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Juventus, Giaccherini: "Nessun rimpianto nel lasciare l'Italia, Conte fondamentale per me"

Il centrocampista: "Quando tornerò in Italia, sarò migliore come uomo e come giocatore"

CESENA JUVENTUS GIACCHERINI SUNDERLAND / LONDRA (Inghilterra) - Cesena-Juventus di domani è la partita del cuore per Emanuele Giaccherini.
Grazie ai romagnoli il centrocampista del Sunderland si è guadagnato la chiamata della 'Vecchia Signora' prima e della Premier League poi.
"Lasciare una squadra come la Juve non è mai facile, ma il Sunderland mi offriva un contratto importante.
Quando tornerò in Italia, sarò migliore come uomo e come giocatore.
Avrò imparato una lingua, avrò vissuto un’esperienza fondamentale e sarò un calciatore più completo.
Mai pentito di questa scelta.
Qui non ti lasciano respirare.
Appena ti arriva il pallone, hai un avversario addosso.
Si cerca l’uno contro uno e i ritmi sono più elevati.
Da noi è un calcio più ragionato".

JUVENTUS - "Allegri è stato bravo perché ha saputo immergersi nella realtà juventina con intelligenza.
Piano piano ha dato la sua impronta.
Ha adottato il 4-3-1-2 e la squadra non ne ha risentito.
Nel calcio la matematica non è un'opinione, ma sette punti di vantaggio non sono pochi.
La Juve può anche sbagliare un paio di partite, mentre la Roma non può più commettere errori".

CONTE - "Arrivare in un club come la Juve e trovare un allenatore come lui è stato fondamentale.
Io non sono Cristiano Ronaldo, ma un giocatore che si è costruito la carriera giorno dopo giorno.
Lui mi ha aiutato.
Mi conosce bene".

SUNDERLAND - "Un'offerta come quella non si poteva rifiutare.
Vivo a Durham.
Durante la settimana vado a spasso con la mia famiglia e nessuno mi dice niente.
La privacy viene rispettata.
Poi arriva il sabato e lo stadio è una bolgia.
Il Sunderland ha una delle tifoserie più calde".

DI CANIO - "Pagò una squadra nuova e la crisi di risultati.
Ora c'è Poyet, che conosce bene il calcio inglese.
Vuole un calcio di passaggi e possesso palla, con una cura particolare per la fase difensiva".

MOURINHO - "Abbiamo parlato qualche minuto nel sottopassaggio prima della partita, è il migliore tecnico al mondo, o comunque uno dei primi.
Sarebbe fantastico essere allenato da lui.
Perché lui è Mourinho e Mourinho lavora nei grandissimi club".

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