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Calciomercato > Napoli > Calciomercato Napoli, l'abisso di Inler: il leone che non "miagola" piu'

Calciomercato Napoli, l'abisso di Inler: il leone che non "miagola" piu'

La difficile storia fra il centrocampista svizzero e il Napoli: rapporto al capolinea?


Goekhan Inler (Getty Images)
AntonioPapa (Twitter: @antoniopapapapa)

05/02/2014 17:20

MERCATO NAPOLI INLER / NAPOLI - C'è poco da fare, quando un rapporto nasce male è maledettamente difficile che si raddrizzi per strada. Gokhan Inler e Napoli, storia di un amore mai veramente sbocciato e giunto ormai al capolinea, nonostante i tentativi di ricomporre da parte del procuratore del calciatore, Dino Lamberti. In fondo, appunto, bastava ascoltare i presagi nefasti della vigilia.


TROPPO VECCHIO - Prime avvisaglie già fin dalla fase di trattativa, quando De Laurentiis aveva più volte mostrato segni di impazienza per un affare che non decollava. "Costa troppo, fra tre anni sarà vecchio e non potrò mai rivenderlo". Parole forti, che avevano ferito Gokhan e il suo agente, una frattura ricomposta solo dopo qualche mese. D'altronde non inizi col piede giusto se compri un calciatore pensando già a quando lo rivenderai. Eppure mai come in quel caso la profezia si è rivelata azzeccata. 

IL LEONE E LA NAVE - Alla fine DeLa lo prese, diciotto milioni all'Udinese e una presentazione che pomposa è dir poco. Segretezza assoluta fino alla fine, quando Inler sbucò durante una conferenza stampa sulla nave MSC, con una maschera da leone. Già allora fu timido l'entusiasmo dei tifosi, straniti da una simile pacchianata messa su per un mediano, pagato per giunta uno sproposito. Musi lunghi fra la gente, prima ancora di scendere in campo. Male, molto male. 

DIESEL CON MAZZARRI - Anche l'approccio al nuovo modulo di gioco, con due centrali e Hamsik, fu assimilato con difficoltà dallo svizzero. Due stagioni complicate, con pochi ruggiti e qualche sporadico miagolio, spesso anche pleonastico come il golazo illusorio contro il Chelsea. Qualche bel missile da fuori, spesso buono solo per rimpinguare bottini già acquisiti. Della serie: fai tre cose buone e non sono neanche utili. Pochi applausi, tanti mugugni. E questo nel suo momento migliore. 

DISASTRO CON RAFA - Poi l'ultima stagione, quella in cui sembrava essere finalmente una pedina centrale, chiamato ad un riscatto praticamente immediato. Qualche buona prestazione e poi un'involuzione incredibile, difficilmente preventivabile anche da chi non aveva mai creduto in lui. Prestazioni da 4 in pagella una dietro l'altra, fischi come se piovesse e la sensazione di essere passato da "sopportato" ad indesiderato, soprattutto dall'ormai esausto pubblico partenopeo. Insomma, storia finita? Si direbbe proprio di sì.

FUTURO SEGNATO? - La frittata contro l'Atalanta, con quel paradossale "assist" a Denis, è stato l'ultima goccia. Lamberti ha cercato di "proteggere" il suo pupillo, con una dichiarazione d'amore a Napoli che sembra quasi un tentativo estremo di salvare il salvabile. Ciononostante sarà difficile che Inler resti ancora a lungo in maglia azzurra: troppo "pesante" per poter fare panchina, non all'altezza di essere titolare. In più un rapporto con la tifoseria che a ricostruirlo ci vorrebbe un miracolo. La cessione è dietro l'angolo, probabilmente a giugno sarà il primo ad andar via. E a quattro soldi, visto che ormai va per i 30 anni, di certo non i 18 milioni spesi tre anni fa. Proprio come aveva previsto De Laurentiis quando non voleva "sposarlo". Ironico, no? 




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