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Calciomercato > Inter > Calciomercato Inter, Mazzarri: "Anno zero, i frutti tra due anni. Futuro? O chiudo qui o all

Calciomercato Inter, Mazzarri: "Anno zero, i frutti tra due anni. Futuro? O chiudo qui o all'estero"

L'allenatore nerazzurro parla a trecentosessanta gradi della sua nuova esperienza a Milano


Walter Mazzarri (Getty Images)
Stefano D'Alessio (@SDAlessio)

11/10/2013 07:18

CALCIOMERCATO INTER MAZZARRI FUTURO BALOTELLI HAMSIK LOPEZ THOHIR / MILANO - Walter Mazzarri, allenatore dell'Inter, ha rilasciato una lunga intervista a 'Tuttosport'. Queste le sue dichiarazioni:

INTER - "Un grande club che, vivendolo dall’interno, dà la sensazione di una grande famiglia. E questo è molto bello".

THOHIR - "Finché la cosa non è ufficiale, preferisco non fare commenti. Però, per quello che mi compete, credo che questa sia una squadra vera, con un gruppo di giocatori che sta tentando di darmi tutto, convinti di quello che gli sto proponendo. Comunque io ho reso impermeabile la squadra da certi argomenti, che sono delicati, perché è giusto che qui alla Pinetina ciascuno pensi a fare solo il suo dovere".

OBIETTIVO EUROPA LEAGUE - "Visto quanto accaduto l’anno scorso, con la società abbiamo sempreparlato di “puntare a tornare a essere competitivi”. Io ho aggiunto 'nel più breve tempo possibile' perché so che nel calcio italiano non c’è pazienza. È un anno di ripartenza, quasi un anno zero. Io voglio vedere un’anima, una squadra che giochi, che abbia un filo logico, che i ragazzi lottino e questo, piano piano, si sta già vedendo. Inoltre stiamo pensando a ringiovanire e, di conseguenza, i frutti si potranno vedere fra 2-3 anni. Per questo dico che ci vuole anche pazienza".

ESTEROFILIA -
"La parola invidia non fa parte del mio essere. Gli invidiosi sono quelli che non sono realizzati e io sono realizzato, non ho mai invidiato nessuno. Ho reagito a provocazioni gratuite ingiuste, questo ci tengo a dirlo. È normale, essendo un tecnico che lavora e fa i fatti sul campo, che vorrei avere il tempo necessario per creare qualcosa di importante. Ciò che fa un allenatore, andrebbe valutato in base alle forze che ha a disposizione. Purtroppo c’è superficialità. Noi italiani siamo provinciali. Si dice spesso: nessuno è profeta in patria. Ed è vero. Magari arriva uno da fuori e ha quel fascino esotico che l’italiano che viene dalla gavetta non ha. Quando invece quest’ultimo, ha raccolto risultato, facendo dei fatti. Mazzarinho, ma anche Kloppinho... C’è una tipica esterofilia provinciale nel nostro paese. Sembra quasi che ci sia del fastidio a far emergere chi è nato in Italia".

TATTICA - "Tattica, gioco e offensivismo saranno i cardini del nostro lavoro. Con la difesa a tre in Europa si può vincere".

BALOTELLI, HAMSIK, TEVEZ, TOTTI - "Non avrei problemi ad allenare Balotelli, un allenatore ha il dovere di gestire al meglio i suoi calciatori. Hamsik è il campione ideale sotto ogni punto di vista. Tevez è uno dei giocatori migliori d'Europa. Se porterei Totti al Mondiale? Lo abbiamo visto sabato scorso, corre come non mai e fa sempre la differenza".

ALLENATORE GIOVANE - "Quello che mi ha colpito di più è Lopez".

NAPOLI - "Quello che ho fatto a Napoli parla da solo. Ho fatto anche del bene al Napoli andando via perché quest'anno la società ha tolto dei paletti, come ad esempio il tetto ingaggi, per fare il salto di qualità".

FUTURO - "Potrei decidere di chiudere la carriera qui. Altrimenti, più club che nazionali. E mi piacerebbe fare un'esperienza all'estero".




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