Chelsea, futuro Lukaku: la risposta di Conte

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:59

In casa Chelsea continua a tenere banco il futuro di Lukaku: a riguardo ha parlato il suo ex allenatore all’Inter Antonio Conte

Parole che non sono affatto piaciute e che hanno portato Thomas Tuchel a non convocare Romelu Lukaku per l’importante sfida di campionato contro il Liverpool. La situazione legata al centravanti belga appare sempre più calda. Il giocatore non è contento: si aspettava certamente di giocare di più, ma le sue parole, che hanno fatto presagire un addio dopo soli sei mesi, non sono di certo piaciute alla società e allo staff tecnico del club campione d’Europa in carica.

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Futuro Lukaku, parla Conte
Lukaku © LaPresse

Il futuro di Lukaku resta intriso di mistero, con queste ore che potrebbero rivelarsi decisive visto che è previsto un incontro con Tuchel. E proprio di lui ha parlato in conferenza stampa Antonio Conte, suo ex tecnico all’Inter, che affronterà il Chelsea mercoledì nella gara d’andata delle semifinali di Coppa di Lega.

Futuro Lukaku, Conte glissa

Conte ha parlato della situazione del momento: la partita sarà speciale per lui. Potrà non solo ritrovare Lukaku, ma tornerà a Stamford Bridge, dove in due stagioni ha conquistato una Premier League e una FA Cup. “Per me sarà una grande emozione tornare a Stamford Bridge, la prima volta da quando ho lasciato il Chelsea. Insieme abbiamo fatto un lavoro importante e devo dire grazie a questo club, che mi ha dato la possibilità di fare la mia prima esperienza in Inghilterra. Ora però sono l’allenatore del Tottenham e voglio dare il 100% alla guida di questa squadra. E noi abbiamo tanti ampi margini di miglioramento per diventare una squadra che ha tante aspettative di vittoria”.

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Futuro Lukaku, parla Conte
Conte © LaPresse

In merito all’argomento Lukaku, Conte però ha preferito glissare: “È un giocatore di un’altra squadra. Sarebbe irrispettoso parlare di lui e anche del Chelsea. Per me è più bello giocare contro una squadra che ha tutti i giocatori a disposizione e anche per chi guarda le partite è meglio che i campioni siano tutti presenti in campo”.