e quest’anno è l’unico ancora in corsa per campionato, Coppa Italia e Champions League. Il paradosso è che l’Atalanta sogna proprio Inzaghi per il dopo Gasperini: non per alzare il livello, che a Bergamo è già alto. La Dea è diventata una delle prime quattro realtà del nostro campionato. Se fossi Inzaghi ci andrei subito, perché c’è una tifoseria calda, una proprietà italo-americana sanissima e si può lavorare benissimo: hanno il centro sportivo di proprietà, lo stadio di proprietà e un bilancio sano. Uno come lui lo vedrei benissimo all’Atalanta, che rifarà la Champions: molto meglio lì che al Manchester United. Poi ovviamente se dovesse vincere un trofeo con l’Inter, rimarrebbe dov’è: Marotta è il numero uno a gestire la società, è bravissimo a non perdere le persone importanti“.
Juventus, Fratini: “Gasperini unico profilo, non penso Conte voglia tornare”
A proposito di panchine, c’è quella della Juventus che rischia di cambiare di nuovo padrone. Anche in caso di qualificazione in Champions, Thiago Motta resta in bilico: “Non possono permettersi di prendere altri calciatori visto che è già stato investito tantissimo, magari qualche scambio: secondo me cambierà l’allenatore“.
Gasperini e Conte (foto Ansa) – Calciomercato.it
Pensieri e parole di Michele Fratini. Il pluripremiato talent scout toscano ha le idee chiare: “Gasperini è il profilo che la Juve sta aspettando, lui correttamente ha già detto all’Atalanta che non rinnova. Non ha problemi di scelta, ma potendo preferisce la Juventus, dove ha iniziato con il settore giovanile. Oggi è l’unico profilo che vedo in bianconero perché Conte, che è bravissimo ed amatissimo a Torino, non so se vuole tornare lì dove se ne andò durante il ritiro per diventare Ct della Nazionale. Per me rimane sempre un grande professionista, forse il più importante che abbiamo in Italia, ma non ce lo rivedo Conte alla Juve“.
ROMA – “Per me resta Claudio Ranieri: ha trovato la giusta amalgama, è amato dalla gente, è una bellissima persona e ha preso in mano la situazione. Dovesse andare in Europa, avrebbe fatto un’impresa più eroica di quella di Cagliari con la salvezza. La Roma aveva la squadra e i calciatori, ma si era sfasciato lo spogliatoio. Bisogna sperare che sia Ranieri il prossimo allenatore, una figura che ci piace a tutti, old style, che non inventa niente e che gioca bene”.