Milan-Napoli, Spalletti: “Felice per Manolas. La decisione su Insigne e Fabian Ruiz”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:10

Milan-Napoli presentata in conferenza stampa dal tecnico partenopeo Luciano Spalletti, ecco le sue dichiarazioni principali

Il Napoli cerca di uscire da un periodo decisamente complicato nella sfida di San Siro contro il Milan. Gli azzurri, reduci da due sconfitte consecutive, puntano al clamoroso rilancio.

Milan-Napoli, la conferenza stampa di Spalletti
Luciano Spalletti (screen shot)

Luciano Spalletti, tecnico degli azzurri, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia. Calciomercato.it ha seguito per voi le dichiarazioni principali dell’allenatore, che ha svelato le ultime di formazione sui suoi, flagellati in questa fase dagli infortuni.

Sugli infortuni e l’emergenza.
“Nella vita ti trovi di fronte a degli ostacoli, a volte più grossi del solito e non fai in tempo ad aggirarli. Per cui per forza bisogna andarci a sbattere e picchiarci duro. Noi vogliamo dare seguito a quella che è la ricerca dei nostri obiettivi. Ci confrontiamo con ciò che abbiamo davanti. Non si fanno tutti questi ragionamenti su chi non c’è o chi ci avrebbe dato una mano. Possiamo vincere questa partita con quelli che ci sono”.

Cosa ha detto ai giocatori per motivarli?
“Non accetto questo giochino degli infortuni o di quelli che mancano. In questi momenti devono far parlare gli esempi. C’è bisogno di corse, di cuore, di mettere coraggio che poi ti da la possibilità di trovare soluzioni. Domani abbiamo a disposizione 16/17 calciatori della rosa ed è sufficiente per andare a giocare contro chiunque. Vogliamo essere ambiziosi e raggiungere gli obiettivi dipende da noi, altre volte no”.

La sua presenza fisica a bordocampo può essere decisiva? Nella rosa c’è una mancanza dopo la partenza di Manolas.
“Quella di Manolas è una storia che riguarda il rapporto tra il calciatore e la società. È con quelli che ci sono che possiamo andare a vincere, di Manolas io non parlo.  Cerco sempre di vivere la storia dei miei calciatori, averlo visto felice nella presentazione mi rende felice per lui. Per il resto abbiamo delle necessità. Facciamo delle valutazioni noi ovviamente che siamo dentro. Due centrali? Sono ragionamenti che non devo fare qui. A me la rosa piace in tutti i petali. Da qualche parte manca qualcosa, bisogna andare a ricomporla. Io so bene che ho creato dei problemi ai miei calciatori facendomi espellere. Io non posso fare a meno di loro, quando manca qualcuno mi sento a disagio. So quanto è importante la presenza di tutti. Io non ho fatto la cosa giusta e ho penalizzato la squadra, perciò la prima responsabilità di queste due sconfitte è la mia. Sono stato malo a vederli da fuori. Questo li ha penalizzati”.

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Milan-Napoli, Spalletti: “Out Mario Rui, Insigne e Fabian Ruiz”

Napoli Spalletti Milan
Insigne © LaPresse

Chi sono i convocati?
Mario Rui non è convocato, come Fabian Ruiz, Insigne, Osimhen e Koulibaly naturalmente. Facciamo prima a dire chi c’è (ride, ndr)”.

Che Milan si aspetta?
“Mi aspetto il Milan che ho visto in questi due anni. Al di la del momento, è il passo che ha tenuto in questo lungo tratto di due anni in cui ha fatto vedere qualità assolute. Io no voglio giocare contro squadre in difficoltà, ma contro squadre forti, perché il Napoli è una squadra che può giocare contro squadre forti, non ho bisogno di peggiorare gli altri per esibire la mia forza. Noi dobbiamo giocare da squadra forte, viva, il Vesuvio non deve essere una cartolina, ma dobbiamo averlo dentro di noi per fare quello di cui abbiamo bisogno”.

Insigne ha dichiarato che spesso non è stato capito dai tifosi. Lei cosa ne pensa?
“Solo un allenatore che ha perso il senno potrebbe rinunciare ad uno con le sue qualità, lui è un buon capitano di una squadram non deve essere presa mai come il massimo possibile, perché ogni occasione può essere quella giusta per diventare più forti. Mi è sembrato dall’inizio in linea con la figura che immaginavo da fuori. Lui è un calciatore che ha un cuore, anche se voleva giocare dall’inizio e lo aspettavo, ci sono poi io che commetto un errore e gli chiedo 70 minuti. Nella sua disponibilità io me ne sono un po’ approfittato, è una sua qualità esserci e aiutare però io dovevo valutare anche se c’erano valutazioni che portavano a fare quei 70 minuti come li vuole fare lui, ma ci ho messo del mio e ha fatto una figura al di sotto delle sue potenzialità”.

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Come si può ovviare alla mancanza di qualità in alcune scelte?
“Forse in queste ultime partite si può anche aggiungere che abbiamo perso qualche palla di troppo. È stata la partita dove abbiamo perso più palloni dall’inizio di campionato. Va tenuto a mente che non è mai l’episodio a determinare una partita, ma è sempre la prestazione di tutta la squadra. Un errore può determinare”.

Qualcosa è cambiato da San Siro, ora cosa chiede alla squadra abbandonata dalla sorte e dagli episodi?
“Io mi confronto sempre con la squadra dicendo delle cose che sento realmente. Sentimenti con i quali convivo giornalmente. Per stare bene con me stesso devo andare ad allenare come fossi per sempre l’allenatore del Napoli. Anche loro devono giocare come questa fosse la loro unica maglia. Questi devono essere i pensieri per andare ad affrontarla la partita. Sono convinto che abbiamo sbagliato a fare qualcosa in queste ultime partite, ma altre cose abbiamo continuato a farle bene. Dal punto di vista degli episodi sono convinto che siamo in credito. Dobbiamo tenere ancora più duro, andando a prendere altre cose. Saremo per sempre quello che facciamo, nell’intenzione di andare a migliorare quello che facciamo”.

Termina qui la conferenza stampa di Spalletti