ESCLUSIVO | Caso plusvalenze, avvocato Autieri: “Ecco cosa rischia la Juventus”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:44

Calciomercato.it ha intervistato l’avvocato Autieri, esperto di diritto sportivo, sul caso plusvalenze: gli scenari per la Juventus

Tiene banco in queste ore il caso plusvalenze, con l’indagine a carico della Juventus per irregolarità nel bilancio. Alla CMIT TV, abbiamo già trattato, con una prima analisi, i possibili rischi per i bianconeri.

dirigenza Juventus
La dirigenza della Juventus © LaPresse

La redazione di Calciomercato.it ha inoltre intervistato in esclusiva l’avvocato Camillo Autieri, esperto in diritto sportivo e membro dell’Associazione Italiana Avvocati dello Sport. Le sue dichiarazioni ci aiutano a tratteggiare i possibili scenari futuri e i profili di rischio, in campo e fuori, per la Juventus.

Juventus, Autieri sul caso plusvalenze: “Poche certezze, distinguere tra giustizia ordinaria e sportiva”

Agnelli
Andrea Agnelli © LaPresse

“E’ opportuno fare alcune precisazioni per non incorrere in giudizi troppo affrettati, di pancia e, soprattutto, privi di qualsiasi fondamento giuridico – esordisce Autieri – La procura di Torino nell’ipotesi di reato formulata nei confronti della Juventus e più precisamente dei dirigenti Agnelli, Nedved e Paratici ha evidenziato le possibili “false comunicazioni delle società quotate in borsa ed emissione di fatture per operazioni inesistenti”. Facendo un passo indietro negli anni, nel 2008 Cesena e Chievo sono state penalizzate dalla Corte di Appello Federale con punti di penalizzazione per “reiterata violazione ed elusione di norme di prudenza e correttezza contabile”. Cosa poi confermata anche dal Collegio di Garanzia del Coni, nello specifico il Chievo fu penalizzato con 3 punti mentre al Cesena inizialmente erano previsti 15 punti di penalizzazione poi annullati in quanto la società dichiarò fallimento. Nell’analisi della situazione della Juventus non si può non considerare il doppio aspetto della giustizia che può essere sollecitato, ordinaria e sportiva”.

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“Per quanto alla giustizia sportiva rimane davvero difficile, se non impossibile, stabilire i valori economici dei giocatori e quindi le loro relative iscrizioni al bilancio societario, seppur la FIFA abbia proposto un algoritmo matematico per calcolare in maniera precisa la valutazione di un giocatore – prosegue Autieri – La cosa rimane oggettivamente complicata in quanto attorno ad una trattativa orbitano una serie infinita di varianti e casualità che ne possono inficiare e modificare sensibilmente sia in melius che in pejus il valore economico finale. Riguardo alla giustizia ordinaria il discorso rientrerebbe nei reati di falso in bilancio ex artt. 2621 e 2622 del nostro codice civile, nonché nel DL 74/2000 relativo a “presunte false comunicazioni di società quotate in borsa e false fatturazioni”. Il perché oggi si sta parlando di Juventus è pressoché ovvio in quanto stiamo parlando di una società quotata in borsa e pertanto soggetta ai controlli della Covisoc e della Consob, ragione per la quale in questo momento il problema relativo alle cosiddette plusvalenze attira le attenzioni sulla società bianconera e non su tutte quelle altre società che magari, con differente misura, ricorrono a questo tipo di stratagemmi per fini utili al bilancio.
Ricordiamo che nel 2008 anche Milan, Inter e Roma sono state soggetto, in aule diverse dal rettangolo verde, di questo tipo di attenzioni, ma furono assolte in quanto il fatto non costituiva reato”.

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“Si precisa che a differenza delle plusvalenze relative ai giocatori, per esempio, sono state previste sanzioni molto più pesanti per plusvalenze relative a cessione di marchi (aspetti statici e meglio valutabili in valore assoluto) – aggiunge Autieri – Purtroppo, come già detto, la difficoltà di individuare con esattezza il valore di un calciatore rende davvero difficoltoso creare un parametro univoco e definitivo al quale fare riferimento per valutarne il cosiddetto cartellino. Il codice di giustizia sportiva della federazione, all’articolo 31, prevede che in questo caso si possa andare dall’ammenda con diffida fino all’esclusione dal campionato della società trovata in difetto. Specifichiamo subito che la Juventus non potrà mai essere esclusa dal campionato in quanto l’unica ipotesi di esclusione dal campionato (per tali questioni) è subordinata al fatto che l’illecito relativo alle plusvalenze sia stato messo in piedi in maniera cosciente ed esclusiva per ottenere il rientro nei parametri relativi all’iscrizione al campionato, cosa quasi certamente lontana dal caso della Juventus.

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Autieri scende poi nel dettaglio: “Alla Juventus sono stati evidenziati (e sotto la lente degli inquirenti) circa 280 milioni in tre anni spalmati su 42 plusvalenze nel biennio 2019/21. In questa inchiesta della Guardia di Finanza rientra, tra le tante situazioni perlomeno dubbie, il caso di Rovella, valutato e pagato al Genoa 18 milioni di euro quando lo stesso calciatore sarebbe stato a parametro zero solamente sei mesi dopo la cessione appena evidenziata, va da se che tale situazione certamente non può essere sfuggita all’occhio attento degli organi inquirenti e che, insieme ad altre operazioni simili, hanno creato questa ingente quantificazione che avrà avuto un suo perché in bilancio e che certamente creerà dei grattacapi al club di Torino, ma che altrettanto certamente sarà difficile da snocciolare in termini di certezza e soprattutto in maniera definitiva dagli inquirenti. Sicuramente nel voluminoso incarto a disposizione degli inquirenti nonché nei contenuti delle probabili intercettazioni rientreranno anche situazioni di carattere commerciale e di aspetto para-privatistico, sono quasi certo che si potranno reperire una serie di scritture private a latere dei contratti in essere o altri documenti che potranno confermare o smentire le ipotesi a base dell’inchiesta.

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Sull’operazione Cristiano Ronaldo: “Certamente meriterà un capitolo a parte, il portoghese non mi risulta toccato da nessun tipo di situazione formale ma certamente negli ultimi anni, anche per la semplice gestione, avrà di certo avuto un’influenza particolare sul bilancio societario. Questi sono tutti aspetti di natura contabile che la Juventus saprà chiarire, certo non senza qualche difficoltà. L’importante è cercare di mantenere sempre lucidità nella differenziazione tra le possibili conseguenze in ambito sportivo e le possibili conseguenze di natura ordinaria ben consapevoli che le due sfere non possono essere confuse e che ognuna delle quali da delle conseguenze specifiche nell’ambito strettamente individuato. Sono certo che i problemi relativi al fenomeno delle plusvalenze gonfiate non cesseranno sicuramente con il caso Juventus (che oggi è sotto la lente di ingrandimento solamente perché società quotata in borsa e, pertanto, soggetta allo stretto controllo di società quali la Covisoc/Consob), ma una revisione su questo fenomeno credo sia necessaria proprio per migliorare (termine inteso come “rendere più corretto”) le regole di questo gioco ed evitare che tutte le altre società (non quotate) continuamente ricorrano a questo tipo di espedienti per concludere trattative che altrimenti non si potrebbero concludere o semplicemente per far quadrare dei conti che altrimenti non quadrerebbero.
Anche questo è alla base di quei principi di correttezza e buona fede che devono essere sempre rispettati affinché il gioco più bello del mondo possa crescere, evolversi (anche in bonis) e così essere anche il gioco più corretto del mondo, dentro e fuori dal rettangolo verde”.