Addio Ronaldo-Juventus, Cherubini allo scoperto: “Qualcosa poteva andare meglio”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:00

Federico Cherubini fa il punto sulla Juventus e analizza la recente cessione di Cristiano Ronaldo

Cristiano Ronaldo
Cristiano Ronaldo © Getty Images

Federico Cherubini ammette l’errore della sua Juventus. Analizzando le prospettive future, il dirigente ha parlato anche della recente cessione di Cristiano Ronaldo al Manchester United: “Devo dire che come in tutte le operazioni c’è sempre qualcosa che si poteva fare meglio, ma so anche che, con altri club, non saremmo riusciti a ottenere nemmeno un indennizzo – spiega a ‘Tuttosport’ – Diciamo subito che margini per trattenerlo non ce n’erano. Certe decisioni non sono negoziabili e, in fondo, non sarebbe stato opportuno per il club, perché il club è più importante di qualsiasi cosa e rimarrà sempre, al di là dei giocatori. Quindi, per il bene del club era giusto concentrarci sul futuro e non trattenere Ronaldo”.

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Calciomercato Juventus, annuncio di Cherubini sull’addio di Ronaldo

Juventus Suarez Cherubini
Cherubini (foto Calciomercato.it)

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Cherubini ha proseguito la sua analisi sulla Juventus: “Ronaldo non è sostituibile, non credo che ci sarebbe stato sul mercato qualcuno di assimilabile a lui. Esce Cristiano e, diciamo, chiude una sorta di ciclo, di fase, di èra CR7 alla Juve e se ne apre un altro”.

L’ADDIO – “Noi nella settimana prima di Udine avevamo segnali chiari sulla sua permanenza, per dire… Non voglio essere ipocrita e dire che gestire la situazione Ronaldo il 28 di agosto sia stato piacevole, se fosse successo un mese prima sarebbe stato meglio per tutti. Poi, diciamocelo, una volta che Cristiano Ronaldo ci parla nel modo in cui ci ha parlato, non ci può essere epilogo diverso. In quei giorni è stato molto diretto, esprimendo la sua volontà e noi, come ho detto, abbiamo reagito pensando al bene del club e non il bene immediato, ma nell’ottica di uno sviluppo di un piano che poteva iniziare prima. Non potevamo costringere una persona a rimanere in un contesto che non riconosceva più”.