Lukaku sogna il ritorno ma attacca l’Inter: “Mi ha dato fastidio”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:00

Altri estratti dall’intervista di Romelu Lukaku, il belga racconta l’addio all’Inter e sogna il ritorno ma critica il comportamento del club

Una dichiarazione d’amore in piena regola, quella di Lukaku all’Inter. L’attaccante belga, la cui avventura al Chelsea non sta andando come sperato, ha spiegato in una lunga intervista concessa a ‘Sky Sport’ di sognare il ritorno in nerazzurro. Dichiarazioni che accendono l’animo dei tifosi.

Lukaku sogna il ritorno ma attacca l'Inter: "Mi ha dato fastidio"
Romelu Lukaku © LaPresse

Dopo le prime anticipazioni emerse ieri sera, altri stralci delle dichiarazioni rese all’emittente satellitare. L’intervista integrale andrà in onda oggi a partire dalle 13.30. Intanto, ecco alcuni passaggi molto interessanti, in cui il centravanti svela le modalità del suo addio, non risparmiando una frecciata al club.

Inter, Lukaku racconta l’addio: “Volevo il rinnovo, mi hanno detto di no”

Lukaku sogna il ritorno ma attacca l'Inter: "Mi ha dato fastidio"
Romelu Lukaku © LaPresse

“Avevo già rifiutato, dopo il primo anno, una offerta del Manchester City – spiega – Non era il momento giusto, volevo fare qualcosa di grande con l’Inter, loro mi hanno salvato la carriera quando ero in un tunnel. Quando abbiamo vinto lo scudetto, ho parlato con i dirigenti e ho chiesto il rinnovo. A 28 anni, trovandomi benissimo a Milano, e con me la mia famiglia, mi sono detto che ci saremmo trasferiti tutti insieme. Ma non hanno voluto, non c’è stata la possibilità e questo è stato difficile da accettare. Mi ha dato fastidio. Avremmo potuto continuare insieme con grandi giocatori, non è successo. A quel punto l’unica squadra in cui mi sarei sentito a casa era il Chelsea”.

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Quando è arrivata l’offerta dei ‘Blues’, ecco com’è andata: “In un altro momento sarei rimasto. Ma Conte era andato via, Hakimi era andato via, si parlava di una società in difficoltà. Non ho mai detto nulla, ho sempre avuto un buon rapporto con la società e con tutti. Se Conte fosse rimasto? No, l’aspetto decisivo era il rinnovo. E Inzaghi è stato bravissimo con me, gli ho parlato e lui e il suo staff dal primo all’ultimo giorno sono stati dei veri uomini”.