Tra aumenti e disservizi, Dazn continua a dividere e ci rimettono sempre i tifosi

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:06

Dazn prepara una nuova svolta per eliminare la possibilità di vedere in contemporanea lo stesso abbonamento su due dispositivi lontani

Una nuova bufera sta investendo Dazn, di nuovo al centro delle polemiche dopo i disservizi frequenti di queste prime giornate di campionato. La piattaforma streaming detiene da qualche mese i diritti della Serie A per il triennio 2021/2024, di cui sette partite in esclusiva per ogni turno e tre in coesclusiva con Sky.

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Dazn © LaPresse

In più la Liga e altri campionati esteri, canali tematici, altri sport oltre ovviamente a Europa League e Conference League. Al satellite sono invece rimaste le coppe europee, con la Champions League in esclusiva ad eccezione di una partita che va invece in esclusiva su Amazon Prime. Uno spezzatino che, se aggiungiamo pure la possibilità Infinity o Now TV, ha costretto tutti gli appassionati a fare uno sforzo economico clamoroso per continuare a seguire il calcio. E qui la colpa è ovviamente di tutti, una sconfitta per tutti.

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Dazn © LaPresse

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Eppure continua a essere un percorso a ostacoli, visto che nelle prime giornate di campionato sono state decisamente tante le volte in cui durante la visione di una partita si è verificato un disservizio, un’interruzione di segnale, uno stop totale del commento tecnico, che rendono spesso indigesto l’evento sportivo. Il tutto a un prezzo relativamente basso, prima a 19,99 euro poi diventati 29,99 per chi non si è abbonato a luglio. E a poco servono scuse o sconti una tantum, per quanto non si può non ammettere che Dazn sappia riconoscere gli errori e provare almeno in parte a rimediare.

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Dazn offre inoltre la possibilità, molto gradita non c’è che dire, di vedere uno o più eventi in contemporanea su più dispositivi anche lontano da casa. Tradotto: con un abbonamento possono fruire dell’evento due persone, con il vantaggio di dividere anche la spesa, in soldoni. Ed è proprio questo anche l’intento della stessa Dazn, come scritto all’interno dell’app: “Con un’unica sottoscrizione, inoltre, Dazn praticamente si sdoppia: potrei guardare due contenuti uguali o differenti allo stesso momento e su due dispositivi diversi. Nessun vincolo, solo la passione per lo sport ad unire stanze, città, regioni e persone diverse. Tutto e tutti su Dazn: a 29,99 € al mese, per due. Un messaggio abbastanza chiaro, anche a chi fino ad ora si è abbonato.

Ma ora le carte in tavola sembra stiano cambiando. L’ultima trovata da parte di Dazn vorrebbe eliminare il concetto di ‘concurrency’, ovvero la possibilità di accedere ai contenuti del proprio abbonamento su due dispositivi lontani in maniera contemporanea, cosa che invece fa parte dell’offerta sottoscritta dagli utenti e di cui Dazn ha fatto – giustamente – un vanto. Ora invece la ‘concurrency’ è diventata un male che favorisce la pirateria, impedisce il decollo della campagna abbonamenti allo stadio e svaluta i diritti tv.

Ma soprattutto in questo modo verrà penalizzato non tanto chi divide l’abbonamento con parenti o amici che non abitano insieme (anche se è Dazn che ha invitato a farlo), ma chi utilizza ovviamente un solo account all’interno della propria casa con la propria famiglia e che non potrà più usufruirne se si troverà fuori casa. Insomma, alla fine, chi ci va di mezzo, in un modo o nell’altro sono sempre gli appassionati. E invece che “unire le città”, divide i tifosi dal calcio.