Kessie come Donnarumma: come cambia il calciomercato post Covid

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:43

Una sessione estiva all’insegna del risparmio: ma come cambierà il mercato nei prossimi mesi? Un’analisi arriva da Deloitte Italia

Panchina per Donnarumma: il caso
Donnarumma © Getty images

Il trasferimento a parametro zero è stato il principe di questa sessione di calciomercato ancora alle prese con la pandemia. Ne risentiremo anche nell’epoca post-Covid, come confermato da Riccardo Gabrielli, Equity Partner Tax & Legal di Deloitte Italia, che commenta gli scenari futuri del calcio alla luce dell’attuale crisi.

Donnarumma e Cristiano Ronaldo rischiano di fare scuola per le prossime sessioni di calciomercato. Le disponibilità finanziari dei club risentiranno dell’effetto della pandemia e sussistono limitazioni all’acquisto di giocatori in caso di mancato rispetto dell’indice di liquidità previsto dalle norme di settore”.

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Cristiano Ronaldo
Cristiano Ronaldo © Getty Images

Come il Covid influenzerà il calciomercato

Effetti che continueranno a inficiare il futuro del calcio: “L’ultima sessione di mercato ha risentito delle minori disponibilità liquide dei club italiani e a questo punto le possibilità per finanziarie i trasferimenti in entrata sono due: azionisti che supportano l’aumento di capitale o cessione dei diritti alle prestazioni sportive dei calciatori, meglio se plusvalenti o a elevato ingaggio. La seconda alternativa, però, non è sempre percorribile: se il contratto del giocatore è in scadenza, la cessione avviene a parametro zero“.

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Real Madrid, Paris Saint Germain e Manchester City hanno un’elevata disponibilità economica, quindi rendono difficile una concorrenza reale, facendo scendere l’appeal del campionato italiano: “Il legislatore è intenzionato a risolvere il problema dello scarso appeal agendo su delle leve fiscali che possano agevolare i calciatori fisicamente residenti all’estero che trasferiscono la residenza fiscale in Italia non appena ingaggiati da club italiani. Tutto rientrerebbe nel Decreto Crescita per diminuire il cuneo fiscale per avvicinare il netto dell’ingaggio al valore lordo”.